Se ti trovi in una situazione di assenza prolungata dal lavoro o temi che il tuo comportamento possa essere interpretato come una volontà di dimetterti, è fondamentale conoscere le ultime novità normative. In questo articolo troverai i chiarimenti ufficiali forniti dal Ministero del Lavoro riguardo le dimissioni per fatti concludenti.
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Cosa sono le dimissioni per fatti concludenti?
Le dimissioni per fatti concludenti, conosciute anche come dimissioni implicite, si verificano quando un lavoratore si assenta dal posto di lavoro in modo ingiustificato per un periodo di tempo prolungato.
Questo periodo supera i limiti stabiliti dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL - di riferimento o, in sua assenza, si estende per oltre 15 giorni continuativi.
Qual è la procedura chiarita dal ministero del lavoro?
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in collaborazione con l'Ispettorato Nazionale del Lavoro - INL - ha definito una procedura precisa, introdotta dall'articolo 19 della Legge 203/2024, nota come Collegato Lavoro.
I punti chiave sono i seguenti:
- Presunzione di volontà: Una volta superato il limite di assenza ingiustificata previsto dal CCNL o dalla legge, il comportamento del lavoratore viene considerato come una chiara e implicita volontà di rassegnare le dimissioni. Il datore di lavoro non deve più avviare una contestazione disciplinare.
- Comunicazione all'INL: Il datore di lavoro è tenuto a comunicare la cessazione del rapporto di lavoro utilizzando un modello aggiornato e specifico, messo a disposizione dall'INL.
Per ulteriori dettagli operativi è possibile fare riferimento alla Circolare Ministeriale n. 6/2025 e alle indicazioni disponibili sul Portale URP del Ministero.
Si ha diritto alla NASpI in caso di assenza ingiustificata prolungata?
No, in questa specifica situazione il lavoratore non ha diritto a percepire l'indennità di disoccupazione.
L'INPS ha confermato che, trattandosi a tutti gli effetti di una volontà di dimettersi da parte del lavoratore, non si configura un licenziamento. Di conseguenza, viene a mancare il requisito dello stato di disoccupazione involontaria, necessario per accedere alla NASpI.
Esistono delle eccezioni a questa regola?
Sì, la risoluzione automatica del rapporto di lavoro non si applica in determinate circostanze.
Il lavoratore può evitare le conseguenze delle dimissioni per fatti concludenti se è in grado di dimostrare che la sua assenza è stata determinata da:
- Una causa di forza maggiore, come ad esempio un grave problema di salute debitamente certificato.
- Un comportamento direttamente imputabile al datore di lavoro.
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