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    Modulo risoluzione consensuale: come fare la procedura online

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    Se hai raggiunto un accordo con il tuo datore di lavoro per interrompere il rapporto e stai cercando il modulo corretto, è importante sapere che la procedura non è più cartacea. Per legge, la comunicazione deve avvenire obbligatoriamente per via telematica. In questo articolo troverai una guida chiara su come completare ogni passaggio in modo corretto.

    Per avere la certezza di seguire l'iter giusto ed evitare errori, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in procedure di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.

    Dove si trova il modulo per la risoluzione consensuale?

    Contrariamente a quanto si possa pensare, non esiste un modulo cartaceo standard da scaricare, compilare e firmare. L'unica procedura valida per comunicare la risoluzione consensuale è quella telematica, accessibile tramite il portale Cliclavoro del Ministero del Lavoro.

    Per avviare la pratica è necessario accedere al portale utilizzando le proprie credenziali digitali, come lo SPID - Sistema Pubblico di Identità Digitale - o la CIE - Carta d'Identità Elettronica.

    Quali sono i passaggi della procedura telematica?

    Il percorso online è strutturato per essere semplice e guidato. Una volta effettuato l'accesso al sistema, i passaggi da seguire sono essenzialmente tre:

    • Compilazione: dovrai inserire i dati identificativi del datore di lavoro, i tuoi dati anagrafici, i dettagli del contratto di lavoro in essere e la data esatta di cessazione del rapporto, che deve essere già stata concordata tra le parti.
    • Invio: una volta confermati i dati, il sistema genera il modello telematico e lo invia in automatico sia all'indirizzo PEC del datore di lavoro sia all'Ispettorato Territoriale del Lavoro competente.
    • Ricevuta: al termine dell'operazione, il sistema produce una ricevuta digitale. Questo documento è molto importante perché contiene una marca temporale e un codice identificativo che attestano la data e l'ora esatta della comunicazione.

    Posso fare la procedura da solo o mi serve un intermediario?

    La legge offre due possibilità. Puoi decidere di procedere in totale autonomia, accedendo al portale Cliclavoro con il tuo SPID o la tua CIE e seguendo le istruzioni a schermo.

    In alternativa, se non ti senti sicuro o preferisci essere assistito, puoi rivolgerti a un intermediario abilitato. Tra questi soggetti rientrano:

    • Patronati
    • Organizzazioni sindacali
    • Consulenti del lavoro
    • Enti bilaterali

    Cosa cambia per le lavoratrici madri e i lavoratori padri?

    Per una categoria specifica di lavoratori la procedura richiede un passaggio aggiuntivo. Se sei una lavoratrice madre o un lavoratore padre con un figlio di età inferiore ai tre anni, la semplice comunicazione telematica non è sufficiente.

    In questo caso, l'accordo di risoluzione consensuale deve essere convalidato di persona presso l'ufficio territoriale dell'Ispettorato del Lavoro. Questa misura serve a garantire una tutela rafforzata al genitore lavoratore.

    Che differenza c'è tra risoluzione consensuale e licenziamento?

    La differenza fondamentale sta nella volontà delle parti.

    La risoluzione consensuale è un accordo, un atto bilaterale con cui lavoratore e datore di lavoro decidono insieme di porre fine al rapporto.

    Il licenziamento, al contrario, è un atto unilaterale con cui il solo datore di lavoro decide di interrompere il contratto, per motivi disciplinari, economici o di altra natura prevista dalla legge.

    La risoluzione consensuale dà diritto alla NASpI?

    In linea generale, la risoluzione consensuale non dà diritto all'indennità di disoccupazione NASpI, perché l'interruzione del rapporto deriva da un accordo e non da una perdita involontaria del lavoro.

    Tuttavia, esistono delle eccezioni. Se la risoluzione consensuale avviene nell'ambito di una procedura di conciliazione presso l'Ispettorato del Lavoro o in sede sindacale, oppure a seguito del rifiuto del lavoratore a un trasferimento, il diritto alla NASpI può essere riconosciuto.

    Cosa comporta la risoluzione consensuale per il datore di lavoro?

    Anche per il datore di lavoro ci sono degli adempimenti. Una volta ricevuto il modulo telematico, deve procedere con la comunicazione obbligatoria di cessazione del rapporto - il modello UniLav - entro i termini di legge.

    Inoltre, a seconda degli accordi presi, potrebbe essere tenuto a versare all'INPS il cosiddetto "ticket di licenziamento", un contributo richiesto per le interruzioni dei rapporti a tempo indeterminato che darebbero teoricamente accesso alla NASpI.

    Come funziona la risoluzione consensuale di un contratto a tempo indeterminato?

    La procedura telematica descritta è valida per tutte le tipologie di contratto di lavoro subordinato, incluso quello a tempo indeterminato. L'elemento chiave è sempre l'accordo tra le parti sulla data di cessazione e sulle eventuali condizioni economiche, come un incentivo all'esodo.

    Quali sono le tempistiche da rispettare?

    Non esiste una tempistica fissa per raggiungere un accordo. Una volta che l'accordo è stato trovato e la data di cessazione è stata decisa, la comunicazione telematica va fatta il prima possibile. La data di cessazione inserita nel modulo deve essere successiva alla data di invio della comunicazione.

    Esiste un modello specifico per il lavoro domestico?

    Per il lavoro domestico - colf, badanti, baby-sitter - la procedura è leggermente diversa. La comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro viene gestita principalmente attraverso il portale dell'INPS, e non tramite Cliclavoro. Le modalità possono variare e spesso si preferisce l'assistenza di un patronato per gestire la pratica correttamente.

    Il modulo è lo stesso per un contratto di locazione?

    No, assolutamente. La procedura descritta in questo articolo riguarda esclusivamente la risoluzione di un rapporto di lavoro.

    La risoluzione consensuale di un contratto di locazione - o affitto - segue un iter completamente diverso, che coinvolge l'Agenzia delle Entrate e richiede la compilazione di modelli specifici come il modello RLI.

    Hai altre domande sulla procedura di risoluzione consensuale?

    Qualora avessi bisogno di supporto per la tua situazione specifica o volessi assicurarti che l'accordo proposto sia corretto, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in risoluzioni consensuali del rapporto di lavoro.

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