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    Naspi contratto a tempo determinato 2025: guida ai requisiti

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    La scadenza di un contratto a tempo determinato apre spesso a un periodo di incertezza, durante il quale è fondamentale conoscere i propri diritti e gli strumenti di tutela a disposizione. La Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego, o NASpI, rappresenta il principale sostegno al reddito per chi perde involontariamente il lavoro.

    In questa guida troverai una spiegazione chiara dei requisiti e delle regole per accedere alla NASpI nel 2025 in seguito alla conclusione di un contratto a termine. Per affrontare la situazione con sicurezza e avere certezze sui tuoi diritti, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di indennità di disoccupazione e contratti di lavoro.

    Chi termina un contratto a tempo determinato ha diritto alla disoccupazione?

    Sì, la scadenza naturale di un contratto a tempo determinato è una delle cause che dà diritto a richiedere l'indennità di disoccupazione NASpI.

    La legge considera infatti la fine di un contratto a termine come una perdita involontaria del lavoro, presupposto essenziale per poter accedere a questa prestazione. Questo avviene a condizione di possedere i requisiti contributivi e lavorativi previsti dalla normativa.

    Quali sono i requisiti per ottenere la NASpI nel 2025?

    Per poter beneficiare dell'indennità dopo la scadenza di un contratto a termine, è necessario soddisfare tre condizioni fondamentali:

    • Trovarsi in stato di disoccupazione involontaria, come nel caso della cessazione di un contratto a tempo determinato.
    • Avere almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione.
    • Avere almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi che precedono la cessazione del rapporto.

    Per quanto tempo e con quale importo si percepisce l'indennità?

    La durata e l'importo della NASpI dipendono direttamente dalla storia contributiva del lavoratore.

    La durata della prestazione è pari alla metà delle settimane di contribuzione versate negli ultimi quattro anni. Ad esempio, con 12 mesi di lavoro continuativo si avrà diritto a 6 mesi di indennità. Il periodo massimo di erogazione è in ogni caso fissato a 24 mesi.

    L'importo, invece, viene calcolato sulla base della retribuzione media mensile degli ultimi quattro anni. Per il 2025, l'importo massimo erogabile è stato aggiornato a 1.562,82 euro lordi mensili. È importante ricordare che l'indennità è soggetta a una riduzione del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di fruizione. Questa riduzione scatta dall'ottavo mese se il beneficiario ha compiuto 55 anni.

    Cosa succede se trovo un nuovo lavoro a tempo determinato mentre percepisco la NASpI?

    La situazione cambia a seconda della durata del nuovo contratto di lavoro. La normativa prevede due scenari principali:

    • Contratto di durata fino a 6 mesi: in questo caso la NASpI viene sospesa in automatico per tutta la durata del rapporto di lavoro. Al termine del contratto, l'erogazione riprende per il periodo residuo.
    • Contratto di durata superiore a 6 mesi: se si viene rioccupati con un contratto a termine che supera i sei mesi, si perde il diritto alla NASpI, si verifica la cosiddetta decadenza.

    Come si presenta la domanda per la NASpI?

    La domanda deve essere presentata all'INPS, esclusivamente per via telematica, entro il termine tassativo di 68 giorni dalla data di cessazione del contratto, pena la perdita del diritto.

    È possibile procedere autonomamente accedendo al portale dell'INPS con le proprie credenziali - SPID, CIE o CNS - e utilizzando il servizio online "NASpI: indennità mensile di disoccupazione".

    Che differenza c'è tra NASpI e disoccupazione?

    Spesso usati come sinonimi, i due termini hanno significati diversi.

    "Disoccupazione" è un termine generico che indica la condizione di chi è privo di un impiego ma è alla ricerca attiva di un lavoro. La NASpI - acronimo di Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego - è il nome specifico dell'indennità economica che viene erogata in Italia ai lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente la propria occupazione.

    Quali contratti o situazioni non danno diritto alla NASpI?

    Non tutte le interruzioni di un rapporto di lavoro danno accesso all'indennità. In generale, non si ha diritto alla NASpI nei seguenti casi:

    • Dimissioni volontarie, tranne nei casi di dimissioni per giusta causa.
    • Risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, fatta eccezione per le procedure di conciliazione specifiche previste dalla legge.
    • Lavoratori che hanno maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata.
    • Lavoratori con contratti che non prevedono la contribuzione contro la disoccupazione, come alcune forme di collaborazione.

    Hai ancora dubbi sulla NASpI per contratto a tempo determinato?

    Se desideri valutare la tua situazione specifica o hai bisogno di un supporto per orientarti tra le normative, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di ammortizzatori sociali e cessazione dei rapporti di lavoro a termine.

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