La perdita involontaria del lavoro è un momento delicato, che richiede lucidità per orientarsi tra le procedure burocratiche e i sostegni economici disponibili. Se ti trovi in questa situazione, è fondamentale conoscere i tuoi diritti.
In questo articolo troverai una guida chiara sulla NASpI, l'indennità di disoccupazione per i lavoratori del settore privato. Vedremo insieme quali sono i requisiti necessari, come si calcola l'importo che potresti ricevere e come presentare correttamente la domanda.
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Che cos’è la NASpI e qual è la differenza con la disoccupazione?
NASpI è l'acronimo di Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego.
Non c'è una vera differenza: la NASpI è semplicemente il nome attuale dell'indennità mensile di disoccupazione erogata dall'INPS. È una prestazione economica pensata per i lavoratori dipendenti del settore privato che hanno perso il lavoro contro la loro volontà.
Quali sono i requisiti per ottenere la NASpI?
Per avere diritto all'indennità, è necessario soddisfare contemporaneamente due requisiti fondamentali.
- Stato di disoccupazione involontaria: si verifica quando il rapporto di lavoro cessa non per una tua scelta, come ad esempio in caso di licenziamento, scadenza di un contratto a termine o dimissioni presentate per giusta causa.
- Requisito contributivo: devi aver accumulato almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni che precedono l'inizio del periodo di disoccupazione.
In quali casi non si ha diritto alla NASpI?
Di conseguenza, non puoi accedere alla NASpI se la perdita del lavoro è volontaria.
Il caso più comune è quello delle dimissioni volontarie, a meno che non siano motivate da una giusta causa. Inoltre, non si ha diritto alla prestazione se non si raggiunge il requisito minimo delle 13 settimane di contributi versati negli ultimi quattro anni.
Quanto si prende di NASpI e come si calcola l'importo?
L'importo della NASpI è pari al 75% della tua retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali, calcolata sugli ultimi quattro anni di lavoro.
Questo calcolo si applica fino a una certa soglia di retribuzione, che viene rivalutata ogni anno dall'INPS. Se la tua retribuzione media supera tale soglia, il calcolo diventa più complesso.
A titolo di esempio, con uno stipendio di 1.300 euro, l'importo lordo iniziale sarebbe di circa 975 euro. Con uno stipendio di 2.000 euro, il calcolo si baserà sul massimale stabilito dall'INPS, quindi l'importo non sarà direttamente il 75% di 2.000 euro, ma verrà limitato da tale tetto.
È importante sapere che, a partire dal quarto mese di erogazione, l'importo dell'indennità subisce una riduzione progressiva.
Per quanti mesi viene pagata la NASpI?
La durata della NASpI dipende direttamente dalla tua storia contributiva.
L'indennità viene pagata mensilmente per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione che hai versato negli ultimi quattro anni.
La durata massima non può in ogni caso superare i 24 mesi.
Come e quando si presenta la domanda per la NASpI?
La domanda deve essere presentata all'INPS, esclusivamente per via telematica, entro il termine di 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. Superato questo termine, si perde il diritto alla prestazione.
Puoi scegliere tra due modalità per inviare la richiesta:
- In autonomia, attraverso il portale online dell'INPS, accedendo con le proprie credenziali SPID, CIE o CNS.
- Tramite un ente di patronato, che offre assistenza gratuita per l'inoltro della pratica.
Hai dubbi sulla domanda di NASpI per dipendenti privati?
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