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    Naspi dopo malattia: quando spetta e come richiederla

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    Affrontare la fine di un rapporto di lavoro mentre si è in malattia può generare dubbi e incertezze, soprattutto riguardo al diritto all'indennità di disoccupazione. Se ti trovi in questa situazione, è utile sapere che la legge prevede tutele specifiche. In questo articolo troverai le informazioni necessarie per capire come funziona la NASpI dopo un periodo di malattia e quali sono i passaggi da seguire per richiederla correttamente.

    Per affrontare la situazione con sicurezza e avere la certezza di non commettere errori, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di indennità di disoccupazione in seguito a malattia.

    Quando spetta la NASpI dopo un periodo di malattia?

    Sì, richiedere la NASpI dopo un periodo di malattia è possibile.

    L'evento di malattia, se occorso durante il rapporto di lavoro o subito dopo la sua cessazione, non fa perdere il diritto all'indennità di disoccupazione. Al contrario, la legge prevede una tutela che sospende i termini per la presentazione della domanda, garantendo al lavoratore il tempo necessario per recuperare la propria capacità lavorativa prima di avviare le pratiche.

    Di fatto, la malattia "congela" il tempo a tua disposizione per fare richiesta.

    Come si richiede la NASpI dopo la malattia?

    La procedura per richiedere la NASpI non cambia, ma richiede un documento aggiuntivo fondamentale. Per presentare la domanda puoi utilizzare diverse modalità:

    • Accedere al portale ufficiale INPS tramite SPID, CIE o CNS e seguire la procedura online.
    • Rivolgerti a un patronato di fiducia che si occuperà di inoltrare la richiesta per tuo conto.

    L'elemento cruciale in questo caso è il certificato medico. Alla domanda di NASpI dovrai allegare un certificato che attesti la tua guarigione e il pieno recupero della capacità lavorativa. Questo documento, rilasciato dal tuo medico o come certificato definitivo dall'INAIL in caso di infortunio, è indispensabile ma non deve esporre la diagnosi per tutelare la tua privacy.

    Se al momento della presentazione della domanda non fossi ancora in possesso del certificato, puoi inviarlo in un secondo momento utilizzando il modello NASpI-Com.

    Cosa significa che i termini per la domanda vengono sospesi?

    Normalmente, hai 68 giorni di tempo dalla data di cessazione del rapporto di lavoro per presentare la domanda di NASpI.

    Tuttavia, se la malattia o un infortunio indennizzabile da INPS o INAIL sono in corso al momento della cessazione del contratto, questi 68 giorni vengono "congelati".

    Il conteggio ripartirà solo dal giorno successivo alla fine dell'evento di malattia, attestata dal certificato di guarigione. Questa sospensione ti garantisce di non perdere il diritto alla disoccupazione a causa di problemi di salute.

    Da quando decorre l'indennità NASpI in questo caso?

    Le tempistiche di decorrenza dell'assegno di disoccupazione dipendono da quando presenti la domanda rispetto alla data di fine della malattia. Le casistiche sono due:

    • Se presenti la domanda entro 8 giorni dalla fine della malattia, la NASpI inizierà a decorrere dall'ottavo giorno successivo al termine dell'evento.
    • Se presenti la domanda dopo l'ottavo giorno dalla fine della malattia, la NASpI decorrerà dal giorno successivo a quello di presentazione della domanda.

    I giorni di malattia vengono conteggiati per il calcolo della disoccupazione?

    I periodi di malattia indennizzati dall'INPS durante il rapporto di lavoro sono coperti da contribuzione figurativa.

    Questi contributi sono utili sia per il diritto alla pensione sia per il diritto alla NASpI. Pertanto, i giorni di malattia non riducono il montante contributivo necessario per accedere all'indennità di disoccupazione, purché siano rispettati i requisiti generali previsti dalla legge.

    Chi si licenzia per motivi di salute ha diritto alla disoccupazione?

    Sì, le dimissioni presentate per motivi di salute che non permettono la prosecuzione, neanche temporanea, del rapporto di lavoro sono considerate "dimissioni per giusta causa".

    In questo caso, lo stato di disoccupazione non è volontario ma indotto da una causa esterna e oggettiva. Di conseguenza, il lavoratore che si dimette per giusta causa ha pieno diritto a presentare la domanda di NASpI, a patto di soddisfare tutti gli altri requisiti contributivi e lavorativi.

    Quali sono i motivi generali per cui non si ha diritto alla NASpI?

    L'accesso all'indennità NASpI è negato in alcune circostanze specifiche. I motivi più comuni di esclusione sono:

    • Dimissioni volontarie, a meno che non si tratti di dimissioni per giusta causa o durante il periodo tutelato di maternità.
    • Risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, salvo specifiche eccezioni previste dalla legge.
    • Mancato raggiungimento del requisito contributivo delle 13 settimane negli ultimi quattro anni.
    • Non aver maturato almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la disoccupazione.

    Hai ancora dubbi sulla NASpI dopo un periodo di malattia?

    Le normative che regolano gli ammortizzatori sociali possono apparire complesse, specialmente quando si intersecano con eventi come la malattia o l'infortunio.

    Qualora desiderassi valutare la tua situazione specifica per assicurarti di procedere nel modo corretto, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di indennità di disoccupazione e ammortizzatori sociali.

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