Giusto.

    Naspi e licenziamento per giusta causa: quando spetta

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    Subire un licenziamento per giusta causa è un momento complesso, che solleva dubbi e preoccupazioni, soprattutto riguardo al diritto all'indennità di disoccupazione. In questo articolo, faremo chiarezza su quando spetta la NASpI in questi casi, quali sono i requisiti da rispettare e le eccezioni da conoscere.

    Per affrontare la situazione con sicurezza e avere certezze sui tuoi diritti, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di NASpI e licenziamenti.

    Chi viene licenziato per giusta causa ha diritto alla disoccupazione?

    Sì, il lavoratore licenziato per giusta causa ha diritto a percepire la NASpI, ovvero la Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego.

    Questo accade perché lo stato di disoccupazione è considerato involontario. Anche se il licenziamento deriva da una grave mancanza del dipendente, non è una sua scelta quella di perdere il lavoro, ma una decisione unilaterale del datore di lavoro.

    La domanda per ottenere l'indennità deve essere presentata online all'INPS entro il termine di 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto. L'erogazione dell'assegno, solitamente, inizia dopo circa 30 giorni dalla presentazione della domanda.

    Quali sono i requisiti per ottenere la naspi in questo caso?

    Per accedere all'indennità, oltre allo stato di disoccupazione involontaria, è necessario soddisfare due requisiti contributivi e lavorativi:

    • avere almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione;
    • aver accumulato almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei dodici mesi che precedono la perdita del posto di lavoro.

    La presenza di questi requisiti è fondamentale per l'accoglimento della domanda da parte dell'INPS.

    Quali licenziamenti non danno diritto alla naspi?

    In linea generale, l'unico caso che esclude a priori il diritto alla NASpI è quello delle dimissioni volontarie, non motivate da una giusta causa.

    Tuttavia, è stata introdotta una specifica e importante eccezione che riguarda proprio il licenziamento per giusta causa.

    A partire dal 2025, il licenziamento disciplinare motivato da un'assenza ingiustificata che si prolunghi oltre il termine previsto dal contratto collettivo non darà più diritto alla NASpI. Questa modifica è stata introdotta con il Decreto Lavoro - art. 39 bis D.L. 75/2023 - per contrastare comportamenti opportunistici.

    Quanto dura la naspi per licenziamento per giusta causa?

    La durata della NASpI non cambia in base al motivo del licenziamento, sia esso per giusta causa, per giustificato motivo oggettivo o soggettivo.

    L'indennità viene corrisposta per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni. La durata massima, in ogni caso, non può superare i 24 mesi.

    Cosa si perde con il licenziamento per giusta causa?

    Oltre alla perdita immediata del posto di lavoro, la conseguenza principale del licenziamento per giusta causa è la mancata erogazione dell'indennità di preavviso.

    Poiché la colpa del lavoratore è talmente grave da non consentire la prosecuzione, neanche provvisoria, del rapporto, il datore di lavoro non è tenuto a concedere il periodo di preavviso né a versare la relativa indennità sostitutiva. Restano invece garantiti i diritti al Trattamento di Fine Rapporto - TFR - e alle altre competenze maturate.

    È possibile percepire la naspi se mi licenzio io?

    È fondamentale non confondere le dimissioni volontarie con le dimissioni per giusta causa.

    Le dimissioni volontarie, date senza un motivo grave che le giustifichi, non danno diritto alla NASpI, perché la perdita del lavoro è una scelta del dipendente.

    Al contrario, se il lavoratore si dimette per una giusta causa - ad esempio per mancato pagamento dello stipendio, mobbing o molestie sul luogo di lavoro - la sua perdita del lavoro è considerata involontaria. In questo scenario, ha pieno diritto a richiedere l'indennità di disoccupazione, purché soddisfi i requisiti contributivi richiesti.

    Hai ancora dubbi su naspi e licenziamento per giusta causa?

    Se desideri valutare la tua situazione specifica o hai bisogno di un parere per capire come muoverti, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di licenziamento e nelle richieste di indennità di disoccupazione.

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