Giusto.

    Naspi entro l'anno del bambino: come funziona

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    Diventare genitori è un momento che porta con sé grandi cambiamenti, anche sul piano professionale. Se stai valutando di lasciare il tuo lavoro dopo la nascita di un figlio, è naturale avere dubbi sui propri diritti, in particolare riguardo all'indennità di disoccupazione. In questo articolo troverai una guida chiara su come funziona la NASpI in caso di dimissioni volontarie presentate entro il primo anno di vita del bambino.

    Per affrontare la situazione con sicurezza e avere la certezza di non commettere errori, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di dimissioni e NASpI per neogenitori.

    Chi dà le dimissioni volontarie ha diritto alla NASpI?

    Di norma, chi si dimette volontariamente non ha diritto a percepire l'indennità di disoccupazione NASpI, poiché questa è una prestazione pensata per chi perde il lavoro involontariamente.

    Esiste però un'importante eccezione che tutela la genitorialità. La legge equipara le dimissioni volontarie di una lavoratrice madre o di un lavoratore padre, presentate entro il compimento del primo anno di vita del bambino, a un licenziamento.

    Questo significa che, in questo specifico caso, le dimissioni volontarie danno pieno diritto a ricevere l'indennità di disoccupazione.

    Anche il padre lavoratore ha diritto alla NASpI se si dimette?

    Sì, il diritto all'indennità di disoccupazione spetta anche al padre lavoratore che rassegna le proprie dimissioni, ma a una condizione specifica.

    Per poter accedere alla NASpI, il padre deve aver fruito del congedo di paternità obbligatorio. Anche in questo caso, le dimissioni devono avvenire tassativamente entro il primo anno di vita del bambino.

    Quanto dura la NASpI per dimissioni entro l'anno del bambino?

    La durata della NASpI non cambia in base al motivo della cessazione del rapporto di lavoro.

    L'indennità viene corrisposta per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione che hai accumulato nei quattro anni precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione.

    Come e quando si presenta la domanda di disoccupazione?

    Per non perdere il diritto all'indennità, è fondamentale rispettare le scadenze. Hai 68 giorni di tempo, a partire dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, per presentare la domanda di NASpI all'INPS. Superato questo termine, il diritto decade.

    La domanda può essere presentata in diversi modi:

    • Utilizzando il servizio dedicato sul portale dell'INPS, accedendo alla pagina della prestazione tramite la Scheda Informativa NASpI.
    • Rivolgendosi a un Patronato, che può assisterti gratuitamente nella compilazione e nell'invio della pratica. Questa opzione è spesso consigliata nei forum di settore per evitare errori.

    Ci sono aspetti a cui prestare attenzione dopo aver ottenuto la NASpI?

    Sì, è un punto che emerge con frequenza nelle discussioni online tra neogenitori. Con l'ottenimento della NASpI a seguito di dimissioni volontarie, viene meno lo "stato di disoccupazione involontario" che garantisce particolari tutele di conciliazione vita-lavoro previste durante il periodo di maternità attiva.

    Diverse mamme segnalano che, una volta percepita la NASpI, i centri per l'impiego potrebbero richiedere la partecipazione a corsi di formazione obbligatori o a colloqui di lavoro, proprio come avviene per qualsiasi altro percettore di indennità di disoccupazione.

    Hai ancora dubbi sulla NASpI entro l'anno del bambino?

    Se desideri valutare la tua situazione specifica o hai bisogno di supporto per comprendere appieno i tuoi diritti, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di NASpI per dimissioni entro l'anno del bambino.

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