Se hai subito un licenziamento per giusta causa, è normale sentirsi disorientati e preoccupati per il proprio futuro economico. Una delle domande più comuni riguarda la possibilità di accedere all'indennità di disoccupazione, la NASpI. In questo articolo troverai una spiegazione chiara e dettagliata su come funziona l'accesso a questo ammortizzatore sociale e perché i tempi di erogazione sono diversi rispetto ad altre forme di licenziamento.
Per affrontare la situazione con la massima sicurezza e capire subito come muoverti, potresti trovare utile compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di licenziamenti e accesso all'indennità NASpI.
Ho diritto alla NASpI dopo un licenziamento per giusta causa?
Sì, il licenziamento per giusta causa non preclude il diritto a ricevere l'indennità di disoccupazione NASpI.
Questo perché la NASpI è una prestazione destinata a chi perde il lavoro in modo involontario. Anche un licenziamento per una grave mancanza del lavoratore rientra in questa categoria, dato che la cessazione del rapporto non è frutto di una tua scelta, come nel caso delle dimissioni volontarie.
Perché la NASpI per giusta causa decorre dal 38° giorno?
La ragione di questa differenza temporale risiede nella natura stessa del licenziamento. A differenza di un licenziamento per giustificato motivo oggettivo o soggettivo, dove è previsto un preavviso, quello per giusta causa ha effetto immediato.
L'INPS, per prassi consolidata, fa decorrere l'indennità da un termine successivo, posticipandola al trentottesimo giorno dalla data di cessazione del rapporto. Questo slittamento si applica indipendentemente da quando presenti la domanda, purché tu lo faccia entro i termini di legge. In un licenziamento "ordinario" con preavviso, invece, la NASpI partirebbe dall'ottavo giorno successivo al licenziamento, se la domanda viene presentata entro quella data.
Cosa succede se presento la domanda in momenti diversi?
Le tempistiche di presentazione della domanda sono fondamentali per non perdere neanche un giorno di indennità. Ecco come funziona nel caso di licenziamento per giusta causa:
- Domanda presentata entro il 38° giorno: l'indennità NASpI ti verrà riconosciuta e pagata a partire dal 38° giorno successivo alla data del licenziamento.
- Domanda presentata dopo il 38° giorno: la NASpI decorre dal giorno successivo a quello di presentazione della domanda. In questo caso, perderai i giorni di indennità compresi tra il 38° giorno e la data della tua richiesta.
- Scadenza massima: hai 68 giorni di tempo dalla data di licenziamento per inviare la domanda all'INPS. Se superi questo termine, perdi completamente il diritto alla prestazione.
La domanda può essere inoltrata online tramite il portale dell'INPS, oppure puoi farti assistere da un Patronato.
Oltre alla NASpI, cosa mi spetta dopo un licenziamento per giusta causa?
Anche se il rapporto di lavoro si interrompe per una tua grave mancanza, hai comunque diritto a ricevere le competenze di fine rapporto. Queste includono:
- Il Trattamento di Fine Rapporto - TFR.
- Le ferie e i permessi maturati e non goduti.
- Le mensilità aggiuntive, come la tredicesima e l'eventuale quattordicesima, maturate fino alla data del licenziamento.
L'azienda non può trattenere queste somme, salvo il caso in cui debba avviare un'azione legale per un risarcimento del danno.
Anche chi si dimette per giusta causa ha diritto alla NASpI?
Sì, anche le dimissioni per giusta causa - ovvero quelle presentate dal lavoratore a causa di un grave inadempimento del datore di lavoro, come il mancato pagamento dello stipendio - danno diritto alla NASpI.
In entrambi i casi, licenziamento e dimissioni per giusta causa, lo stato di disoccupazione è considerato involontario.
Quali licenziamenti non danno diritto alla NASpI?
Il diritto alla NASpI viene meno quando la perdita del lavoro è volontaria e non motivata da una giusta causa. Il caso principale è quello delle dimissioni volontarie.
Inoltre, non si ha diritto alla NASpI in caso di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, a meno che non avvenga nell'ambito di una procedura di conciliazione specifica prevista dalla legge.
Quanto dura la NASpI in questo caso?
La durata della NASpI non cambia in base al motivo del licenziamento.
Viene calcolata allo stesso modo per tutti: l'indennità spetta per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive presenti negli ultimi quattro anni. La durata massima, in ogni caso, non può superare i 24 mesi.
Come si calcola il requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo?
Per accedere alla NASpI, oltre allo stato di disoccupazione involontaria, devi avere almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l'inizio della disoccupazione.
Fino a poco tempo fa era richiesto anche il requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti il licenziamento, ma questa condizione è stata eliminata e non è più necessaria per le disoccupazioni che si verificano oggi.
Hai ancora dubbi sulla NASpI per licenziamento per giusta causa?
Se desideri valutare la tua situazione specifica e assicurarti di fare tutti i passi corretti senza commettere errori, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di richiesta della NASpI a seguito di un licenziamento.