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    Naspi risoluzione consensuale <15 dipendenti: quando spetta?

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    Se stai valutando di interrompere il tuo rapporto di lavoro con un'azienda che ha meno di 15 dipendenti, è naturale porsi domande sulla possibilità di accedere all'indennità di disoccupazione. Spesso la risoluzione consensuale sembra la via più semplice, ma è fondamentale conoscerne le implicazioni per non perdere tutele economiche importanti. In questo articolo troverai informazioni chiare su quando la risoluzione consensuale ti permette di accedere alla NASpI e quali sono le alternative.

    Per affrontare la situazione con la giusta preparazione e avere un quadro completo dei tuoi diritti, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di risoluzione del rapporto di lavoro e accesso alla NASpI.

    Quando la risoluzione consensuale dà diritto alla naspi?

    In linea generale, la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro con un'azienda che occupa meno di 15 dipendenti non dà diritto a percepire l'indennità di disoccupazione NASpI.

    Il motivo è di natura procedurale: per accedere alla NASpI tramite accordo consensuale, è necessario che questo avvenga attraverso la procedura di conciliazione protetta prevista dall'articolo 7 della Legge 604/1966. Questa procedura, però, non può essere attivata dalle imprese sotto la soglia dei 15 dipendenti.

    Esistono tuttavia delle eccezioni specifiche in cui, pur essendoci un accordo, il diritto alla NASpI viene riconosciuto. L'indennità spetta infatti quando l'interruzione del rapporto, anche se formalizzata come consensuale, deriva da situazioni tutelate dalla legge, tra cui:

    • Licenziamento: Se l'iniziativa di interrompere il rapporto parte dal datore di lavoro, il diritto alla NASpI è garantito.
    • Rifiuto di trasferimento: Nel caso in cui il lavoratore non accetti un trasferimento della sede di lavoro a più di 50 km dalla propria residenza o raggiungibile in oltre 80 minuti con i mezzi pubblici, la conseguente risoluzione consensuale dà diritto alla NASpI.
    • Dimissioni per giusta causa: Se il lavoratore si dimette a causa di un grave inadempimento del datore di lavoro - come il mancato pagamento dello stipendio o molestie sul luogo di lavoro - le dimissioni sono considerate involontarie e danno accesso alla disoccupazione.

    Come funziona una risoluzione consensuale del rapporto di lavoro?

    La risoluzione consensuale è un accordo con cui datore di lavoro e lavoratore decidono, di comune accordo, di porre fine al contratto di lavoro.

    A differenza del licenziamento - che è una decisione unilaterale del datore - o delle dimissioni - che sono una decisione unilaterale del lavoratore - la risoluzione consensuale presuppone la volontà di entrambe le parti di concludere il rapporto.

    Qual è la differenza tra licenziamento e risoluzione consensuale?

    La differenza fondamentale risiede nell'origine della decisione.

    Il licenziamento è un atto unilaterale con cui il datore di lavoro pone fine al rapporto. La risoluzione consensuale, invece, è un contratto con cui le due parti stabiliscono insieme i termini e le condizioni per la cessazione del rapporto.

    Questa distinzione è cruciale per l'accesso alla NASpI, perché lo stato di disoccupazione deve essere involontario. Un accordo consensuale, al di fuori delle eccezioni viste, è considerato un atto volontario.

    Un'azienda con meno di 15 dipendenti può licenziare per farmi accedere alla naspi?

    Sì, un'azienda con meno di 15 dipendenti può procedere con un licenziamento. Se la volontà di entrambe le parti è quella di interrompere il rapporto garantendo al lavoratore l'accesso alla disoccupazione, l'unica strada percorribile è quella del licenziamento.

    Tuttavia, è fondamentale che il licenziamento sia basato su motivazioni reali e verificabili. Solitamente si ricorre al licenziamento per giustificato motivo oggettivo, che può dipendere da ragioni come una crisi aziendale, la soppressione della posizione lavorativa o una riorganizzazione interna.

    Un licenziamento fittizio, concordato solo per ottenere la NASpI, è una pratica illegittima e rischiosa per entrambe le parti.

    Quali tutele esistono in caso di licenziamento in un'azienda con meno di 15 dipendenti?

    Le tutele per i lavoratori licenziati da aziende con meno di 15 dipendenti sono diverse rispetto a quelle previste per le aziende più grandi. In questo caso si applica il regime della cosiddetta "tutela obbligatoria".

    Se un licenziamento viene giudicato illegittimo, il giudice non ordina la reintegra del lavoratore nel posto di lavoro, salvo casi di licenziamento nullo, orale o discriminatorio.

    La tutela consiste principalmente in un risarcimento economico, il cui importo varia da un minimo di 3 a un massimo di 6 mensilità dell'ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR.

    Hai ancora dubbi sulla naspi per risoluzione consensuale?

    Se desideri valutare la tua situazione specifica e capire quale sia il percorso più corretto da seguire per tutelare i tuoi interessi, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di risoluzione consensuale in aziende con meno di 15 dipendenti.

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