Subire un licenziamento può essere un'esperienza complessa e fonte di grande preoccupazione, soprattutto quando si nutrono dubbi sulla sua legittimità. Se sei stato assunto dopo il 7 marzo 2015, la tua situazione è regolata dal cosiddetto Jobs Act, che ha introdotto nuove regole per il calcolo del risarcimento. In questo articolo, vedremo insieme quanto spetta in caso di licenziamento illegittimo secondo questa normativa.
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Quanto spetta di risarcimento per un licenziamento illegittimo con il jobs act?
Per i lavoratori assunti con contratto a tutele crescenti dopo il 7 marzo 2015, la regola generale in caso di licenziamento illegittimo prevede un risarcimento economico invece della reintegrazione nel posto di lavoro, salvo casi eccezionali.
L'indennità risarcitoria è calcolata sull'ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR ed è pari a due mensilità per ogni anno di servizio.
La legge fissa anche dei limiti minimi e massimi per questo indennizzo:
- Un minimo di 6 mensilità
- Un massimo di 36 mensilità
Questa somma, inoltre, non è assoggettata a contribuzione previdenziale.
Cosa prevede il jobs act in caso di licenziamento illegittimo?
Il Jobs Act - introdotto con il D.Lgs. 23/2015 - ha modificato profondamente la disciplina dei licenziamenti per i nuovi assunti. La logica della normativa è quella di sostituire, nella maggior parte dei casi, la reintegrazione nel posto di lavoro con un'indennità economica certa e crescente in base all'anzianità di servizio.
Se il giudice accerta che il licenziamento per giustificato motivo oggettivo, soggettivo o per giusta causa è illegittimo perché il fatto contestato non sussiste, il rapporto di lavoro si estingue comunque e al lavoratore spetta l'indennità risarcitoria precedentemente descritta.
Come si calcola l'indennità per aziende con più di 15 dipendenti?
Nelle aziende che superano la soglia dei 15 dipendenti, si applica la regola generale.
In caso di licenziamento illegittimo, il lavoratore ha diritto a un'indennità pari a 2 mensilità dell'ultima retribuzione utile al calcolo del TFR per ogni anno di servizio prestato in azienda.
L'importo, come detto, non può essere inferiore a 6 mensilità né superiore a 36.
E per le aziende con meno di 15 dipendenti?
Nelle piccole imprese, ovvero quelle che non raggiungono la soglia dimensionale dei 15 dipendenti, le tutele economiche sono ridotte.
In caso di licenziamento giudicato illegittimo, l'indennità prevista dalla regola generale viene dimezzata.
Questo significa che l'importo non può essere inferiore a 3 mensilità e non può superare il limite massimo di 6 mensilità.
Cosa succede se il licenziamento è illegittimo per vizi formali o procedurali?
Può accadere che un licenziamento sia illegittimo non per l'assenza di una giusta causa o di un giustificato motivo, ma per la violazione delle procedure previste dalla legge - ad esempio, un errore nella lettera di contestazione.
In queste situazioni, l'indennità risarcitoria è più contenuta. Al lavoratore spetta un'indennità pari a una mensilità per ogni anno di servizio, con i seguenti limiti:
- Un importo minimo di 2 mensilità
- Un importo massimo di 12 mensilità
Quando è prevista la reintegrazione nel posto di lavoro?
La reintegrazione nel posto di lavoro è diventata un'eccezione con il Jobs Act. È prevista solo nei casi di licenziamento di massima gravità, ovvero quando il licenziamento è:
- Discriminatorio
- Nullo, perché intimato per motivi illeciti o in altre ipotesi previste dalla legge
In queste circostanze, il lavoratore ha diritto a essere reintegrato nel suo posto di lavoro e a ottenere un risarcimento del danno subito, che non può essere inferiore a 5 mensilità dell'ultima retribuzione.
Cos'è e come funziona l'offerta conciliativa?
Per evitare di affrontare una causa in tribunale, il datore di lavoro ha la possibilità di proporre un'offerta conciliativa.
Entro 60 giorni dal licenziamento, l'azienda può offrire al lavoratore una somma di denaro per chiudere la questione. L'importo offerto è calcolato come segue:
- Una mensilità per ogni anno di servizio
- Con un minimo di 3 e un massimo di 27 mensilità
Questa somma è esente da tasse e contributi e, se accettata dal lavoratore, estingue il rapporto di lavoro e impedisce qualsiasi futura impugnazione.
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