Giusto.

    Risoluzione consensuale tempo determinato: fac simile e naspi

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    Se stai valutando di interrompere un contratto di lavoro a tempo determinato prima della sua scadenza naturale, è probabile che tu abbia sentito parlare della risoluzione consensuale. In questo articolo troverai una guida chiara sulle procedure da seguire, sui tuoi diritti-incluso l’accesso alla NASpI-e su come gestire l’accordo con il datore di lavoro. Per affrontare la situazione con sicurezza e fare la scelta giusta, potresti trovare utile compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in accordi per la risoluzione del rapporto di lavoro.

    Che differenza c'è tra risoluzione consensuale e dimissioni?

    La differenza fondamentale sta nella volontà delle parti.

    Le dimissioni sono un atto unilaterale con cui il solo lavoratore decide di interrompere il rapporto di lavoro.

    La risoluzione consensuale, invece, è un accordo bilaterale. Datore di lavoro e dipendente decidono insieme, di comune accordo, di porre fine al contratto. Questa natura consensuale apre a possibilità diverse rispetto alle dimissioni, specialmente riguardo a preavviso e indennità.

    Come si presenta una risoluzione consensuale per un contratto a tempo determinato?

    Interrompere un contratto a tempo determinato con un accordo condiviso richiede una procedura specifica, che può essere gestita in diversi modi. La legge, come per le dimissioni, impone l’obbligo di una comunicazione telematica per convalidare la decisione.

    Ecco le opzioni disponibili.

    • Procedura telematica in autonomia Puoi procedere da solo accedendo al portale Cliclavoro del Ministero del Lavoro tramite SPID o CIE. Una volta dentro, dovrai selezionare il rapporto di lavoro attivo che intendi interrompere, inserire la data di decorrenza della fine del rapporto e indicare "Risoluzione Consensuale" come tipo di comunicazione. Il sistema invierà poi una notifica via PEC al tuo datore di lavoro.

    • Procedura telematica tramite intermediario Se preferisci non gestire la procedura da solo, puoi rivolgerti a un soggetto abilitato che lo farà per te. Questa assistenza è gratuita e può essere fornita da patronati, sindacati, consulenti del lavoro o CAF.

    • Accordo in sede protetta Una terza via consiste nel formalizzare l'accordo presso una sede cosiddetta protetta, come l'Ispettorato Territoriale del Lavoro-ITL-o una commissione di certificazione. In questo contesto, l'accordo viene verbalizzato e certificato, offrendo una tutela maggiore al lavoratore e rendendo la decisione inoppugnabile.

    La risoluzione consensuale dà diritto alla NASpI?

    Questa è una delle domande più importanti e la risposta è: dipende.

    A differenza delle dimissioni volontarie, che escludono l'accesso all'indennità di disoccupazione, la risoluzione consensuale può dare diritto alla NASpI, ma solo in alcune circostanze specifiche previste dalla legge.

    I casi principali in cui si ha diritto alla NASpI sono:

    • l'accordo viene raggiunto nell'ambito di una procedura di conciliazione presso l'Ispettorato Territoriale del Lavoro;
    • la risoluzione avviene a seguito di un trasferimento del lavoratore a una sede distante più di 50 km dalla sua residenza o raggiungibile in oltre 80 minuti con i mezzi pubblici, e il lavoratore non accetta il trasferimento.

    Al di fuori di queste situazioni, la risoluzione consensuale non garantisce l'accesso alla NASpI.

    Quali sono i diritti e le condizioni da considerare?

    L'accordo consensuale permette una certa flessibilità su alcuni aspetti che sono invece rigidi in altri contesti.

    In primo luogo, il preavviso. Essendo un accordo, le parti possono decidere di non applicare il periodo di preavviso, stabilendo una decorrenza immediata della fine del rapporto. In questo caso, il datore di lavoro non è tenuto a versare l'indennità sostitutiva del preavviso.

    In secondo luogo, la revoca. Se dovessi cambiare idea, la legge ti concede 7 giorni di tempo dalla data di trasmissione del modulo telematico per revocare la tua decisione, annullando di fatto la risoluzione.

    Come funziona la buonuscita in questo tipo di accordo?

    La buonuscita, o incentivo all'esodo, non è un elemento obbligatorio nella risoluzione consensuale, ma è spesso oggetto di negoziazione tra le parti.

    Poiché si tratta di un accordo, il lavoratore e il datore di lavoro possono pattuire il riconoscimento di una somma di denaro per facilitare la chiusura del rapporto. L'importo e le modalità di erogazione di questa somma sono liberamente concordati e devono essere messi per iscritto nell'accordo di risoluzione.

    Cosa comporta la risoluzione consensuale per il datore di lavoro?

    Anche per il datore di lavoro la risoluzione consensuale rappresenta una via d'uscita concordata dal rapporto.

    Gli permette di evitare potenziali contenziosi futuri legati alla cessazione del contratto e di gestire l'uscita di un dipendente in modo controllato. A seconda delle condizioni dell'accordo, potrebbe dover sostenere il costo di un incentivo all'esodo, ma d'altra parte potrebbe risparmiare sull'indennità di mancato preavviso.

    Hai altre domande sulla risoluzione consensuale del contratto a tempo determinato?

    Qualora ti servisse supporto per capire quale sia la strada migliore per la tua situazione o per negoziare le condizioni dell'accordo, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di risoluzione consensuale dei rapporti di lavoro.

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