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    Risoluzione consensuale e naspi: quando si ha diritto?

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    La fine di un contratto di lavoro a tempo determinato solleva spesso dubbi importanti, soprattutto riguardo al diritto all'indennità di disoccupazione. In linea di principio, la risoluzione consensuale del rapporto non permette di accedere alla NASpI, poiché questo ammortizzatore sociale è pensato per chi perde il lavoro involontariamente. Tuttavia, esistono delle eccezioni cruciali che è fondamentale conoscere.

    Se stai valutando una risoluzione consensuale e vuoi avere la certezza di non perdere i tuoi diritti, in questo articolo faremo chiarezza su quando si ha diritto all'indennità anche in caso di accordo con il datore di lavoro. Per affrontare la situazione con la massima sicurezza e senza commettere errori, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di risoluzione del rapporto di lavoro e diritto alla NASpI.

    C'è differenza tra licenziamento e risoluzione consensuale?

    Sì, la differenza è sostanziale e determina le conseguenze sul rapporto di lavoro, inclusa la possibilità di accedere alla NASpI.

    Il licenziamento è un atto unilaterale, una decisione presa esclusivamente dal datore di lavoro per interrompere il rapporto. La risoluzione consensuale, invece, è un accordo tra le due parti - lavoratore e datore di lavoro - che decidono di comune accordo di porre fine al contratto.

    Proprio perché la risoluzione consensuale non rappresenta una perdita "involontaria" del lavoro, di norma esclude il diritto all'indennità di disoccupazione.

    Quando la risoluzione consensuale di un contratto a tempo determinato dà diritto alla NASpI?

    Sebbene la regola generale preveda l'esclusione dalla NASpI, la legge ammette l'indennità in specifiche circostanze in cui la volontà del lavoratore non è considerata totalmente libera.

    L'accesso alla NASpI è consentito se la risoluzione consensuale avviene in uno dei seguenti contesti:

    • Procedura di conciliazione in sede protetta: se l'accordo viene raggiunto presso l'Ispettorato Territoriale del Lavoro - ITL. Questo caso si verifica, ad esempio, nell'ambito della procedura di conciliazione obbligatoria prevista per i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo.
    • Trasferimento del lavoratore: se la risoluzione è la conseguenza di un trasferimento del lavoratore disposto dall'azienda a una sede che dista oltre 50 km dalla sua residenza o che non è raggiungibile in media in 80 minuti con i mezzi pubblici.
    • Rifiuto al trasferimento: se l'accordo consensuale scaturisce dal rifiuto del lavoratore di essere trasferito a un'altra sede dell'azienda.
    • Accordo collettivo aziendale: in situazioni di crisi o riorganizzazione aziendale, possono essere siglati accordi collettivi che prevedono un piano di uscite incentivate tramite risoluzione consensuale, garantendo comunque l'accesso alla NASpI.

    È fondamentale sottolineare che una semplice risoluzione consensuale, formalizzata tramite i moduli telematici standard, non è sufficiente per ottenere l'indennità. Per tutelare il proprio diritto, è sempre consigliabile farsi assistere da un patronato o da un sindacato.

    Quali sono i requisiti generali per ottenere la NASpI?

    Oltre a rientrare in una delle eccezioni sopra descritte, per avere diritto alla NASpI con un contratto a tempo determinato è necessario soddisfare i requisiti ordinari previsti dalla normativa.

    Il lavoratore deve:

    • Trovarsi in stato di disoccupazione involontaria - fatte salve le eccezioni viste per la risoluzione consensuale in sede protetta.
    • Aver maturato almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni che precedono l'inizio del periodo di disoccupazione.

    Cosa succede in caso di risoluzione consensuale?

    In caso di risoluzione consensuale, il rapporto di lavoro cessa alla data concordata tra le parti. L'accordo viene formalizzato e convalidato, di solito per via telematica, per certificarne l'autenticità.

    Come visto, le modalità con cui si arriva all'accordo - se in autonomia o in una sede protetta - sono decisive per determinare il successivo diritto all'indennità di disoccupazione.

    Quale tipo di interruzione del rapporto non dà diritto alla NASpI?

    Per comprendere meglio quando si ha diritto alla disoccupazione, è utile sapere quali situazioni la escludono a priori. Non si ha diritto alla NASpI nei seguenti casi:

    • Dimissioni volontarie, a meno che non siano per giusta causa - come il mancato pagamento dello stipendio.
    • Risoluzione consensuale del rapporto di lavoro al di fuori delle specifiche eccezioni previste dalla legge.
    • Licenziamento per giusta causa, ovvero per una grave mancanza del lavoratore.

    Quanto dura la NASpI dopo un contratto a tempo determinato?

    La durata della NASpI è pari alla metà delle settimane di contribuzione versate negli ultimi quattro anni. Ad esempio, un lavoratore che ha lavorato per 12 mesi avrà diritto a 6 mesi di indennità.

    La durata massima dell'indennità non può comunque superare i 24 mesi.

    Come si presenta la domanda di NASpI?

    La domanda per l'indennità di disoccupazione deve essere presentata all'INPS, esclusivamente per via telematica, entro il termine di 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.

    Le modalità per presentare la domanda sono:

    • Direttamente dal sito web dell'INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS.
    • Tramite il Contact Center dell'INPS.
    • Rivolgendosi a un patronato o a un intermediario dell'Istituto.

    Cosa comporta la risoluzione consensuale per il datore di lavoro?

    Per il datore di lavoro, la risoluzione consensuale rappresenta una via più semplice e meno rischiosa per interrompere un rapporto di lavoro rispetto al licenziamento.

    Il principale vantaggio è che, non trattandosi di un licenziamento, l'azienda non è tenuta a versare il cosiddetto "ticket di licenziamento", un contributo che serve a finanziare la NASpI. Inoltre, un accordo consensuale riduce quasi a zero il rischio di future controversie legali da parte del lavoratore.

    Hai bisogno di chiarimenti sulla risoluzione consensuale e la NASpI?

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