Se stai pensando di presentare le dimissioni, è naturale chiedersi quali conseguenze ci saranno sul diritto alla disoccupazione. In questo articolo chiariamo la regola generale e, soprattutto, analizziamo i casi specifici in cui potresti mantenere l'accesso all'indennità NASpI.
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In caso di dimissioni volontarie si perde la disoccupazione?
Sì, la regola generale prevede che le dimissioni volontarie non diano diritto all'indennità di disoccupazione, nota come NASpI.
Questo perché la NASpI è una misura di sostegno pensata per chi perde il lavoro in modo involontario.
Tuttavia, esistono delle eccezioni importanti che permettono di accedere al sussidio anche dopo aver lasciato il lavoro di propria iniziativa.
Come dare le dimissioni senza perdere la disoccupazione?
Per non perdere il diritto alla NASpI, le dimissioni devono rientrare in una delle seguenti casistiche, che di fatto trasformano un atto volontario in una conseguenza di eventi non dipendenti dal lavoratore:
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Dimissioni per giusta causa: si verificano quando il lavoratore è costretto a interrompere il rapporto a causa di un comportamento grave del datore di lavoro. Alcuni esempi includono il mancato pagamento dello stipendio, il mobbing, le molestie sessuali sul luogo di lavoro o un demansionamento illecito.
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Accordo di conciliazione: se l'interruzione del rapporto avviene attraverso una procedura di conciliazione, ad esempio in sede sindacale o presso l'Ispettorato del Lavoro, è possibile accedere alla NASpI. Questa procedura formalizza un accordo tra le parti.
È possibile riattivare la NASpI dopo essersi licenziati?
Sì, è una possibilità concreta.
Se ti dimetti volontariamente per iniziare un nuovo lavoro, e successivamente vieni licenziato - o il nuovo contratto a termine scade - senza tua colpa, puoi fare domanda per la NASpI residua che avevi accumulato e non utilizzato.
L'INPS, in questo caso, considera la nuova perdita di lavoro come involontaria, ripristinando il tuo diritto al sussidio.
Cosa cambia per la disoccupazione con le novità del 2025-2026?
È importante essere a conoscenza di una specifica modifica che riguarda chi si dimette durante un'aspettativa non retribuita.
A partire dal 2025-2026, in questa particolare situazione, si potrà avere diritto alla NASpI solo se le dimissioni sono motivate da ragioni specifiche, come un cambiamento delle mansioni o una riduzione dello stipendio al rientro in servizio.
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