La fine di un rapporto di lavoro attraverso una conciliazione può rappresentare un momento delicato, spesso accompagnato da dubbi sul trattamento fiscale delle somme ricevute. Se stai affrontando questa situazione, in questa guida troverai una spiegazione chiara e semplice di come funziona la tassazione degli importi derivanti da un accordo conciliativo. Per affrontare la situazione con sicurezza, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina e parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di tassazione degli accordi di conciliazione lavorativa.
Come vengono tassate le somme ricevute da una conciliazione per licenziamento?
In linea generale, le somme erogate a seguito di una conciliazione che porta alla chiusura di un rapporto di lavoro godono di un regime fiscale agevolato.
Invece di essere soggette all'IRPEF ordinaria, che potrebbe comportare aliquote più elevate, queste somme rientrano nella cosiddetta "tassazione separata", secondo quanto previsto dall'articolo 17 del TUIR - Testo Unico delle Imposte sui Redditi.
Questo significa che l'importo viene tassato con l'aliquota media applicata al tuo reddito negli ultimi anni, la stessa utilizzata per il TFR, risultando spesso più vantaggiosa.
L'offerta conciliativa del jobs act è sempre tassata?
No, non sempre. Esiste un'importante eccezione introdotta dal Jobs Act - Decreto Legislativo 23/2015.
Se il licenziamento è avvenuto dopo il 7 marzo 2015 e accetti l'offerta conciliativa proposta dal datore di lavoro entro i termini stabiliti dalla legge, le somme ricevute a questo titolo sono completamente esenti.
In questo caso specifico, l'importo non costituisce reddito imponibile ai fini IRPEF e, inoltre, non è soggetto al versamento di contributi previdenziali.
L'incentivo all'esodo prevede il pagamento di contributi INPS?
No. Le somme corrisposte dal datore di lavoro con la specifica finalità di incentivare la risoluzione consensuale del rapporto, note come "incentivo all'esodo", non sono soggette a contribuzione previdenziale.
Questo significa che su tali importi non vengono calcolati né versati i contributi all'INPS.
Perché la natura delle somme è così importante per la tassazione?
La causale indicata nel verbale di conciliazione è fondamentale, perché definisce la natura giuridica dell'importo che ricevi e, di conseguenza, il suo trattamento fiscale. La distinzione è cruciale:
- Somme a titolo di risarcimento del danno: Se l'importo serve a risarcire un danno, come la perdita di future opportunità di reddito, potrebbe essere parzialmente o totalmente esente da tassazione.
- Somme sostitutive di retribuzione: Se l'importo va a sostituire elementi della retribuzione non pagati, come stipendi arretrati o mancate indennità, viene tassato come un normale reddito da lavoro.
- Somme a titolo di transazione o incentivo: Se l'importo ha natura transattiva o di incentivo all'esodo, si applicano i regimi di tassazione agevolata che abbiamo descritto.
Per questo motivo, è essenziale verificare con attenzione cosa viene scritto nel verbale di accordo.
Il verbale di conciliazione è soggetto a imposta di registro?
I verbali di conciliazione godono di un'agevolazione anche per quanto riguarda l'imposta di registro.
Se l'accordo prevede un valore non superiore a 51.645,69 euro - corrispondenti alle vecchie 100 milioni di lire - il verbale è completamente esente da questa imposta.
Hai ancora dubbi sulla tassazione della tua conciliazione per licenziamento?
Se desideri valutare la tua situazione specifica, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza negli aspetti fiscali legati alla conciliazione per licenziamento.



