Giusto.

    Tutela reale e obbligatoria: differenze e quando si applicano

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    Subire un licenziamento che si ritiene ingiusto è un'esperienza complessa e stressante. In queste circostanze, è fondamentale conoscere gli strumenti che la legge mette a disposizione del lavoratore. In questo articolo, esploreremo le due principali forme di protezione previste dall'ordinamento italiano in caso di licenziamento illegittimo: la tutela reale e la tutela obbligatoria.

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    Che cos’è la tutela reale e obbligatoria e quali sono le differenze?

    I termini tutela reale e tutela obbligatoria indicano le diverse conseguenze che la legge prevede quando un licenziamento viene giudicato illegittimo. La differenza fondamentale risiede nel tipo di protezione offerta al lavoratore.

    La tutela reale mira a ripristinare la situazione precedente al licenziamento, garantendo al lavoratore il diritto di tornare effettivamente al proprio posto.

    La tutela obbligatoria, invece, si concentra su un risarcimento di tipo economico, senza imporre al datore di lavoro il reintegro del dipendente.

    Quando si applica la tutela reale?

    La tutela reale, disciplinata principalmente dall'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, si applica nelle aziende di maggiori dimensioni. I requisiti dimensionali sono:

    • Più di 15 dipendenti in una singola unità produttiva.
    • Più di 5 dipendenti, se si tratta di un'impresa agricola.
    • Più di 60 dipendenti in totale sul territorio nazionale.

    Quando il giudice accerta l'illegittimità del licenziamento e applica la tutela reale, le conseguenze per il datore di lavoro sono:

    • L'ordine di reintegrazione del lavoratore nel suo posto di lavoro.
    • Il pagamento di un risarcimento corrispondente a tutte le retribuzioni perse dal giorno del licenziamento fino a quello della reintegrazione.
    • Il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali per lo stesso periodo.

    Esistono inoltre dei casi particolarmente gravi in cui la tutela reale si applica sempre, a prescindere dal numero di dipendenti dell'azienda. Questo accade per i licenziamenti nulli, come quelli:

    • Discriminatori o basati su un motivo ritorsivo.
    • Comunicati esclusivamente in forma orale.

    Quando si applica la tutela obbligatoria?

    La tutela obbligatoria, prevista dalla Legge n. 604/1966, interviene nei casi di licenziamento illegittimo avvenuti in aziende che non raggiungono le soglie dimensionali viste in precedenza, quindi le piccole e medie imprese.

    In questo regime, se il licenziamento viene dichiarato illegittimo, il datore di lavoro ha una scelta:

    • Riassumere il lavoratore entro 3 giorni dalla sentenza.
    • In alternativa, versare al lavoratore un'indennità economica a titolo di risarcimento.

    L'importo di questa indennità è variabile e viene stabilito dal giudice. Solitamente, varia da un minimo di 2,5 a un massimo di 6 mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto. L'importo può aumentare fino a 10 o 14 mensilità per i lavoratori con una maggiore anzianità di servizio.

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