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    Recesso ad nutum: cos'è, significato e quando si applica

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    Incontrare l'espressione "recesso ad nutum" all'interno di un contratto di lavoro, di un accordo societario o di un contratto di fornitura può generare incertezza. Se ti stai chiedendo cosa implichi esattamente questa clausola e quali sono le sue conseguenze, in questo articolo troverai una spiegazione chiara e diretta.

    Per affrontare la situazione con la dovuta sicurezza e comprendere a fondo i tuoi diritti, puoi valutare di compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di scioglimento dei rapporti contrattuali.

    Cos'è il recesso ad nutum?

    Il recesso ad nutum è una forma di scioglimento unilaterale di un contratto o di un rapporto giuridico.

    La sua caratteristica fondamentale è la totale discrezionalità: la parte che decide di recedere non è tenuta a fornire alcuna giustificazione, motivazione o giusta causa. La decisione si basa esclusivamente sulla sua volontà.

    Pur essendo un atto libero, il suo esercizio non deve mai configurarsi come un abuso del diritto e rimane soggetto al potenziale controllo di un'autorità giudiziaria.

    Qual è il significato letterale di ad nutum?

    L'espressione latina "ad nutum" significa letteralmente "con un cenno del capo".

    Questa immagine rende perfettamente l'idea della massima libertà e discrezionalità con cui una delle parti può porre fine al rapporto, quasi come se bastasse un semplice gesto della testa per comunicare la propria volontà.

    Nonostante questa libertà, la legge o il contratto stesso prevedono quasi sempre un obbligo di preavviso, per tutelare la controparte da un'interruzione improvvisa e dannosa del rapporto.

    Quando si applica il recesso ad nutum?

    Il recesso ad nutum trova applicazione in diversi ambiti del diritto, sebbene il suo utilizzo sia spesso circoscritto a situazioni specifiche per bilanciare gli interessi delle parti.

    I contesti principali sono:

    • Diritto del lavoro: Il licenziamento ad nutum da parte del datore di lavoro è oggi limitato a pochissimi casi, come per i dirigenti, i lavoratori domestici o i lavoratori durante il periodo di prova.
    • Diritto societario: È previsto il diritto di recesso del socio nelle società di persone. Si applica anche in alcuni casi specifici nelle società a responsabilità limitata - s.r.l. - a tempo indeterminato.
    • Contratti di durata: È comune trovarlo in contratti a tempo indeterminato come quelli di fornitura di servizi o di somministrazione, dove una parte vuole riservarsi la facoltà di interrompere il rapporto senza dover addurre motivazioni particolari.

    Cosa significa trovare la clausola di recesso ad nutum in un contratto?

    Trovare una clausola di recesso ad nutum in un contratto significa che una o entrambe le parti hanno il diritto di chiudere l'accordo in qualsiasi momento, senza dover spiegare il perché.

    Generalmente, la clausola stessa specifica le modalità di esercizio di questo diritto, indicando in particolare la durata del periodo di preavviso da rispettare per comunicare la propria decisione alla controparte.

    Come funziona il recesso ad nutum in un contratto di appalto?

    In un contratto di appalto, la clausola di recesso ad nutum consente al committente di interrompere i lavori in qualsiasi momento, anche se l'esecuzione è già iniziata.

    Questa facoltà, tuttavia, non è senza conseguenze. Il committente che recede è tenuto a indennizzare l'appaltatore per le spese sostenute, per i lavori già eseguiti e per il mancato guadagno derivante dall'interruzione del contratto.

    Che differenza c'è tra recesso per giusta causa e recesso ad nutum?

    La differenza è sostanziale e risiede nella motivazione.

    Il recesso ad nutum, come abbiamo visto, è libero e non richiede alcuna giustificazione.

    Il recesso per giusta causa, al contrario, può essere esercitato solo in presenza di un motivo grave che non consente la prosecuzione, neanche temporanea, del rapporto. Richiede una motivazione specifica e ha, di norma, un effetto immediato, senza necessità di preavviso.

    La revoca ad nutum è la stessa cosa?

    No, recesso e revoca sono due istituti giuridici diversi, anche se il termine "ad nutum" indica per entrambi la natura discrezionale dell'atto.

    Il recesso pone fine a un rapporto contrattuale duraturo.

    La revoca, invece, è l'atto con cui si ritira un precedente atto unilaterale, come una proposta contrattuale o la nomina di un amministratore.

    Hai dubbi sul recesso ad nutum nel tuo contratto?

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