Il tema del licenziamento è un momento delicato nella vita professionale di una persona e le normative che lo regolano, come la Riforma Fornero, possono apparire complesse e di difficile interpretazione. Capire quali sono i propri diritti e le tutele previste dalla legge è il primo passo fondamentale per affrontare la situazione. In questa guida analizziamo in modo chiaro cosa ha significato la modifica dell'articolo 18, come funziona oggi e a chi si applica.
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Come la legge fornero ha modificato l'articolo 18?
La modifica principale introdotta dalla Legge Fornero - la n. 92/2012 - ha riguardato la tipologia di tutela prevista per il lavoratore in caso di licenziamento illegittimo.
Prima della riforma, la conseguenza principale era quasi sempre la reintegrazione nel posto di lavoro.
Con la Legge Fornero, la reintegrazione - definita anche tutela reale - è diventata un'eccezione, mentre la regola generale è diventata la tutela indennitaria, ovvero il diritto a ricevere un risarcimento economico.
La reintegrazione è sempre obbligatoria con la riforma fornero?
No, la reintegrazione nel posto di lavoro non è più la regola, ma resta obbligatoria solo in alcuni casi specifici e di particolare gravità. Le tutele della Riforma Fornero prevedono l'obbligo di reintegra per:
- Licenziamenti discriminatori.
- Licenziamenti nulli, ad esempio perché avvenuti durante il periodo di maternità o per causa di matrimonio.
- Licenziamenti disciplinari in cui viene dimostrata l'insussistenza del fatto materiale contestato al lavoratore.
In tutte le altre ipotesi di licenziamento illegittimo, la tutela è prevalentemente di natura economica.
Per chi è ancora valido l'articolo 18 riformato dalla legge fornero?
Questo è un punto cruciale. La disciplina dell'articolo 18 così come modificata dalla Legge Fornero non si applica a tutti i lavoratori.
Le sue tutele sono valide esclusivamente per i lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato prima del 7 marzo 2015.
Per tutti i lavoratori assunti a partire da tale data, si applica una disciplina diversa, quella introdotta dal Jobs Act e nota come "contratto a tutele crescenti".
L'articolo 18 è stato quindi abolito?
No, l'articolo 18 non è stato formalmente abolito. Tuttavia, il suo campo di applicazione è stato profondamente modificato e ridotto nel tempo da due riforme principali.
La Legge Fornero ne ha limitato l'applicazione, riducendo i casi di reintegrazione a favore di un indennizzo economico.
Successivamente, il Jobs Act ha introdotto un regime completamente nuovo per i neoassunti dal 7 marzo 2015, di fatto superando la precedente disciplina per una larga platea di lavoratori.
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