Comprendere le normative sul lavoro può essere complesso, specialmente quando si tratta di tutele specifiche come quelle previste dalla legge 68/99. Se desideri capire se rientri nelle categorie protette definite dall'art. 18, comma 2, e quali sono i passi da seguire, questa guida ti fornirà le informazioni essenziali per fare chiarezza.
Per affrontare la situazione con la massima certezza e senza commettere errori, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di collocamento mirato e tutele per i lavoratori.
Chi rientra nell'articolo 18 comma 2 della legge 68/99?
L'articolo 18, comma 2, della Legge 68/99 estende le tutele del collocamento mirato ad alcune categorie di persone che, pur non essendo disabili, vivono situazioni di particolare svantaggio sociale o familiare.
Questi soggetti hanno diritto a una quota di riserva nei posti di lavoro. Nello specifico, le categorie che rientrano in questa tutela sono:
- Orfani e coniugi superstiti di persone decedute per causa di lavoro, di guerra o di servizio.
- Coniugi e figli di soggetti riconosciuti come grandi invalidi per causa di guerra, di servizio o di lavoro.
- Orfani e coniugi di vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.
- Figli orfani di un genitore a seguito di omicidio commesso dal coniuge, anche se separato o divorziato, o dalla persona unita civilmente.
- Profughi italiani rimpatriati, con status riconosciuto ai sensi della legge.
- CareLeavers, ovvero giovani che al compimento dei 18 anni vivono al di fuori della propria famiglia di origine sulla base di un provvedimento dell’autorità giudiziaria.
Quali sono i requisiti per l'iscrizione alle liste?
Per poter beneficiare delle tutele previste dall'art. 18, comma 2, non è sufficiente appartenere a una delle categorie elencate. È indispensabile soddisfare alcuni requisiti formali.
I principali sono:
- Trovarsi in stato di disoccupazione.
- Effettuare l'iscrizione alle liste speciali del collocamento mirato tenute presso i Centri per l'Impiego del proprio territorio.
Senza l'iscrizione a questi elenchi specifici non è possibile essere avviati al lavoro tramite le quote di riserva.
In che cosa consiste il collocamento mirato previsto dall'articolo 18?
Il collocamento mirato è lo strumento con cui la legge favorisce l'inserimento lavorativo di queste categorie. Non si tratta di un'assunzione diretta, ma di un sistema di quote obbligatorie per le aziende.
I datori di lavoro, sia pubblici che privati, con un determinato numero di dipendenti sono tenuti a riservare una parte delle loro assunzioni a questi soggetti. L'assunzione avviene generalmente tramite chiamata nominativa, permettendo all'azienda di scegliere il candidato dalle liste del Centro per l'Impiego.
È necessario un punteggio di invalidità per questa categoria?
No, per le categorie protette definite specificamente dall'articolo 18, comma 2, non è richiesto alcun punteggio o percentuale di invalidità.
Questo perché la tutela non deriva da una condizione di disabilità fisica o psichica, ma da altre situazioni di svantaggio sociale e familiare riconosciute dalla legge. La confusione nasce dal fatto che la stessa Legge 68/99 disciplina anche il collocamento dei lavoratori con disabilità, per i quali è invece necessaria una determinata percentuale di invalidità civile.
Quali sono gli obblighi per i datori di lavoro?
L'obbligo principale per i datori di lavoro è quello di rispettare le quote di riserva previste dalla legge.
Nello specifico:
- Le aziende con un numero di dipendenti compreso tra 51 e 150 devono assumere almeno un lavoratore appartenente a queste categorie.
- Le aziende con più di 150 dipendenti devono riservare a queste categorie una quota dell'1% dei posti di lavoro.
Quali diritti ha un lavoratore assunto tramite la legge 68/99?
Un lavoratore assunto tramite le liste dell'art. 18, comma 2, è un dipendente a tutti gli effetti, con gli stessi diritti e doveri di tutti gli altri colleghi.
Questo significa che ha diritto alla stessa retribuzione, alle ferie, ai permessi e a tutte le tutele previste dal contratto collettivo nazionale di riferimento. Allo stesso tempo, è tenuto a rispettare gli obblighi lavorativi e il regolamento aziendale, inclusa la possibilità di essere sottoposto a procedimenti disciplinari che possono portare al licenziamento, qualora vengano meno i propri doveri contrattuali.
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