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    Articolo 18: chi lo ha tolto, fornero e jobs act

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    L'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori è uno degli argomenti più discussi e complessi del diritto del lavoro italiano, spesso al centro di dibattiti politici e riforme. Se ti stai chiedendo chi lo ha tolto, cosa è cambiato con le riforme Fornero e Jobs Act e quali tutele si applicano oggi, in questo articolo troverai una spiegazione chiara e cronologica.

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    Chi ha modificato l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori?

    L'articolo 18 non è stato modificato da un singolo intervento, ma attraverso un processo articolato in due fasi principali.

    I due interventi chiave sono stati:

    • La Riforma Fornero nel 2012, durante il governo Monti.
    • Il Jobs Act tra il 2014 e il 2015, durante il governo Renzi.

    È stato il Jobs Act, in particolare, a superare in modo profondo la logica originaria dell'articolo 18 per la maggior parte dei nuovi rapporti di lavoro.

    Come la legge Fornero ha modificato l'articolo 18?

    La Riforma del Lavoro del 2012, nota come Riforma Fornero, ha rappresentato il primo significativo passo verso la modifica dell'articolo 18.

    Questa legge non ha abolito la norma, ma ne ha ridotto il campo di applicazione. Ha limitato i casi in cui era prevista la reintegrazione obbligatoria del lavoratore licenziato illegittimamente, introducendo, per alcune fattispecie di licenziamento economico, una tutela basata su un indennizzo economico.

    In che modo il Jobs Act ha superato l'articolo 18?

    Il superamento definitivo della vecchia formulazione dell'articolo 18, per i nuovi assunti, è avvenuto con il Jobs Act del governo Renzi.

    Attraverso i decreti attuativi, in particolare il Decreto Legislativo 23/2015, è stato introdotto il "contratto a tutele crescenti". Questo nuovo regime ha stabilito che, per i lavoratori assunti a partire dal 7 marzo 2015, la reintegrazione nel posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo diventa un'ipotesi residuale, applicabile solo in casi di nullità o di licenziamento discriminatorio.

    Per la maggior parte degli altri casi di licenziamento illegittimo, la tutela principale è diventata un indennizzo economico crescente in base all'anzianità di servizio.

    Quindi l'articolo 18 è stato abolito e in che anno?

    No, tecnicamente l'articolo 18 non è stato abrogato o cancellato. La sua efficacia, però, è stata drasticamente limitata.

    Il punto di svolta è il 7 marzo 2015. Da quella data, la versione originale e le modifiche della Fornero continuano ad applicarsi solo ai lavoratori assunti prima, mentre per tutti i nuovi assunti si applica la disciplina del contratto a tutele crescenti introdotta dal Jobs Act.

    Per chi è ancora valido l'articolo 18 oggi?

    L'applicazione della disciplina dell'articolo 18, così come modificata dalla Riforma Fornero, è oggi limitata a una specifica categoria di lavoratori.

    In sintesi, la vecchia tutela si applica ancora a:

    • Lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato prima del 7 marzo 2015.

    Per tutti i lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato a partire da quella data, si applica invece il regime del Jobs Act, che prevede la reintegra solo in casi eccezionali.

    Cosa prevedeva in origine l'articolo 18?

    Nella sua formulazione originaria, contenuta nello Statuto dei Lavoratori del 1970, l'articolo 18 prevedeva un obbligo fondamentale per il datore di lavoro.

    In caso di licenziamento dichiarato illegittimo dal giudice, la norma sanciva l'obbligo di reintegrazione del lavoratore nel proprio posto di lavoro, oltre al risarcimento del danno subito. Questa era considerata la "tutela reale" del posto di lavoro.

    Chi ha votato a favore della legge Fornero?

    La Riforma Fornero è stata approvata durante il mandato del governo tecnico presieduto da Mario Monti.

    Quale articolo della Costituzione voleva cambiare Renzi?

    Il governo Renzi ha promosso una riforma costituzionale, nota come Riforma Renzi-Boschi, che non riguardava direttamente l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.

    Questa riforma mirava a modificare la seconda parte della Costituzione, principalmente per superare il bicameralismo paritario e rivedere la ripartizione di competenze tra Stato e Regioni.

    Hai ancora dubbi sull'applicazione dell'articolo 18 e le nuove tutele?

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