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    Cassa integrazione sotto i 15 dipendenti: come funziona

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    Sì, anche se lavori in un'azienda con meno di 15 dipendenti hai diritto a un ammortizzatore sociale in caso di riduzione o sospensione del lavoro. Non si tratta della cassa integrazione classica - CIGO o CIGS - ma di una prestazione simile chiamata Assegno di Integrazione Salariale, gestita dal Fondo di Integrazione Salariale dell'INPS o da fondi di settore.

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    Che differenza c'è tra cassa integrazione classica e FIS?

    La differenza principale sta nel tipo di azienda che può utilizzarle. La cassa integrazione ordinaria e straordinaria è riservata a settori specifici, come l'industria e l'edilizia, mentre il Fondo di Integrazione Salariale - o FIS - copre quasi tutti i datori di lavoro con almeno un dipendente che sono esclusi dalla cassa integrazione classica, come le aziende del commercio o gli studi professionali.

    Per il lavoratore, il risultato è molto simile: riceve un'indennità che sostituisce una parte dello stipendio perso. Lo strumento si chiama Assegno di Integrazione Salariale, ma svolge la stessa funzione della cassa integrazione.

    Quali lavoratori hanno diritto all'assegno di integrazione salariale?

    Hai diritto all'assegno se sei un lavoratore con un contratto di lavoro subordinato, compresi gli apprendisti e i lavoratori a domicilio. L'unico requisito è avere un'anzianità di almeno 30 giorni di lavoro effettivo in azienda al momento in cui viene presentata la domanda.

    Sono esclusi da questa tutela i dirigenti.

    Per quali motivi l'azienda può mettermi in cassa integrazione con il FIS?

    Nelle aziende che occupano fino a 15 dipendenti, l'Assegno di Integrazione Salariale può essere richiesto per tutte le cause previste sia per la cassa integrazione ordinaria sia per quella straordinaria. Questo significa che l'azienda può sospendere o ridurre l'orario di lavoro per motivi molto diversi tra loro.

    I motivi più comuni includono:

    • Situazioni aziendali temporanee, come un calo di ordini o difficoltà di mercato.
    • Eventi non prevedibili e non causati dall'azienda o dai dipendenti, come un'emergenza o la mancanza di materie prime.
    • Riorganizzazione dell'azienda.
    • Crisi aziendale.
    • Contratti di solidarietà, cioè accordi per ridurre l'orario di tutti per evitare licenziamenti.

    Quanto dura la cassa integrazione con il FIS?

    La durata massima dell'Assegno di Integrazione Salariale cambia in base al numero di dipendenti in azienda. Il calcolo si fa su un periodo di due anni che si sposta di giorno in giorno, chiamato biennio mobile.

    Numero di dipendentiDurata massima nel biennio mobile
    Fino a 5 dipendenti13 settimane
    Più di 5 dipendenti26 settimane

    Indipendentemente dalla durata dei singoli interventi, esiste un limite complessivo: nell'arco di cinque anni - il quinquennio mobile - non puoi superare i 24 mesi totali di integrazione salariale, sommando tutti i periodi di FIS o altre forme di cassa integrazione.

    Quanto diminuisce lo stipendio con il FIS?

    L'assegno pagato dall'INPS è pari all'80% della retribuzione che avresti ricevuto per le ore di lavoro che non hai prestato. L'importo, però, non può superare un massimale mensile che l'INPS aggiorna ogni anno.

    Questo significa che se la tua retribuzione è alta, potresti ricevere meno dell'80% effettivo a causa di questo tetto. Sull'importo che ricevi viene applicata una riduzione del 5,84% che serve a coprire i contributi figurativi per la pensione. Durante i periodi di cassa integrazione, infatti, continui a maturare i contributi per la pensione come se stessi lavorando.

    È necessario un accordo con i sindacati?

    Prima di chiedere l'assegno al FIS, l'azienda deve avviare una procedura di informazione e consultazione sindacale. In pratica, deve comunicare ai sindacati le ragioni della sospensione o riduzione dell'attività, la durata prevista e il numero di lavoratori coinvolti.

    Dopo la comunicazione, se una delle parti lo richiede, si svolge un esame congiunto fra azienda e sindacati. Non è obbligatorio raggiungere un accordo firmato, ma la procedura di comunicazione e confronto va sempre rispettata.

    Cosa succede in pratica

    Immaginiamo il caso di Luca, impiegato in un'azienda commerciale con 8 dipendenti. A causa di un calo di ordini, l'azienda decide di ridurre il suo orario di lavoro del 50% per 4 settimane, attivando il FIS.

    La sua retribuzione lorda mensile è di 1.900 euro per un orario di 40 ore settimanali.

    • Ore di lavoro perse: In 4 settimane, Luca non lavora 80 ore - 20 ore a settimana x 4.
    • Retribuzione persa: La sua paga oraria è circa 11,30 euro lordi. La retribuzione persa è 11,30 euro x 80 ore = 904 euro.
    • Calcolo dell'assegno: L'assegno del FIS è l'80% di 904 euro, cioè 723,20 euro lordi. Questo importo è inferiore al massimale mensile INPS, quindi Luca lo riceve per intero.
    • Busta paga: Per quel mese, Luca riceverà metà del suo stipendio normale dal datore di lavoro più l'assegno dall'INPS, che di solito viene anticipato in busta paga dall'azienda stessa.
    • Durata: Essendo in un'azienda con più di 5 dipendenti, Luca potrà ricevere il FIS fino a un massimo di 26 settimane nell'arco di due anni.

    Hai ancora dubbi sulla cassa integrazione per aziende con meno di 15 dipendenti?

    La normativa sugli ammortizzatori sociali è complessa e ogni situazione personale può avere delle particolarità. Se desideri capire meglio i tuoi diritti o verificare che tutto stia procedendo in modo corretto, può essere d'aiuto un confronto con un professionista.

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