L'assenza ingiustificata dal lavoro può generare molta incertezza, sia per il lavoratore che per il datore di lavoro, specialmente riguardo al diritto all'indennità di disoccupazione. Se ti trovi in questa situazione o vuoi comprenderne le dinamiche, in questo articolo facciamo chiarezza sulla Circolare INPS numero 154 del 2025 e sulle sue implicazioni per l'indennità NASpI. Per affrontare la situazione con sicurezza e avere certezze sui tuoi diritti, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di dimissioni e accesso agli ammortizzatori sociali.
Circolare INPS 154 2025: cosa stabilisce?
La circolare INPS numero 154 del 2025 interviene per fare chiarezza su un punto molto dibattuto: il diritto alla NASpI in caso di cessazione del rapporto di lavoro a seguito di assenza ingiustificata del dipendente.
In sostanza, il documento fornisce indicazioni operative alle sedi territoriali dell'INPS per gestire correttamente le domande di disoccupazione in questi specifici casi.
L'obiettivo è uniformare il trattamento ed evitare interpretazioni differenti che potrebbero penalizzare il lavoratore, stabilendo che la volontà del lavoratore di dimettersi non può essere presunta unicamente dalla sua assenza.
Cosa si intende per dimissioni per fatti concludenti?
Le dimissioni per fatti concludenti si verificano quando un lavoratore, pur senza presentare una lettera di dimissioni formale, tiene un comportamento che manifesta in modo inequivocabile la sua volontà di interrompere il rapporto di lavoro.
L'esempio più comune è proprio l'assenza ingiustificata e prolungata dal posto di lavoro.
Prima della circolare, questa assenza veniva spesso interpretata automaticamente come una forma di dimissioni volontarie, con la conseguenza di escludere il lavoratore dal diritto a percepire la NASpI.
L'assenza ingiustificata del lavoratore dà diritto alla NASpI?
Questa è la domanda centrale a cui la circolare 154 del 2025 fornisce una risposta chiara. L'assenza ingiustificata, di per sé, non equivale a dimissioni volontarie e quindi non esclude automaticamente il diritto alla NASpI.
Il diritto all'indennità di disoccupazione sorge quando lo stato di disoccupazione è involontario.
Secondo le nuove indicazioni dell'INPS, la cessazione del rapporto di lavoro che dà diritto alla NASpI si configura quando è il datore di lavoro a procedere con il licenziamento, anche se motivato dall'assenza ingiustificata del dipendente.
In sintesi, la NASpI è riconosciuta se:
- Il lavoratore si assenta senza giustificazione.
- Il datore di lavoro, a seguito di tale assenza, avvia una procedura disciplinare che si conclude con il licenziamento.
- Il licenziamento, e non l'assenza, è la causa formale della cessazione del rapporto di lavoro.
Quali sono gli obblighi del datore di lavoro secondo la circolare?
La circolare chiarisce che il datore di lavoro ha un ruolo attivo. Non può considerare il rapporto di lavoro risolto per la sola assenza del dipendente.
Per formalizzare la fine del rapporto e per tutelarsi, il datore di lavoro è tenuto a:
- Invitare formalmente il lavoratore a riprendere servizio e a fornire giustificazioni per la sua assenza.
- In caso di mancata risposta o di giustificazioni non valide, avviare il procedimento disciplinare previsto dalla legge e dal contratto collettivo applicato.
- Concludere il procedimento con l'eventuale irrogazione della sanzione del licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo.
Solo al termine di questo percorso la cessazione del rapporto sarà considerata involontaria per il lavoratore, garantendogli l'accesso alla NASpI, se in possesso degli altri requisiti.
Come deve agire il lavoratore per tutelare i propri diritti?
Se sei un lavoratore e ti trovi in una situazione di assenza prolungata, è fondamentale agire con consapevolezza per non compromettere i tuoi diritti.
È consigliabile non lasciare la situazione in sospeso, ma comunicare formalmente con il datore di lavoro per chiarire la propria posizione.
Se l'intenzione è quella di interrompere il rapporto, è importante conoscere le procedure corrette. Se invece l'assenza è dovuta a cause di forza maggiore, è cruciale documentarle e comunicarle tempestivamente all'azienda.
Hai bisogno di un parere sulle dimissioni e la circolare INPS 154?
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