L'assenza ingiustificata dal posto di lavoro è una situazione delicata, che può generare dubbi e preoccupazioni riguardo al futuro, specialmente per quanto riguarda il diritto all'indennità di disoccupazione NASpI.
In questo articolo faremo chiarezza sulle novità introdotte dalla recente normativa, spiegando in modo semplice quando spetta la NASpI e quali sono i passi da seguire.
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Quali sono le nuove regole per l'assenza ingiustificata e la NASpI?
La principale novità è stata introdotta dalla Circolare INPS n. 154 del 22 dicembre 2025.
Secondo questa direttiva, un'assenza ingiustificata che si protrae oltre un certo limite - solitamente definito dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro di riferimento o comunque considerato congruo - viene equiparata a delle dimissioni volontarie del lavoratore.
Questa interpretazione, definita "dimissioni per fatti concludenti", implica che sia stato il dipendente a manifestare la volontà di interrompere il rapporto di lavoro. Di conseguenza, in questi casi, viene meno il diritto a percepire l'indennità di disoccupazione NASpI.
Chi viene licenziato per assenza ingiustificata ha quindi diritto alla disoccupazione?
La risposta dipende interamente da come il datore di lavoro decide di formalizzare la fine del rapporto. Ci troviamo di fronte a due scenari principali:
- Il datore di lavoro interpreta l'assenza come volontà di dimettersi. In questo caso, il rapporto cessa per dimissioni del lavoratore e la NASpI non spetta.
- Il datore di lavoro avvia una procedura disciplinare che si conclude con un licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo. In questo caso, trattandosi di un licenziamento - e quindi di una perdita involontaria del lavoro - il diritto alla NASpI è garantito.
In sintesi, la NASpI non è automatica. Il fattore determinante è l'atto formale con cui l'azienda chiude il rapporto lavorativo.
Cosa succede dopo 3 giorni di assenza ingiustificata?
Un'assenza di pochi giorni, come tre, di solito non porta all'immediata cessazione del rapporto.
Nella maggior parte dei casi, il datore di lavoro invia al dipendente una lettera di contestazione formale, invitandolo a fornire una giustificazione per la sua assenza entro un termine stabilito.
Solo se il lavoratore non risponde o se le giustificazioni non sono ritenute valide, l'azienda può procedere con le fasi successive, che possono portare al licenziamento disciplinare o alla constatazione delle dimissioni per fatti concludenti.
I tempi e le modalità esatte sono spesso specificati nel CCNL applicato.
Cosa succede se non mi presento al centro per l'impiego dopo aver richiesto la NASpI?
Una volta che la domanda di NASpI viene accettata, il percettore dell'indennità ha degli obblighi precisi da rispettare.
Uno dei primi passi è la sottoscrizione del Patto di Servizio Personalizzato presso il Centro per l'Impiego competente.
Mancare a questo appuntamento o non partecipare alle iniziative di orientamento e formazione proposte può portare a sanzioni. Queste possono variare da una decurtazione dell'assegno fino alla sospensione o alla revoca totale della prestazione.
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