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    Naspi per assenza ingiustificata 2024: quando si perde

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    L'assenza ingiustificata dal posto di lavoro è una situazione delicata, che oggi può avere conseguenze dirette e inaspettate sul diritto alla disoccupazione. Le normative recenti hanno introdotto cambiamenti significativi, rendendo fondamentale conoscere le nuove regole per non commettere errori.

    In questo articolo faremo chiarezza sulle normative del 2024, analizzando la circolare INPS che definisce quando l'assenza dal lavoro comporta la perdita della NASpI. Per affrontare la situazione con sicurezza e avere un parere specifico sul tuo caso, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per una consulenza gratis e senza impegno con un avvocato specializzato in questioni legate al diritto del lavoro.

    Chi viene licenziato per assenza ingiustificata ha diritto alla NASpI nel 2024?

    La risposta breve è: tendenzialmente no. A seguito delle nuove disposizioni, un'assenza ingiustificata e prolungata non viene più considerata una causa di licenziamento per giusta causa che dà accesso alla NASpI.

    Viene invece interpretata come una manifestazione di volontà del lavoratore di terminare il rapporto di lavoro. Questa interpretazione, nota come "dimissioni per fatti concludenti", equipara di fatto l'assenza a delle dimissioni volontarie, escludendo così il diritto a percepire l'indennità di disoccupazione.

    Quali sono le novità introdotte dalla Legge 203/2024 e dalla circolare INPS?

    La principale novità è stata introdotta dalla Legge n. 203/2024, il cosiddetto Collegato Lavoro, e successivamente dettagliata dalla circolare INPS n. 154/2025.

    Questa normativa ha lo scopo di contrastare i comportamenti di chi, assentandosi senza motivo, cercava di farsi licenziare per poter poi accedere alla NASpI.

    Oggi, la legge stabilisce che l'assenza ingiustificata che si protrae oltre un certo limite di tempo è considerata una chiara volontà del dipendente di recedere dal contratto. Di conseguenza, la risoluzione del rapporto è imputabile al lavoratore e non dà accesso agli ammortizzatori sociali.

    Dopo quanti giorni di assenza ingiustificata si rischia il posto e la NASpI?

    La legge e la circolare INPS identificano due soglie principali, superate le quali l'assenza può essere considerata come dimissione volontaria:

    • Il superamento del numero di giorni previsto dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL - applicato al rapporto di lavoro.
    • In mancanza di una specifica indicazione nel CCNL, un periodo di assenza continuativa superiore a 15 giorni.

    È quindi fondamentale verificare cosa prevede il proprio contratto collettivo di riferimento.

    Cosa succede concretamente in caso di assenza ingiustificata prolungata?

    Quando un lavoratore si assenta senza giustificazione oltre i termini previsti, il datore di lavoro può considerare il rapporto di lavoro risolto per volontà del dipendente stesso.

    A quel punto, la cessazione viene comunicata ai servizi competenti come risoluzione volontaria.

    Questo significa che, al momento della richiesta all'INPS, la domanda di NASpI verrà respinta, poiché lo stato di disoccupazione non deriva da una perdita involontaria del lavoro.

    Esistono eccezioni che tutelano il diritto alla disoccupazione?

    Sì, esiste un'eccezione fondamentale: le dimissioni per giusta causa.

    Se l'assenza del lavoratore non è un atto volontario di abbandono ma una reazione a un grave inadempimento del datore di lavoro - come il mancato pagamento dello stipendio, il mobbing o la mancata garanzia delle condizioni di sicurezza - il diritto alla NASpI viene tutelato.

    In questi casi, infatti, l'interruzione del rapporto è comunque provocata da una colpa del datore di lavoro, e le dimissioni sono considerate per giusta causa, garantendo l'accesso all'indennità di disoccupazione.

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    Qualora ti servisse supporto per comprendere la tua specifica posizione o per valutare se la tua situazione possa rientrare in un caso di giusta causa, il confronto con un esperto è la scelta più sicura.

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