Un trasferimento imposto dal datore di lavoro a una sede molto distante può rappresentare un momento di grande incertezza e creare notevoli disagi nella vita personale e familiare. Se stai valutando di lasciare il tuo lavoro per questa ragione, in questo articolo troverai informazioni chiare su quando le dimissioni a seguito di un trasferimento danno diritto a ricevere l'indennità di disoccupazione NASpI.
Per affrontare la situazione con la massima certezza e senza commettere errori, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di dimissioni per giusta causa e diritto alla NASpI.
Quando si ha diritto alla NASpI in caso di trasferimento oltre i 50 km?
Sì, le dimissioni presentate a seguito di un trasferimento del luogo di lavoro possono dare diritto alla NASpI.
Secondo le indicazioni fornite dall'INPS - in particolare con le circolari 142/2012, 142/2015 e il messaggio 369/2018 - questa situazione rientra nei casi di dimissioni per giusta causa. Ciò accade quando la nuova sede di lavoro si trova a una distanza superiore a 50 km dalla tua residenza o è raggiungibile in un tempo medio di oltre 80 minuti utilizzando i mezzi di trasporto pubblico.
In queste circostanze, le dimissioni non sono considerate una scelta volontaria del lavoratore, ma una conseguenza diretta di una decisione aziendale che modifica in modo sostanziale le condizioni di lavoro.
Quali sono i passaggi da seguire per ottenere la NASpI dopo un trasferimento?
Per tutelare il tuo diritto all'indennità di disoccupazione, è fondamentale seguire una procedura precisa e non affrettata. I passaggi da compiere sono tre:
- Impugnare il trasferimento: Entro 60 giorni dalla data in cui hai ricevuto la comunicazione di trasferimento, devi contestare formalmente la decisione dell'azienda. Questo va fatto inviando una comunicazione scritta, preferibilmente tramite lettera raccomandata con ricevuta di ritorno o Posta Elettronica Certificata - PEC.
- Presentare le dimissioni: Successivamente all'impugnazione, puoi procedere con le dimissioni telematiche, specificando che si tratta di dimissioni per giusta causa, motivate proprio dal trasferimento a cui ti sei opposto.
- Inviare la domanda di NASpI: Una volta terminate le dimissioni, puoi presentare la richiesta di NASpI all'INPS attraverso la procedura telematica disponibile sul sito dell'istituto.
Quale documentazione serve per la domanda di NASpI?
Al momento della presentazione della domanda di NASpI, è essenziale allegare i documenti che provano la legittimità della tua richiesta. In particolare, dovrai fornire:
- La lettera o comunicazione di trasferimento ricevuta dall'azienda.
- La documentazione che attesti l'effettiva distanza tra la tua residenza e la nuova sede di lavoro.
- Copia della lettera di impugnazione del trasferimento inviata al datore di lavoro.
Questi elementi permetteranno all'INPS di verificare che le tue dimissioni rientrino effettivamente nella casistica di giusta causa.
Il trasferimento oltre 50 km è sempre una giusta causa di dimissioni?
La giurisprudenza ha rafforzato questo principio. Una recente sentenza del Tribunale di Torino - la numero 429 del 2023 - ha confermato che un trasferimento che supera i limiti di distanza o tempo di percorrenza stabiliti costituisce di per sé una causa di perdita involontaria del lavoro.
Questo significa che il diritto alla NASpI sussiste a prescindere dalle ragioni tecniche, organizzative e produttive che possono aver spinto l'azienda a disporre il trasferimento.
Cosa succede se la domanda di NASpI viene respinta?
Nel caso in cui l'INPS dovesse respingere la tua domanda, non tutto è perduto. Hai la possibilità di presentare un ricorso amministrativo.
Il ricorso va presentato entro 90 giorni dalla data in cui hai ricevuto la comunicazione di reiezione. È un passaggio formale con cui si chiede all'istituto di riesaminare la pratica alla luce della documentazione e delle normative vigenti.
A quali circolari INPS bisogna fare riferimento per questo argomento?
Le fonti normative principali che regolano il diritto alla NASpI in caso di trasferimento oltre 50 km sono la Circolare INPS numero 142 del 2012, la numero 142 del 2015 e il Messaggio INPS numero 369 del 2018. Questi documenti chiariscono i criteri e le procedure da seguire.
Potresti aver sentito parlare anche di altre circolari, come la 114 del 2014 o la 23 di un altro anno. È utile sapere che queste trattano aspetti differenti e più generali delle prestazioni a sostegno del reddito, mentre per il caso specifico del trasferimento fanno fede i documenti citati in precedenza.
Come funziona la riduzione della NASpI per chi ha più di 50 anni?
Un aspetto da considerare, una volta ottenuta la NASpI, è il suo meccanismo di riduzione, noto come décalage. Per tutti i lavoratori, inclusi coloro che hanno più di 50 anni, l'importo dell'indennità si riduce progressivamente del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di fruizione.
Per chi ha compiuto 55 anni, la riduzione scatta invece a partire dall'ottavo mese.
Hai bisogno di supporto per le dimissioni a seguito di un trasferimento oltre 50 km?
Qualora desiderassi valutare la tua situazione specifica o avessi bisogno di un parere per procedere correttamente, il modo più semplice è compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di dimissioni per giusta causa a seguito di trasferimento.