Se stai redigendo o valutando un contratto e ti sei imbattuto nella dicitura "recesso ad nutum", potresti avere qualche dubbio sul suo significato e sulle sue implicazioni. In questo articolo troverai una spiegazione chiara di cosa sia questa clausola, come opera concretamente e un esempio pratico per comprenderla meglio.
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Che cos'è esattamente una clausola di recesso ad nutum?
La clausola di recesso ad nutum, conosciuta anche come "libero recesso", è una disposizione contrattuale che permette a una o a entrambe le parti di sciogliere il vincolo in qualsiasi momento.
La sua caratteristica principale è che non richiede una giusta causa o una motivazione specifica per essere esercitata. Il recesso si basa sulla semplice volontà - sul mero arbitrio - della parte che decide di terminare il rapporto.
Questa forma di recesso è tipica dei contratti a tempo indeterminato e trova un riferimento normativo, ad esempio, nell'articolo 2118 del Codice Civile per il rapporto di lavoro.
Come funziona nella pratica il recesso ad nutum?
Il funzionamento del recesso ad nutum è subordinato al rispetto di alcune condizioni formali, solitamente definite all'interno della clausola stessa, per garantire correttezza e trasparenza tra le parti.
Generalmente, la parte che intende recedere deve:
- Inviare una comunicazione scritta all'altra parte, utilizzando canali che garantiscano la prova di ricezione come una PEC o una raccomandata A/R.
- Rispettare un periodo di preavviso, ovvero un intervallo di tempo tra la comunicazione e l'effettiva cessazione del contratto.
- Regolare economicamente le prestazioni che sono già state eseguite fino alla data di efficacia del recesso.
Salvo accordi diversi, l'esercizio del recesso ad nutum non comporta il pagamento di penali o indennizzi aggiuntivi a carico della parte recedente.
Qual è un fac simile di clausola di recesso ad nutum?
Qui di seguito trovi un esempio pratico, un fac simile, di come questa clausola può essere formulata all'interno di un contratto.
Art. __ - Recesso Convenzionale Ad Nutum
Ciascuna delle parti ha la facoltà di recedere dal presente contratto in qualsiasi momento, liberamente e senza necessità di motivazione - ad nutum - mediante invio di comunicazione scritta a mezzo PEC o raccomandata A/R all'altra parte.
Il recesso avrà efficacia decorsi [inserire numero] giorni dalla data di ricevimento della comunicazione.
In caso di recesso, le prestazioni già eseguite fino alla data di efficacia dello stesso saranno regolate economicamente tra le parti, fermo restando l'esclusione di ulteriori indennizzi o penali a carico della parte recedente.
In quali contesti societari si applica questa clausola?
Il recesso ad nutum è particolarmente rilevante anche nel diritto societario. Nelle società di capitali, come le S.p.A. e le S.r.l., gli articoli 2437 e 2473 del Codice Civile prevedono delle cause convenzionali di recesso.
Nelle società contratte a tempo indeterminato, ad esempio, la legge stessa concede al socio la facoltà di recedere liberamente.
L'articolo 2437, comma 3, del Codice Civile, stabilisce che il socio può esercitare il recesso con un preavviso di almeno centottanta giorni, offrendo una via d'uscita chiara quando il vincolo societario non ha una scadenza predefinita.
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