Affrontare un problema di salute e, allo stesso tempo, gestire le complessità del mondo del lavoro può essere una fonte di grande stress. Se stai valutando di interrompere la tua attività lavorativa a causa di una malattia, è fondamentale conoscere le opzioni a tua disposizione per tutelare i tuoi diritti. In questo articolo analizzeremo le strade legalmente percorribili per chiudere un rapporto di lavoro per motivi di salute, garantendosi l'accesso all'indennità di disoccupazione NASpI.
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Come è possibile farsi licenziare per motivi di salute e ottenere la NASpI?
La legge italiana prevede principalmente due percorsi per interrompere un rapporto di lavoro a causa di una malattia, mantenendo il diritto a percepire l'indennità di disoccupazione NASpI.
Queste due strade sono molto diverse tra loro e richiedono approcci differenti:
- Il licenziamento per superamento del periodo di comporto.
- Le dimissioni per giusta causa.
Il primo caso rappresenta un'azione del datore di lavoro, mentre il secondo è un'iniziativa del lavoratore. Entrambe, se gestite correttamente, possono dare accesso alla disoccupazione, poiché la perdita del lavoro non è considerata volontaria nel senso stretto del termine.
È sempre consigliabile, prima di intraprendere qualsiasi azione, rivolgersi a un patronato o a un consulente del lavoro per una valutazione preliminare della propria situazione contrattuale specifica.
Quanti giorni di malattia sono necessari per essere licenziati?
Non esiste un numero di giorni di malattia valido per tutti i lavoratori. La soglia che permette al datore di lavoro di procedere con il licenziamento è definita "periodo di comporto".
Il periodo di comporto è il limite massimo di giorni di assenza per malattia retribuiti che un dipendente può accumulare in un determinato arco di tempo, come stabilito dal suo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL.
Una volta superato questo limite, il datore di lavoro ha la facoltà - ma non l'obbligo - di licenziare il dipendente.
Trattandosi di un licenziamento e quindi di una perdita involontaria del posto di lavoro, questa procedura dà pieno diritto a presentare la domanda per l'indennità NASpI all'INPS.
Chi si licenzia per motivi di salute ha diritto alla disoccupazione?
Sì, ma solo in un caso specifico: le dimissioni per giusta causa.
Normalmente, chi si dimette volontariamente non ha diritto alla NASpI. Tuttavia, la situazione cambia se la malattia che impedisce di proseguire il lavoro è una diretta conseguenza dell'ambiente lavorativo.
In questo caso, il lavoratore può presentare le proprie dimissioni per giusta causa, che vengono equiparate a una perdita involontaria del lavoro e danno quindi accesso alla disoccupazione.
Perché le dimissioni per giusta causa siano valide, è indispensabile poter dimostrare che la patologia è causata da fattori presenti sul posto di lavoro, come ad esempio:
- Condizioni di lavoro nocive o insalubri.
- Episodi di mobbing o straining.
- Un grave demansionamento che ha causato stress o depressione.
Sarà necessario produrre certificati medici che attestino in modo chiaro il nesso tra la malattia e le condizioni lavorative.
È meglio licenziarsi o farsi licenziare per motivi di salute?
La scelta tra attendere un licenziamento per superamento del comporto e presentare le dimissioni per giusta causa dipende interamente dalla situazione personale, medica e contrattuale del lavoratore.
Non esiste una risposta unica, ma possiamo riassumere le differenze principali:
- Il licenziamento per superamento del comporto è una via "passiva". Il lavoratore si assenta per malattia e attende un'eventuale decisione del datore di lavoro, senza dover dimostrare la causa della sua patologia.
- Le dimissioni per giusta causa sono una via "attiva". È il lavoratore che prende l'iniziativa, ma deve farsi carico di raccogliere le prove necessarie per dimostrare che la sua malattia è stata causata dall'ambiente di lavoro.
La scelta migliore va ponderata con attenzione, valutando la solidità delle proprie prove e le previsioni del proprio CCNL.
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Le procedure legate al diritto del lavoro possono essere complesse e ricche di dettagli che possono fare la differenza.
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