Giusto.

    Contestazione disciplinare whatsapp: è valida?

    Richiedi una chiamata di confronto gratuita sul tema o leggi l'articolo

    Avvocato 1Avvocato 2Avvocato 3Avvocato 4

    Ricevere una comunicazione importante di lavoro, come una contestazione disciplinare, tramite un messaggio su WhatsApp può generare molta confusione e incertezza. In questo articolo vedremo insieme quando una comunicazione di questo tipo può avere valore legale e quali sono i passaggi che il datore di lavoro è sempre tenuto a rispettare.

    Per affrontare la situazione con maggiore sicurezza e avere subito delle certezze, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in procedimenti disciplinari e nell'uso delle comunicazioni digitali.

    Una contestazione disciplinare inviata tramite whatsapp è considerata valida?

    Secondo le più recenti sentenze della giurisprudenza, un messaggio inviato tramite WhatsApp, così come un SMS o una email, può soddisfare il requisito della forma scritta richiesto dalla legge per le comunicazioni di lavoro, inclusi i licenziamenti.

    Tuttavia, la validità del mezzo non rende automaticamente legittimo l’intero procedimento. Per essere valida, la contestazione disciplinare deve rispettare un iter formale ben preciso, previsto dallo Statuto dei Lavoratori - Legge 300/1970 - e dal contratto collettivo nazionale di riferimento.

    Inviare semplicemente un messaggio non è sufficiente. Se la procedura corretta non viene seguita, l'eventuale sanzione o licenziamento che ne derivano possono essere considerati illegittimi.

    Qual è l'iter corretto che il datore di lavoro deve seguire?

    Affinché un procedimento disciplinare sia legittimo, il datore di lavoro è tenuto a seguire scrupolosamente alcuni passaggi fondamentali, a garanzia del diritto di difesa del lavoratore. L'invio di un messaggio su WhatsApp non può sostituire questo iter.

    La procedura corretta prevede che il datore di lavoro debba:

    • consegnare al dipendente una contestazione disciplinare formale e per iscritto, descrivendo in modo dettagliato e specifico i fatti che vengono addebitati;
    • concedere al lavoratore un termine minimo di cinque giorni per presentare le proprie giustificazioni o difese, a meno che il CCNL applicato non preveda un termine più lungo;
    • valutare le giustificazioni fornite dal dipendente e solo dopo decidere se applicare una sanzione disciplinare, che nei casi più gravi può portare al licenziamento.

    Un provvedimento disciplinare comunicato via WhatsApp senza aver prima rispettato questi passaggi è da considerarsi nullo.

    Il datore di lavoro può usare i messaggi in una chat privata per avviare un procedimento?

    No. Secondo la Corte di Cassazione, il contenuto di una chat privata tra colleghi, anche se si tratta di un gruppo di lavoro, è tutelato dal diritto alla segretezza della corrispondenza.

    Questo significa che il datore di lavoro non può utilizzare i messaggi scambiati in una chat privata per avviare una contestazione disciplinare nei confronti di un dipendente. La conversazione è considerata uno sfogo personale e non una violazione degli obblighi di fedeltà.

    Esistono eccezioni in cui i messaggi whatsapp possono essere usati contro il lavoratore?

    Sì, esistono delle eccezioni importanti. I messaggi scambiati su WhatsApp possono essere utilizzati come giusta causa di licenziamento se il loro contenuto perde il carattere di segretezza e diventa pubblico.

    Questo accade, ad esempio, quando i messaggi contenenti offese o diffamazioni verso l'azienda o i superiori vengono pubblicati su piattaforme accessibili a terzi, come i social network, o inoltrati a un numero indeterminato di persone.

    In questi casi, la comunicazione non è più privata e può ledere l'immagine e la reputazione dell'azienda, giustificando un provvedimento disciplinare.

    Pensi che la tua contestazione disciplinare via whatsapp sia illegittima?

    Se desideri valutare la tua situazione specifica e capire quali passi compiere, il nostro consiglio è compilare il modulo che trovi qui sotto.

    Potrai così parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in contestazioni disciplinari e nell'impugnazione di sanzioni illegittime.

    Parla con un avvocato

    Richiedi una chiamata di confronto gratuita sul tema o leggi l'articolo

    Avvocato 1Avvocato 2Avvocato 3Avvocato 4