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    Contributo licenziamento 2026 part time: quanto costa?

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    La gestione di un licenziamento presenta diverse complessità, soprattutto quando si tratta di calcolare i costi dovuti. Se stai affrontando la cessazione di un rapporto di lavoro a tempo parziale, è fondamentale avere un quadro chiaro degli oneri previsti dalla normativa.

    In questo articolo facciamo chiarezza su importi, calcoli e scadenze del contributo di licenziamento 2026 per i contratti part time, fornendoti le informazioni essenziali per agire correttamente.

    Per affrontare la situazione con sicurezza, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di licenziamenti e contratti di lavoro part time.

    Quanto costa licenziare un dipendente part time nel 2026?

    Il costo del contributo di licenziamento, noto anche come ticket NASpI, per un contratto part time è lo stesso di un contratto a tempo pieno.

    L'importo non viene riproporzionato in base all'orario di lavoro ridotto.

    Per il 2026, il costo è pari a 649,73 € per ogni anno di anzianità aziendale maturata dal dipendente negli ultimi tre anni. L'importo massimo, dovuto per un'anzianità di 36 mesi o superiore, è di 1.949,19 €.

    Questo contributo si applica a tutte le interruzioni di rapporti di lavoro a tempo indeterminato.

    Come si calcola esattamente il contributo di licenziamento?

    Il calcolo del contributo si basa su una percentuale fissa applicata al massimale mensile della NASpI.

    Per il 2026, l'importo è pari al 41% del massimale NASpI, che è di 1.584,70 €. Questo determina un costo annuale di 649,73 €.

    Per calcolare il dovuto totale, si considera l'anzianità di servizio del lavoratore:

    • Importo annuale: 649,73 € per ogni 12 mesi di anzianità.
    • Importo mensile: circa 54,14 € per ogni mese di anzianità.
    • Importo massimo: 1.949,19 €, applicabile per anzianità pari o superiori a 36 mesi.

    Se un dipendente ha lavorato per 18 mesi, ad esempio, il datore di lavoro dovrà versare un contributo pari a 12 mesi interi più 6 mesi, calcolati su base mensile.

    Quali sono i casi in cui il contributo non è dovuto?

    Il versamento del ticket di licenziamento non è sempre obbligatorio. Esistono specifiche situazioni in cui il datore di lavoro è esonerato dal pagamento.

    I principali casi di esclusione sono:

    • Licenziamenti per giusta causa.
    • Dimissioni volontarie del lavoratore, a meno che non siano per giusta causa.
    • Cessazione di contratti di lavoro a tempo determinato.
    • Risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.

    Qual è l'importo massimo della NASpI nel 2026?

    L'importo del contributo di licenziamento è direttamente collegato al massimale dell'indennità di disoccupazione NASpI.

    Per il 2026, il tetto massimo della NASpI è fissato a 1.584,70 € mensili.

    Come già specificato, il ticket di licenziamento corrisponde al 41% di questo valore, moltiplicato per gli anni di anzianità del dipendente.

    Entro quando deve essere versato il contributo?

    Il datore di lavoro è tenuto a rispettare una scadenza precisa per il pagamento del contributo.

    Il versamento deve essere effettuato tramite modello F24 entro e non oltre il giorno 16 del secondo mese successivo a quello in cui è avvenuta la cessazione del rapporto di lavoro.

    Hai altre domande sul contributo di licenziamento per contratti part time?

    Qualora ti servisse supporto per un caso specifico, il modo più semplice per ottenere risposte è compilare il modulo che trovi qui sotto.

    Potrai parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nella gestione del contributo di licenziamento, anche in relazione ai contratti part time.

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