Il mondo del lavoro è stato profondamente modificato da una serie di riforme, e orientarsi tra decreti e normative può risultare complesso sia per i datori di lavoro che per i lavoratori. Se hai bisogno di capire meglio il decreto legislativo 81/2015, noto come uno dei pilastri del Jobs Act, in questo articolo troverai una spiegazione chiara di cos'è e cosa ha introdotto.
Per affrontare la questione con maggiore sicurezza, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di Jobs Act e disciplina dei contratti di lavoro.
Cos'è il jobs act in parole semplici?
Il Jobs Act non è una singola legge, ma un insieme di provvedimenti normativi voluti dal governo Renzi tra il 2014 e il 2016.
L'obiettivo principale di questa riforma era quello di rendere il mercato del lavoro italiano più flessibile e dinamico, incentivando le assunzioni a tempo indeterminato attraverso nuove regole su contratti, licenziamenti e ammortizzatori sociali.
Che cos'è il decreto legislativo 81/2015?
Il decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81 è uno dei decreti attuativi più importanti del Jobs Act.
Il suo scopo è stato quello di riordinare e semplificare le diverse tipologie di contratti di lavoro esistenti, abrogandone alcune e modificandone altre. È conosciuto anche come "Codice dei contratti" perché ha raccolto in un unico testo la disciplina organica delle forme contrattuali.
Cosa prevede la riforma del jobs act?
La riforma ha introdotto novità significative in diversi ambiti. I punti principali, molti dei quali contenuti proprio nel d.lgs 81/2015, riguardano:
- Il contratto a tutele crescenti, una nuova forma di contratto a tempo indeterminato con un regime sanzionatorio diverso per i licenziamenti illegittimi.
- Il riordino dei contratti di lavoro, con la revisione di apprendistato, part-time e contratto a termine, e il superamento dei contratti a progetto.
- La nuova assicurazione sociale per l'impiego - NASpI - che ha sostituito le precedenti indennità di disoccupazione ASpI e mini-ASpI.
- La semplificazione delle procedure e degli adempimenti burocratici per le aziende.
- Le nuove politiche attive per il lavoro, con la creazione dell'Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro - ANPAL.
Chi rientra nel jobs act?
Le norme del Jobs Act, in particolare quelle relative al contratto a tutele crescenti, si applicano principalmente ai lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato a partire dal 7 marzo 2015.
Le disposizioni del d.lgs 81/2015 sul riordino delle tipologie contrattuali - come part-time, apprendistato o somministrazione - si applicano invece a tutti i rapporti di lavoro costituiti secondo quelle specifiche forme, a prescindere dalla data di assunzione.
Con il jobs act si può licenziare?
Sì, il licenziamento rimane una possibilità, ma il Jobs Act ha modificato profondamente le conseguenze di un licenziamento ritenuto illegittimo dal giudice.
Per i neoassunti con contratto a tutele crescenti, la reintegrazione nel posto di lavoro - prevista dal vecchio articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori - è stata limitata a casi molto gravi, come il licenziamento discriminatorio o nullo. Nella maggior parte degli altri casi di licenziamento illegittimo, è stato previsto un indennizzo economico crescente in base all'anzianità di servizio.
Cosa ha abolito il jobs act?
Una delle principali abrogazioni operate dal Jobs Act riguarda proprio il campo di applicazione dell'articolo 18 per i nuovi assunti, come spiegato sopra.
Inoltre, il d.lgs 81/2015 ha esplicitamente abrogato e superato alcune forme contrattuali, tra cui:
- Il contratto di lavoro a progetto - co.co.pro.
- Il contratto di associazione in partecipazione con apporto di lavoro.
Che differenza c'è tra il d.lgs 81/2015 e il d.lgs 81/2008?
Questa è una fonte di confusione molto comune. Si tratta di due leggi completamente diverse che non devono essere scambiate tra loro.
Il d.lgs 81/2015 riguarda la disciplina dei contratti di lavoro, come abbiamo visto in questo articolo.
Il d.lgs 81/2008, invece, è il Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Si occupa di prevenzione degli infortuni, obblighi del datore di lavoro, del medico competente e dei lavoratori per garantire un ambiente di lavoro sicuro.
Quali sono i tre tipi di part-time?
Il d.lgs 81/2015 ha riorganizzato anche il lavoro a tempo parziale, o part-time, che si distingue in base alla distribuzione dell'orario di lavoro ridotto:
- Part-time orizzontale: il lavoratore lavora tutti i giorni ma per un numero di ore inferiore a quello giornaliero normale.
- Part-time verticale: il lavoratore lavora a tempo pieno ma solo in alcuni giorni, settimane o mesi dell'anno.
- Part-time misto: una combinazione delle due modalità precedenti.
Quali sono gli obblighi fondamentali dei lavoratori?
Anche se non introdotti specificamente dal Jobs Act, i doveri fondamentali del lavoratore subordinato sono sanciti dal Codice Civile e dalle leggi sul lavoro. I tre obblighi principali sono:
- Obbligo di diligenza: eseguire la prestazione lavorativa con la cura e la professionalità richieste dalla natura dell'incarico.
- Obbligo di obbedienza: osservare le disposizioni impartite dai superiori gerarchici per l'esecuzione e la disciplina del lavoro.
- Obbligo di fedeltà: astenersi da comportamenti che possano danneggiare l'azienda, come la divulgazione di segreti aziendali o lo svolgimento di attività in concorrenza.
Hai ancora dubbi sul d.lgs 81/2015 e sul jobs act?
Se desideri valutare la tua situazione specifica o semplicemente chiarire un aspetto che ti riguarda direttamente, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle normative introdotte dal Jobs Act.



