Se stai cercando di comprendere meglio la disciplina dei contratti di lavoro introdotta dal Jobs Act, e in particolare il decreto legislativo 81 del 2015, potresti sentirti disorientato dalla complessità della normativa. In questo articolo troverai una guida chiara e sintetica sui punti fondamentali di questo importante testo di legge, con le indicazioni per consultare la versione ufficiale in pdf.
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Cos'è il decreto legislativo 81/2015?
Il decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81 è uno dei provvedimenti attuativi della legge delega conosciuta come Jobs Act. Il suo obiettivo principale è stato quello di riordinare e semplificare le diverse tipologie di contratto di lavoro esistenti, nel tentativo di creare un sistema più organico e coerente.
Questo decreto è noto anche come "Codice dei contratti" perché raccoglie e riscrive le regole per molte forme contrattuali, abrogando o modificando numerose leggi precedenti.
Cosa disciplina il D.lgs 81/2015?
Il decreto interviene su un'ampia gamma di argomenti legati ai rapporti di lavoro. Le sue disposizioni principali riguardano la disciplina organica dei contratti di lavoro e la revisione della normativa in materia di mansioni.
In particolare, il testo norma:
- Il contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, anche se poi profondamente modificato
- Il contratto di lavoro a tempo determinato
- Il contratto di apprendistato
- Il lavoro a tempo parziale - part-time
- Il contratto di somministrazione di lavoro
- Il lavoro intermittente o a chiamata
- Il lavoro accessorio, poi abrogato e sostituito
- La modifica delle mansioni del lavoratore - il cosiddetto ius variandi
Quali sono le novità per il contratto a tempo determinato?
Una delle modifiche più significative introdotte originariamente dal D.lgs 81/2015 ha riguardato il contratto a termine. La normativa ha eliminato la necessità di indicare una causale - una ragione tecnica, organizzativa, produttiva o sostitutiva - per la stipula dei contratti a tempo determinato fino a una durata massima di 36 mesi.
Questa norma ha reso più flessibile il ricorso a questa tipologia contrattuale per i datori di lavoro. È importante notare, tuttavia, che successive modifiche legislative hanno reintrodotto l'obbligo di causale in determinate circostanze.
Come cambia il contratto di apprendistato?
Il decreto ha puntato a una forte semplificazione del contratto di apprendistato, con l'obiettivo di renderlo la forma contrattuale privilegiata per l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.
Le principali novità hanno riguardato la riduzione delle tipologie di apprendistato a tre forme principali, la semplificazione degli obblighi formativi a carico del datore di lavoro e la possibilità di assumere nuovi apprendisti solo se si è confermato in servizio almeno una certa percentuale di quelli precedenti.
Il decreto è stato modificato nel tempo?
Sì, il testo del D.lgs 81/2015 ha subito diverse e importanti modifiche nel corso degli anni. L'intervento più noto è quello operato dal cosiddetto "Decreto Dignità" - decreto legge n. 87 del 2018.
Quest'ultimo ha reintrodotto l'obbligo di specificare le causali per i contratti a tempo determinato che superano i 12 mesi di durata e ne ha ridotto la durata massima complessiva, modificando in modo sostanziale l'impostazione originaria del Jobs Act su questo punto.
Dove posso trovare il testo pdf del decreto legislativo 81/2015?
Il testo ufficiale e aggiornato del decreto legislativo 81/2015, coordinato con tutte le modifiche successive, è reperibile gratuitamente sul portale "Normattiva", il database di leggi curato dallo Stato italiano. È anche possibile consultare la versione originale pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.
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