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    D.lgs. 81/2015: cosa cambia per i contratti?

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    Se hai bisogno di fare chiarezza sulle riforme del mercato del lavoro e in particolare sul Decreto Legislativo 81 del 2015, potresti sentirti disorientato dalla complessità delle norme. In questo articolo troverai una sintesi chiara e autorevole delle principali novità introdotte da questo decreto, spesso associato al Jobs Act, per capire esattamente cosa è cambiato per le diverse tipologie di contratto. Per affrontare con sicurezza le novità normative sui contratti di lavoro, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle riforme del diritto del lavoro e nelle diverse tipologie contrattuali.

    Cosa prevede il decreto legislativo 81/2015?

    Il Decreto Legislativo 81/2015 è uno dei provvedimenti attuativi della legge delega nota come Jobs Act. Il suo scopo principale è quello di riordinare e semplificare le tipologie contrattuali esistenti nel nostro ordinamento.

    L'obiettivo è promuovere la stabilità occupazionale, indicando il contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti come la forma comune di rapporto di lavoro subordinato. Il decreto interviene modificando in modo significativo la disciplina di altre forme contrattuali, come il tempo determinato, la somministrazione e l'apprendistato, e abroga alcune tipologie precedenti, come il contratto a progetto.

    Qual era l’obiettivo del jobs act in parole semplici?

    In parole semplici, l'obiettivo del Jobs Act, e di conseguenza del D.Lgs. 81/2015, era duplice. Da un lato, si voleva semplificare il quadro normativo eliminando o modificando contratti ritenuti precari e complessi.

    Dall'altro, si intendeva favorire le assunzioni a tempo indeterminato rendendole più flessibili per i datori di lavoro, soprattutto nella fase iniziale del rapporto, attraverso l'introduzione del cosiddetto contratto a tutele crescenti.

    Quali sono state le modifiche principali per i contratti?

    Il decreto ha introdotto cambiamenti sostanziali per diverse forme di lavoro. Le novità più rilevanti riguardano:

    • Contratto a tempo determinato: la durata massima è stata fissata a 24 mesi. Per i primi 12 mesi non è richiesta alcuna causale per l'assunzione. Superato questo periodo, il contratto può essere rinnovato solo in presenza di esigenze specifiche, come incrementi temporanei dell'attività o ragioni sostitutive.
    • Mansioni del lavoratore: è stata introdotta una maggiore flessibilità per il datore di lavoro - il cosiddetto ius variandi - che in casi di riorganizzazione aziendale può assegnare al dipendente mansioni appartenenti a un livello di inquadramento inferiore.
    • Somministrazione di lavoro: la sua applicazione è stata estesa a tutti i settori produttivi, eliminando le causali specifiche prima richieste. Sono stati però introdotti dei limiti quantitativi, fissando la quota di lavoratori somministrati al 20% del totale dei dipendenti a tempo indeterminato dell'azienda.
    • Apprendistato: la disciplina è stata riorganizzata in tre tipologie distinte: apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, apprendistato professionalizzante e apprendistato di alta formazione e ricerca.
    • Lavoro accessorio: la normativa sui voucher è stata riformata, stabilendo un limite massimo di compenso per il lavoratore pari a 7.000 euro netti annui.
    • Collaborazioni coordinate e continuative: è stato limitato il ricorso a questa forma contrattuale, abrogando i contratti a progetto e promuovendo la loro conversione in rapporti di lavoro subordinato qualora presentino caratteristiche analoghe.

    Questo decreto è lo stesso del testo unico sulla sicurezza sul lavoro?

    No, ed è fondamentale non fare confusione. Sebbene entrambi siano identificati con il numero 81, si tratta di due provvedimenti completamente diversi.

    Il D.Lgs. 81/2015, di cui parliamo in questo articolo, disciplina le tipologie di contratto di lavoro.

    Il D.Lgs. 81/2008, invece, è il Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Quest'ultimo si occupa di prevenzione, obblighi del datore di lavoro e dei lavoratori, valutazione dei rischi e tutte le normative volte a garantire l'integrità fisica e la salute dei dipendenti.

    Hai ancora dubbi sul d.lgs. 81/2015?

    Qualora avessi bisogno di comprendere meglio come queste norme impattano la tua situazione lavorativa o aziendale, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto. Avrai la possibilità di parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nell'applicazione del decreto legislativo 81/2015 e nella gestione dei rapporti di lavoro.

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