Giusto.

    Data decorrenza dimissioni: cos'è e come si calcola

    Richiedi una chiamata di confronto gratuita sul tema o leggi l'articolo

    Se stai pensando di rassegnare le dimissioni e ti appresti a compilare il modulo telematico, una delle informazioni più delicate da inserire è la data di decorrenza. Un errore in questa fase può avere conseguenze inaspettate. In questo articolo troverai una guida chiara per capire esattamente cos'è, come si calcola e quali sono le implicazioni di questa data fondamentale.

    Per affrontare la procedura con la massima sicurezza ed evitare errori che potrebbero costarti caro, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di dimissioni volontarie.

    Cos'è la data di decorrenza delle dimissioni?

    La data di decorrenza è semplicemente il primo giorno in cui, a seguito delle tue dimissioni, non sarai più un dipendente dell'azienda.

    In altre parole, è il giorno successivo al tuo ultimo giorno effettivo di lavoro.

    Per fare un esempio pratico: se il tuo ultimo giorno di lavoro è venerdì 15 marzo, la data di decorrenza da inserire nel modulo online sarà sabato 16 marzo. Da quel giorno, il rapporto di lavoro si considera ufficialmente concluso.

    Come si calcola la data di decorrenza delle dimissioni?

    Il calcolo corretto della data di decorrenza dipende quasi interamente dal periodo di preavviso stabilito dal tuo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL.

    Il preavviso è il lasso di tempo che deve intercorrere tra la comunicazione delle dimissioni e l'ultimo giorno di lavoro. La sua durata varia in base a:

    • Il tuo CCNL di riferimento.
    • Il tuo livello di inquadramento.
    • La tua anzianità di servizio.

    Una volta trovato il numero di giorni di preavviso che sei tenuto a rispettare, devi sommarli alla data in cui presenti le dimissioni telematiche per individuare il tuo ultimo giorno di lavoro. La data di decorrenza sarà il giorno immediatamente successivo.

    Cosa succede se sbaglio la data di decorrenza delle dimissioni?

    È fondamentale prestare la massima attenzione, perché la data inserita nel modulo telematico è quella che fa fede.

    Se inserisci una data di decorrenza errata, il rapporto di lavoro cesserà comunque nel giorno che hai indicato, anche se questo non rispetta i termini di preavviso previsti dal tuo contratto.

    Questo errore potrebbe esporti al rischio di una trattenuta in busta paga, nota come indennità di mancato preavviso. Per questo motivo, è sempre meglio verificare con cura prima di inviare la comunicazione.

    Da quando partono i giorni di preavviso?

    I giorni di preavviso iniziano a decorrere dal momento in cui il datore di lavoro riceve la comunicazione delle tue dimissioni.

    Grazie alla procedura telematica obbligatoria, la comunicazione è istantanea. Pertanto, il preavviso inizia a contarsi dal giorno stesso in cui invii il modulo tramite il portale del Ministero del Lavoro.

    Come si contano i giorni delle dimissioni?

    Salvo diverse e specifiche indicazioni presenti nel tuo CCNL, i giorni di preavviso si contano come giorni di calendario.

    Questo significa che nel calcolo devi includere anche i sabati, le domeniche e gli eventuali giorni festivi che cadono all'interno del periodo.

    Quanti giorni devo lavorare dopo aver dato le dimissioni?

    Dopo aver comunicato le dimissioni, sei tenuto a continuare a lavorare regolarmente per tutta la durata del periodo di preavviso.

    Il numero esatto di giorni lavorativi dipende, come detto, dal tuo CCNL, dal tuo livello e dalla tua anzianità di servizio.

    Cosa succede se non si rispetta il preavviso?

    Se decidi di interrompere il rapporto di lavoro prima della fine del periodo di preavviso, il datore di lavoro ha il diritto di trattenere dalla tua ultima busta paga una somma a titolo di "indennità sostitutiva del preavviso".

    L'importo di questa trattenuta è pari alla retribuzione che avresti percepito se avessi lavorato per i giorni di preavviso mancanti.

    È meglio dare le dimissioni il 1° o il 15 del mese?

    Questa è una domanda molto specifica la cui risposta dipende, ancora una volta, dal tuo CCNL.

    Alcuni contratti collettivi, come quello del Commercio, prevedono che il preavviso possa iniziare a decorrere solo dal 1° o dal 16° giorno di ogni mese. In questi casi, anche se presenti le dimissioni il giorno 5, il conteggio del preavviso partirà effettivamente dal giorno 16. Verificare questa clausola sul tuo contratto è essenziale per un calcolo corretto.

    Come so se le mie dimissioni sono andate a buon fine?

    Una volta completata la procedura online, il sistema del Ministero del Lavoro invia una notifica di conferma sia al tuo indirizzo email sia all'indirizzo PEC dell'azienda.

    Riceverai un documento in formato PDF che attesta l'avvenuta presentazione delle dimissioni, completo di un codice identificativo e della marca temporale che ne certifica la data e l'ora. È buona norma conservare questo documento come prova.

    Hai ancora dubbi sulla data di decorrenza delle dimissioni?

    Qualora ti servisse supporto per interpretare il tuo CCNL o volessi essere certo di eseguire ogni passo della procedura nel modo corretto, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di dimissioni volontarie e nel calcolo dei termini di preavviso.

    Parla con un avvocato

    Richiedi una chiamata di confronto gratuita sul tema o leggi l'articolo