Il periodo di prova è una fase delicata del rapporto di lavoro, e decidere di interromperlo può generare molti dubbi, soprattutto riguardo al diritto alla NASpI, l'indennità di disoccupazione. Con le novità introdotte per il 2025, è fondamentale avere un quadro chiaro della situazione. In questo articolo troverai risposte precise su quando spetta la NASpI in caso di dimissioni durante il periodo di prova.
Per affrontare la situazione con sicurezza ed evitare errori, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di NASpI e dimissioni nel periodo di prova.
Chi si dimette nel periodo di prova ha diritto alla NASpI?
La regola generale è che le dimissioni volontarie durante il periodo di prova non danno diritto a percepire la NASpI.
L'indennità di disoccupazione, infatti, è una prestazione pensata per chi perde il lavoro involontariamente. Dando le dimissioni, anche durante la prova, il lavoratore sceglie di interrompere il rapporto e viene a mancare il requisito della disoccupazione involontaria.
E se il datore di lavoro interrompe la prova, spetta la NASpI?
Sì, in questo caso la NASpI spetta.
Quando è il datore di lavoro a decidere di non proseguire il rapporto al termine o durante il periodo di prova, l'atto viene equiparato a un licenziamento. Di conseguenza, la perdita del lavoro è considerata involontaria.
Per ottenere l'indennità, il lavoratore dovrà comunque soddisfare gli altri requisiti richiesti dall'INPS, in particolare quello contributivo: avere almeno 13 settimane di contributi versati negli ultimi quattro anni.
In quale caso le dimissioni danno comunque diritto alla NASpI?
L'unica eccezione in cui le dimissioni volontarie permettono di accedere alla NASpI è quando queste avvengono per giusta causa.
La giusta causa si verifica quando il comportamento del datore di lavoro è talmente grave da non consentire la prosecuzione, neanche provvisoria, del rapporto. Alcuni esempi includono:
- Il mancato pagamento dello stipendio.
- Le molestie sessuali sul luogo di lavoro.
- Il mobbing o le vessazioni da parte di superiori o colleghi.
- La richiesta di compiere atti illeciti.
- Un significativo peggioramento delle mansioni senza giustificato motivo.
Quali sono le novità della NASpI 2025 in caso di dimissioni?
La legge 203/2024 ha introdotto un'importante novità per il 2025 che riguarda chi si dimette e poi trova un nuovo lavoro.
Se un lavoratore si dimette da un impiego - anche durante la prova - e successivamente viene assunto da un'altra azienda, per poter richiedere la NASpI in caso di perdita di questo nuovo lavoro dovrà aver lavorato per almeno 13 settimane nel nuovo rapporto.
In pratica, questo nuovo periodo di lavoro "sana" la precedente dimissione volontaria, a condizione che non siano trascorsi più di 12 mesi tra la data delle dimissioni e la nuova assunzione.
Come si presentano le dimissioni durante il periodo di prova?
Durante il periodo di prova, salvo diverse indicazioni del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL - applicato, sia il lavoratore che il datore di lavoro possono recedere dal contratto senza obbligo di preavviso.
Per comunicare le dimissioni, è sufficiente una comunicazione scritta e formale consegnata al datore di lavoro. Sebbene la procedura telematica sia sempre la via più sicura per formalizzare le dimissioni, durante la prova spesso non è strettamente richiesta, ma è consigliabile verificare cosa prevede il proprio CCNL.
Hai ancora dubbi sulle dimissioni in prova e la NASpI?
Se desideri valutare la tua situazione specifica o hai bisogno di un parere legale per capire come muoverti, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di dimissioni durante il periodo di prova e nel diritto alla NASpI.



