Se sei da poco diventato genitore e stai valutando di lasciare il tuo lavoro, potresti avere molti dubbi riguardo ai tuoi diritti. In questo articolo troverai una guida chiara su come funzionano le dimissioni protette entro il primo anno di vita del bambino e il tuo diritto all'indennità di disoccupazione NASpI nel 2024.
Per avere la certezza di seguire la procedura corretta ed evitare errori che potrebbero compromettere i tuoi diritti, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di dimissioni durante il periodo di tutela della genitorialità.
Le dimissioni prima dell'anno del bambino danno diritto alla disoccupazione?
Sì, la risposta è affermativa. Le dimissioni presentate dalla lavoratrice madre o dal lavoratore padre entro il primo anno di vita del bambino - o entro un anno dall'ingresso del minore in famiglia in caso di adozione o affidamento - sono considerate per giusta causa.
Questo significa che, pur essendo una scelta volontaria, la legge la equipara a un licenziamento e ti garantisce il diritto a percepire l'indennità di disoccupazione NASpI.
Come funzionano le dimissioni entro l'anno del bambino per ottenere la NASpI?
La procedura per dimettersi correttamente e accedere alla NASpI prevede alcuni passaggi fondamentali che devono essere seguiti con attenzione. L'iter corretto è il seguente:
- Presentare le dimissioni in via telematica attraverso il portale del Ministero del Lavoro o tramite un intermediario abilitato, come un patronato.
- Richiedere la convalida delle dimissioni presso l'Ispettorato Territoriale del Lavoro - ITL - competente per territorio. Questo passaggio è obbligatorio e indispensabile: senza la convalida, le dimissioni sono inefficaci e non danno diritto alla NASpI.
- Una volta ottenuta la convalida, presentare la domanda di indennità di disoccupazione NASpI all'INPS, sempre per via telematica o tramite patronato.
Il lavoratore padre ha diritto alla NASpI se si dimette entro l'anno del bambino?
Sì, anche il padre lavoratore può beneficiare di questa tutela e avere diritto alla NASpI se si dimette entro il primo anno di vita del figlio.
La condizione necessaria, però, è che il padre abbia usufruito del congedo di paternità obbligatorio o alternativo. Se questo requisito è soddisfatto, la procedura da seguire e i diritti riconosciuti sono identici a quelli previsti per la lavoratrice madre.
Chi si dimette entro l'anno del bambino deve dare il preavviso?
No, il genitore che si dimette durante il primo anno di vita del figlio non è tenuto a rispettare il periodo di preavviso previsto dal suo contratto di lavoro.
Anzi, è il datore di lavoro a dover corrispondere al lavoratore o alla lavoratrice la relativa indennità sostitutiva del preavviso, come se si trattasse di un licenziamento senza preavviso da parte dell'azienda.
Quanto dura la NASpI in caso di dimissioni entro l'anno del bambino?
La durata della NASpI non cambia in base al motivo che ha dato origine al diritto.
L'indennità viene corrisposta per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive presenti negli ultimi quattro anni, per un massimo di 24 mesi.
Se mi dimetto dopo il primo anno del bambino, ho diritto alla NASpI?
No, questa specifica tutela cessa al compimento del primo anno di età del bambino.
Se le dimissioni vengono presentate dopo il primo anno ma entro il terzo anno di vita del figlio, è ancora necessaria la convalida presso l'ITL, ma non si ha più diritto a percepire la NASpI, in quanto le dimissioni tornano a essere considerate volontarie e non per giusta causa.
Hai ancora dubbi sulle dimissioni nell'anno del bambino?
Se desideri valutare la tua situazione specifica o hai bisogno di un supporto per gestire la procedura senza commettere errori, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di dimissioni protette per neo-genitori e nelle richieste di indennità NASpI.