Giusto.

    Dimissioni madre entro l'anno: NASpI senza preavviso

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    Se sei una neomamma e stai valutando di lasciare il tuo lavoro, è fondamentale conoscere i tuoi diritti. In questo articolo troverai una guida chiara su come presentare le dimissioni protette entro il primo anno di vita del tuo bambino, accedendo alla disoccupazione NASpI e senza obbligo di preavviso.

    Per affrontare la situazione con la massima certezza e senza commettere errori, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di dimissioni della lavoratrice madre e dei relativi diritti.

    Come si presentano le dimissioni con un figlio sotto l'anno?

    Presentare le dimissioni durante il periodo di tutela, ovvero entro il primo anno di vita del bambino, richiede una procedura specifica e non può essere fatto con la semplice modalità telematica standard.

    Questo perché la legge prevede un passaggio obbligatorio per garantire che la tua scelta sia genuina e non il risultato di pressioni da parte del datore di lavoro.

    I passaggi da seguire sono due:

    • Comunicazione all'azienda: Devi prima inviare una lettera di dimissioni al tuo datore di lavoro. In questa comunicazione è importante specificare che la decisione è motivata dalla tua situazione di madre lavoratrice nel periodo protetto.
    • Convalida all'Ispettorato: Successivamente, devi contattare l'Ispettorato Territoriale del Lavoro - ITL - della tua provincia. Ti verrà chiesto di compilare un apposito modulo con cui confermerai formalmente la tua volontà di interrompere il rapporto di lavoro.

    Questa convalida è un requisito indispensabile per rendere le dimissioni efficaci.

    Licenziandosi entro il primo anno del bambino spetta la disoccupazione?

    Sì, assolutamente.

    Le dimissioni rassegnate dalla madre entro il primo anno di vita del figlio sono legalmente equiparate a un licenziamento per giusta causa. Questo status ti garantisce il diritto di accedere all'indennità di disoccupazione NASpI.

    Tuttavia, è cruciale ricordare che potrai presentare la domanda di NASpI all'INPS solo dopo aver ottenuto il verbale di convalida da parte dell'Ispettorato del Lavoro.

    La domanda di disoccupazione deve essere inviata telematicamente entro 68 giorni dalla data ufficiale di cessazione del rapporto. Puoi farlo in autonomia dal portale INPS, utilizzando SPID, CIE o CNS, oppure puoi farti assistere gratuitamente da un Patronato.

    Si deve dare il preavviso e si ha diritto all'indennità sostitutiva?

    No, la lavoratrice che si dimette in questo periodo protetto non ha l'obbligo di rispettare il periodo di preavviso previsto dal suo contratto di lavoro.

    Anzi, accade il contrario. È il datore di lavoro che deve corrispondere alla lavoratrice la cosiddetta indennità sostitutiva del preavviso, come se fosse stato lui a interrompere il rapporto senza preavviso.

    Questo rappresenta un'ulteriore tutela economica a tuo favore.

    Come funziona e quanto dura la NASpI in questo caso?

    Per quanto riguarda il funzionamento, una volta ottenuta la convalida delle dimissioni, l'accesso alla NASpI è subordinato al possesso dei requisiti ordinari richiesti dall'INPS.

    Nello specifico, devi avere:

    • Almeno 13 settimane di contributi versati nei quattro anni che precedono l'inizio del periodo di disoccupazione.
    • Almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi che precedono la cessazione del rapporto.

    La durata dell'indennità segue poi le normali regole di calcolo della NASpI, basate sulla contribuzione versata nei quattro anni precedenti la data di cessazione del rapporto.

    Le stesse tutele valgono anche per il padre lavoratore?

    Anche il padre lavoratore che si dimette entro il primo anno di vita del bambino gode di tutele simili, come l'accesso alla NASpI e l'esonero dal preavviso.

    La normativa prevede queste garanzie in alternativa alla madre o in specifiche condizioni, ad esempio in caso di fruizione del congedo di paternità obbligatorio o alternativo.

    Data la specificità delle casistiche, questa è una di quelle situazioni in cui un parere mirato può chiarire ogni dubbio.

    L'azienda può rifiutare questo tipo di dimissioni?

    No, il datore di lavoro non può in alcun modo rifiutare le dimissioni presentate secondo questa procedura.

    Si tratta di un diritto potestativo della lavoratrice o del lavoratore. Una volta che la procedura di convalida presso l'Ispettorato del Lavoro è stata completata con successo, il rapporto di lavoro cessa a tutti gli effetti, senza che l'azienda possa opporsi.

    Cosa serve al CAF o al Patronato per le dimissioni e la NASpI?

    Se decidi di farti assistere da un Patronato per la domanda di NASpI, ti verrà richiesto di presentare alcuni documenti fondamentali per istruire la pratica.

    Sebbene ogni centro di assistenza possa avere richieste specifiche, solitamente i documenti necessari sono:

    • Un tuo documento di identità valido e il codice fiscale.
    • La copia della lettera di dimissioni che hai inviato all'azienda.
    • Il modulo di convalida che ti è stato rilasciato dall'Ispettorato del Lavoro.
    • Le ultime buste paga, utili per la verifica dei dati contrattuali e retributivi.
    • Un documento che attesti il tuo IBAN, necessario per l'accredito dell'indennità.

    Hai ancora dubbi sulle dimissioni da madre lavoratrice?

    Se desideri valutare la tua situazione specifica o hai bisogno di supporto per gestire la procedura correttamente, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto. Ti permetterà di parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di dimissioni protette per le neo-mamme.

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