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    Dimissioni per giusta causa: procedura inps e naspi

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    Se stai valutando di interrompere il tuo rapporto di lavoro a causa di una situazione insostenibile, è fondamentale conoscere la procedura corretta per non perdere i tuoi diritti. In questo articolo troverai una guida chiara sulla procedura di dimissioni per giusta causa, su come accedere alla NASpI e su quali sono i tuoi diritti.

    Per affrontare la situazione con sicurezza, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina e parlare in modo gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in questioni legate a Dimissioni per giusta causa INPS.

    Quali sono le giuste cause per licenziarsi e prendere la NASpI?

    Le dimissioni per giusta causa sono possibili solo quando si verifica un inadempimento grave da parte del datore di lavoro, tale da non consentire la prosecuzione, neanche provvisoria, del rapporto.

    La giurisprudenza prevalente riconosce come giusta causa le seguenti situazioni:

    • Mancato pagamento della retribuzione, in genere per un ritardo di almeno due mensilità.
    • Molestie sessuali, vessazioni o mobbing sul luogo di lavoro.
    • Omesso versamento dei contributi previdenziali da parte del datore di lavoro.
    • Trasferimento illegittimo del lavoratore in un'altra sede, senza che vi siano comprovate ragioni tecniche, organizzative o produttive.
    • Modifica peggiorativa delle mansioni che porta a una dequalificazione professionale.
    • Comportamenti ingiuriosi o offensivi da parte del superiore gerarchico.

    Come si fa a dare le dimissioni per giusta causa?

    La procedura è esclusivamente telematica e non può essere comunicata con una semplice lettera.

    Hai due possibilità per formalizzare le dimissioni:

    • In autonomia, accedendo al portale del Ministero del Lavoro o al sito INPS con le tue credenziali SPID, CIE o CNS. Durante la compilazione, dovrai selezionare l'opzione "giusta causa" come motivazione.
    • Tramite un soggetto abilitato, come un patronato, un sindacato o un consulente del lavoro, che si occuperà di inviare la comunicazione per tuo conto.

    Prima di avviare la procedura, è sempre consigliabile raccogliere tutta la documentazione che prova la violazione del datore di lavoro.

    Che differenza c’è tra dimissioni volontarie e giusta causa?

    La differenza è sostanziale e riguarda principalmente preavviso e accesso alla disoccupazione.

    Le dimissioni volontarie sono una scelta libera del lavoratore non causata da un inadempimento del datore. In questo caso, il lavoratore è tenuto a rispettare il periodo di preavviso previsto dal suo contratto e, di norma, non ha diritto a ricevere l'indennità di disoccupazione NASpI.

    Le dimissioni per giusta causa, invece, derivano da una colpa del datore. Per questo motivo, il lavoratore può interrompere il rapporto di lavoro immediatamente - senza preavviso - e ha diritto a richiedere la NASpI.

    Cosa succede dopo aver dato le dimissioni per giusta causa?

    Una volta inviata la comunicazione telematica, il rapporto di lavoro cessa con effetto immediato.

    A questo punto, si verificano due conseguenze importanti:

    • Il datore di lavoro è tenuto a corrisponderti l'indennità sostitutiva del preavviso, come una sorta di risarcimento per la cessazione immediata del rapporto causata da una sua colpa.
    • Puoi presentare la domanda di disoccupazione NASpI all'INPS, sempre per via telematica. È fortemente raccomandato allegare alla domanda la documentazione che attesta la giusta causa - come solleciti di pagamento o diffide legali - per accelerare l'istruttoria ed evitare un possibile rigetto.

    Il datore di lavoro può rifiutare dimissioni per giusta causa?

    No, il datore di lavoro non può rifiutare le dimissioni, perché sono un atto unilaterale del lavoratore.

    Tuttavia, può contestare l'esistenza della giusta causa. Se il datore ritiene che le motivazioni non siano valide o sufficientemente gravi, potrebbe rifiutarsi di pagare l'indennità di preavviso e la questione potrebbe finire davanti a un giudice del lavoro.

    Per questo motivo, è essenziale avere prove concrete a sostegno delle proprie ragioni prima di procedere.

    Chi controlla le dimissioni per giusta causa?

    Il primo ente che effettua un controllo è l'INPS.

    Quando presenti la domanda di NASpI, l'Istituto verifica che la motivazione delle dimissioni rientri tra quelle che danno diritto all'indennità. L'INPS può richiedere documentazione aggiuntiva per accertare la veridicità della giusta causa dichiarata.

    In caso di contenzioso legale, sarà poi il giudice del lavoro a valutare la legittimità delle dimissioni e a stabilire chi ha ragione tra lavoratore e datore di lavoro.

    Hai ancora dubbi sulle dimissioni per giusta causa?

    Qualora ti servisse supporto per valutare la tua situazione specifica e capire come procedere nel modo corretto, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto. Ti permetterà di parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in questioni legate alle dimissioni per giusta causa e alla richiesta di NASpI.

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