Se stai pensando di presentare le dimissioni volontarie come infermiere, è fondamentale conoscere la procedura corretta e i termini di preavviso per evitare spiacevoli conseguenze. In questo articolo troverai una guida chiara basata sulle normative del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL - della Sanità, sia per il settore pubblico che per quello privato.
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Quanto preavviso bisogna dare per le dimissioni volontarie da infermiere?
Il periodo di preavviso varia in base al contratto di lavoro applicato, pubblico o privato, e all'anzianità di servizio del dipendente.
Per gli infermieri assunti a tempo indeterminato nel settore pubblico, il CCNL Sanità 2019-2021 stabilisce termini di preavviso ridotti alla metà rispetto a quelli previsti per il licenziamento. La durata esatta dipende dagli anni di servizio maturati:
- 1 mese per anzianità di servizio fino a 5 anni
- 1 mese e mezzo per anzianità di servizio tra 5 e 10 anni
- 2 mesi per anzianità di servizio oltre i 10 anni
Per le figure di quadro, il preavviso può variare da 3 a 6 mesi.
Nel settore privato, invece, si fa riferimento al CCNL Sanità Privata - AIOP/ARIS - o ad altri contratti collettivi applicati, che definiscono i rispettivi termini di preavviso.
Come funziona la procedura di dimissione volontaria in ospedale?
Anche la procedura cambia a seconda che si lavori nel pubblico o nel privato.
Nel pubblico impiego, le dimissioni devono essere presentate in forma scritta, tramite una lettera cartacea o una PEC - Posta Elettronica Certificata - indirizzata direttamente all'amministrazione di appartenenza. È importante sottolineare che per i dipendenti pubblici non si utilizza la procedura telematica online sul portale Cliclavoro, prevista invece per la maggior parte dei lavoratori del settore privato.
Un aspetto cruciale riguarda la decorrenza del preavviso. I giorni non iniziano a scalare dal momento della comunicazione, ma dal primo o dal sedicesimo giorno del mese successivo a quello in cui le dimissioni sono state presentate. Per questo motivo, è consigliabile comunicare la propria decisione a ridosso di tali date.
L'amministrazione può rifiutare le dimissioni?
No, le dimissioni volontarie sono un atto unilaterale e l'azienda sanitaria o l'ospedale non possono rifiutarle.
L'amministrazione ha però il diritto di esigere il rispetto del periodo di preavviso previsto dal contratto collettivo.
Cosa succede se non si rispetta il preavviso?
In caso di mancato o parziale rispetto dei termini di preavviso, l'amministrazione ha il diritto di trattenere una somma corrispondente alla retribuzione dei giorni di preavviso non lavorati.
Questa trattenuta viene definita "indennità sostitutiva del preavviso" e viene solitamente scalata dall'ultima busta paga o dal TFR.
Chi si dimette volontariamente ha diritto alla disoccupazione NASpI?
Generalmente, chi presenta le dimissioni volontarie non ha diritto a percepire l'indennità di disoccupazione NASpI erogata dall'INPS.
Questo diritto viene meno perché la perdita del lavoro è frutto di una scelta volontaria del lavoratore. L'unica eccezione a questa regola si verifica in caso di dimissioni per giusta causa, ad esempio a seguito di gravi inadempimenti da parte del datore di lavoro.
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