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    Licenziamento per assenza: dopo quanti giorni e regole

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    L'idea che dopo tre giorni di assenza ingiustificata scatti in automatico il licenziamento è molto diffusa, ma non sempre corrisponde alla realtà giuridica dei fatti. La gestione di un'assenza non comunicata è una procedura delicata, regolata da norme precise e, soprattutto, dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro applicato. In questo articolo analizzeremo insieme le tempistiche reali, le procedure corrette e le recenti novità normative che ogni lavoratore dovrebbe conoscere. Per affrontare la situazione con la massima certezza, puoi compilare subito il modulo presente in cima a questa pagina per parlare in modo gratis e senza impegno con un avvocato specializzato in questioni legate al licenziamento per assenza.

    Dopo quanti giorni di assenza ingiustificata scatta il licenziamento?

    Il licenziamento non scatta quasi mai in modo automatico dopo soli tre giorni. La soglia di giorni consecutivi di assenza ingiustificata che può portare a un licenziamento disciplinare è stabilita dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL - di riferimento.

    Questo significa che il numero di giorni varia a seconda del settore in cui si lavora.

    Generalmente, la maggior parte dei contratti collettivi prevede una soglia che si attesta tra i 3 e i 5 giorni. Ad esempio:

    • Per i lavoratori del settore commercio o industria, la soglia è spesso fissata tra i 3 e i 4 giorni consecutivi di assenza senza giustificazione.
    • Altri CCNL possono prevedere termini differenti.

    È quindi fondamentale consultare il proprio CCNL per conoscere la regola esatta applicabile al proprio rapporto di lavoro.

    Quali sono le regole che il datore di lavoro deve seguire?

    Anche se il lavoratore supera la soglia di giorni di assenza prevista dal CCNL, il datore di lavoro non può procedere a un licenziamento immediato. Deve obbligatoriamente avviare e rispettare una specifica procedura disciplinare.

    La procedura si articola in passaggi ben definiti:

    • Il datore di lavoro deve inviare al lavoratore una lettera di contestazione disciplinare scritta, in cui descrive l'assenza ingiustificata e chiede spiegazioni.
    • Il lavoratore ha a disposizione un termine per presentare le proprie giustificazioni, che di solito è di 5 giorni dal ricevimento della lettera.
    • Solo dopo aver ricevuto le giustificazioni del lavoratore, o dopo che il termine sia trascorso senza risposta, il datore di lavoro può decidere se procedere con il licenziamento.

    Cosa succede se l'assenza supera i 15 giorni?

    Una recente novità normativa, introdotta con la Legge 203/2024, ha previsto un meccanismo alternativo al licenziamento per le assenze molto prolungate.

    Se l'assenza ingiustificata del lavoratore si protrae oltre i 15 giorni, o oltre il diverso termine previsto dal CCNL se superiore, il rapporto di lavoro può essere considerato risolto per dimissioni volontarie tacite.

    In questo caso, il datore di lavoro comunica la situazione all'Ispettorato del Lavoro per registrare la cessazione del rapporto. Il comportamento del lavoratore - la sua assenza prolungata e non motivata - viene interpretato dalla legge come una chiara volontà di dimettersi.

    Si ha diritto alla NASpI in caso di assenza ingiustificata?

    L'accesso all'indennità di disoccupazione NASpI dipende da come si è concluso il rapporto di lavoro.

    Se il rapporto cessa a seguito di un licenziamento disciplinare per giusta causa, il lavoratore ha generalmente diritto alla NASpI, poiché si tratta di una perdita involontaria del posto di lavoro.

    Al contrario, nel caso delle dimissioni per fatti concludenti, cioè quando l'assenza supera i 15 giorni e viene equiparata a dimissioni volontarie, il lavoratore di solito non ha diritto a percepire la NASpI.

    Hai ancora dubbi sul licenziamento per assenza?

    Se desideri analizzare il tuo caso specifico o hai bisogno di capire come muoverti, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato specializzato in questioni legate al licenziamento per assenza ingiustificata.

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