Giusto.

    Dopo 6 mesi di malattia ti possono licenziare?

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    Affrontare un lungo periodo di malattia è già di per sé una sfida complessa, e la preoccupazione per il proprio posto di lavoro può aggiungere un ulteriore carico di stress. Se ti stai chiedendo cosa prevede la legge riguardo al licenziamento dopo un'assenza prolungata, in questo articolo troverai risposte chiare e ordinate. Per affrontare la situazione con la giusta preparazione, puoi compilare subito il modulo che trovi in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di licenziamenti legati a periodi di malattia.

    Quanto tempo posso stare in malattia prima di essere licenziato?

    Non esiste un limite di tempo unico valido per tutti i lavoratori. La durata massima dell'assenza per malattia prima che il datore di lavoro possa procedere al licenziamento è definita dal "periodo di comporto".

    Questo periodo non è fissato dalla legge in modo universale, ma è stabilito dai singoli Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro - CCNL. È quindi fondamentale controllare cosa prevede il proprio CCNL di riferimento, poiché la durata del comporto può variare in modo significativo.

    Cosa succede se supero i 6 mesi di malattia?

    Se i 6 mesi - o 180 giorni - corrispondono al superamento del periodo di comporto previsto dal tuo CCNL, il datore di lavoro acquisisce il diritto di recedere dal contratto di lavoro.

    È importante sottolineare che il licenziamento non è automatico. Il datore di lavoro può scegliere di licenziare il dipendente, ma deve comunicarlo formalmente. Se non lo fa, il rapporto di lavoro prosegue. I 180 giorni, inoltre, rappresentano spesso il limite per ricevere l'indennità di malattia dall'INPS, ma non sempre coincidono con il termine del periodo di comporto per il licenziamento.

    Quali sono i motivi per licenziare un dipendente per malattia?

    Un datore di lavoro può legittimamente licenziare un dipendente in relazione a una malattia principalmente in due circostanze:

    • Superamento del periodo di comporto: Come già spiegato, questa è la causa più comune. Una volta esaurito il numero massimo di giorni di assenza consentiti dal CCNL, il datore può procedere con il licenziamento.
    • Inidoneità permanente alla mansione: Se lo stato di salute del lavoratore, certificato dal medico competente, risulta tale da impedirgli in modo definitivo di svolgere le mansioni per cui è stato assunto, il licenziamento è possibile anche prima del superamento del comporto, a condizione che non sia possibile ricollocarlo in altre mansioni compatibili con il suo stato di salute - il cosiddetto obbligo di repêchage.

    Il licenziamento è invece illegittimo se avviene prima che il periodo di comporto sia terminato o se la malattia è stata causata da un ambiente di lavoro non sicuro o nocivo, di cui il datore di lavoro è responsabile.

    Chi viene licenziato per malattia ha diritto alla disoccupazione?

    Sì. Il lavoratore licenziato per superamento del periodo di comporto ha diritto a percepire l'indennità di disoccupazione, conosciuta come NASpI.

    Questo avviene perché il licenziamento per questa motivazione è considerato una perdita involontaria del posto di lavoro, che è il requisito fondamentale per poter accedere all'indennità erogata dall'INPS.

    Quanta malattia si può fare con un contratto a tempo indeterminato?

    Anche in caso di contratto a tempo indeterminato, la regola non cambia: il limite massimo di assenze per malattia è sempre quello stabilito dal periodo di comporto del proprio CCNL.

    Il contratto a tempo indeterminato non garantisce una tutela illimitata contro il licenziamento per malattia. Garantisce semplicemente che le tutele previste, inclusa la durata del comporto, siano applicate secondo le norme contrattuali.

    Hai dubbi sul licenziamento dopo un lungo periodo di malattia?

    Se desideri valutare la tua situazione specifica e capire quali passi compiere, compila il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di licenziamento per superamento del periodo di comporto.

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