Se stai pensando di presentare le dimissioni dal tuo attuale posto di lavoro, è fondamentale comprendere come si calcola il periodo di preavviso per evitare errori e possibili trattenute economiche. Calcolare correttamente i giorni, la decorrenza e l'ultimo giorno di lavoro ti permette di gestire la transizione in modo sereno e professionale.
In questa guida troverai una spiegazione chiara basata sulle domande più frequenti in materia. Per affrontare la situazione con sicurezza, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nel corretto calcolo del preavviso di dimissioni.
Il preavviso si calcola in giorni lavorativi o di calendario?
Il periodo di preavviso si calcola sempre in giorni di calendario.
Questo significa che nel conteggio devono essere inclusi anche i sabati, le domeniche e gli eventuali giorni festivi che ricadono all'interno del periodo, senza alcuna esclusione.
La durata esatta del preavviso è stabilita dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL - di riferimento, e varia in base al livello di inquadramento e all'anzianità di servizio del dipendente.
Da quando partono i giorni di preavviso per le dimissioni?
La decorrenza del preavviso, ovvero il suo giorno di inizio, non coincide quasi mai con la data in cui si invia la comunicazione di dimissioni.
La maggior parte dei CCNL, come quello del Commercio, prevede che il periodo di preavviso inizi a decorrere da una data fissa:
- Il 1° giorno del mese
- Il 16° giorno del mese
La regola generale è che il preavviso inizia a decorrere dal 1° o dal 16° giorno del mese successivo alla data di comunicazione delle dimissioni. È quindi essenziale verificare cosa prevede il proprio contratto collettivo.
Come si contano i giorni di preavviso per calcolare la data di dimissioni?
Una volta individuati la durata e il giorno di inizio del preavviso, il calcolo della data finale diventa un semplice conteggio di giorni di calendario.
Vediamo due esempi pratici per chiarire il meccanismo.
-
Esempio 1: Preavviso semplice di 30 giorni di calendario. Se un CCNL non prevede le date fisse del 1° o del 16, e il preavviso è di 30 giorni, inviando le dimissioni il 10 marzo, il preavviso decorre dal giorno successivo. L'ultimo giorno di lavoro sarà quindi il 9 aprile.
-
Esempio 2: Preavviso secondo il CCNL Commercio. Un impiegato con un preavviso di 15 giorni invia le dimissioni il 5 maggio. Il preavviso non parte subito, ma dal primo termine utile, cioè il 16 maggio. Contando 15 giorni di calendario dal 16 maggio, l'ultimo giorno di lavoro sarà il 30 maggio.
La data di decorrenza delle dimissioni è l'ultimo giorno di lavoro?
No, ed è importante non confondere i due concetti. La "data di decorrenza delle dimissioni" che si inserisce nel modulo telematico INPS non è l'ultimo giorno di lavoro, ma il primo giorno in cui non si è più dipendenti dell'azienda.
Se, ad esempio, l'ultimo giorno di lavoro è il 31 maggio, la data di decorrenza delle dimissioni da indicare sarà il 1° giugno.
È obbligatorio rispettare sempre il preavviso indicato dal ccnl?
Sì, il preavviso è un obbligo previsto dalla legge a tutela di entrambe le parti del rapporto di lavoro. Il dipendente è tenuto a rispettarlo, così come il datore di lavoro in caso di licenziamento.
Esistono tuttavia delle eccezioni in cui il preavviso non è richiesto, come ad esempio in caso di:
- Dimissioni per giusta causa.
- Dimissioni durante il periodo di prova.
- Risoluzione consensuale del rapporto.
Cosa succede se non rispetto il preavviso o faccio un giorno in meno?
Il mancato o parziale rispetto del periodo di preavviso comporta una conseguenza economica per il lavoratore.
Il datore di lavoro ha il diritto di trattenere dalle competenze di fine rapporto - come ultima busta paga, TFR e ratei - una somma corrispondente alla retribuzione che sarebbe spettata per i giorni di preavviso non lavorati. Questa trattenuta è nota come "indennità sostitutiva del preavviso".
Quali assenze interrompono o sospendono il periodo di preavviso?
Alcuni eventi che si verificano durante il periodo di preavviso possono sospenderne il conteggio, che riprenderà solo al termine dell'evento stesso. Le cause più comuni di sospensione sono:
- Malattia
- Infortunio sul lavoro
- Maternità
- Ferie, solo se concordate tra le parti prima della comunicazione di dimissioni.
Hai bisogno di aiuto con il calcolo del preavviso di dimissioni?
Qualora desiderassi valutare la tua situazione specifica per essere certo di agire nel modo corretto, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di dimissioni e nel calcolo del relativo preavviso.



