Se ti trovi ad affrontare la fine di un rapporto di lavoro e devi determinare un'indennità risarcitoria, ad esempio in caso di licenziamento illegittimo, è fondamentale comprendere come si calcola la retribuzione globale di fatto. Questo valore è la base per quantificare l'importo che ti spetta. In questo articolo, analizzeremo in modo chiaro e pratico tutti gli elementi necessari per effettuare questo calcolo.
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Che cos'è la retribuzione globale di fatto?
La retribuzione globale di fatto - RGF - rappresenta la somma di tutti gli emolumenti che il lavoratore percepisce con continuità nel corso del rapporto di lavoro.
Questa non va confusa con la semplice paga base indicata nel contratto, perché include numerose voci aggiuntive. La sua funzione è quella di costituire la base di calcolo per diverse indennità, tra cui quella risarcitoria prevista in caso di licenziamento illegittimo ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.
In sostanza, corrisponde a tutto ciò che il lavoratore avrebbe percepito se avesse continuato a lavorare.
Quali elementi sono inclusi nel calcolo della retribuzione globale di fatto?
Per un calcolo corretto, è necessario includere tutte le voci retributive che hanno carattere di stabilità e continuità. Le componenti principali sono:
- Paga base e indennità di contingenza
- Scatti di anzianità
- Superminimi individuali o collettivi, se erogati in modo fisso
- Indennità fisse e continuative, come l'indennità di funzione
- Ratei delle mensilità aggiuntive, come tredicesima e quattordicesima
- Compensi accessori ricorrenti, come la media degli straordinari svolti con regolarità negli ultimi mesi
Quali elementi sono invece esclusi dal calcolo?
Dal calcolo della retribuzione globale di fatto devono essere escluse tutte le somme che non hanno natura retributiva o che vengono erogate in modo saltuario e occasionale. Tra queste troviamo:
- Rimborsi spese
- Somme corrisposte una tantum o legate a eventi eccezionali
Come si calcola in pratica la retribuzione globale di fatto per l'indennità?
Vediamo un esempio concreto per comprendere meglio il procedimento, basandoci sull'ultima busta paga utile.
Supponiamo che le voci retributive mensili di un lavoratore siano le seguenti:
- Paga base e contingenza: € 1.300,00
- Scatti di anzianità: € 50,00
- Superminimo fisso: € 150,00
- Indennità di funzione continuativa: € 100,00
- Rateo tredicesima: € 133,33
- Media straordinari ricorrenti ultimi 12 mesi: € 100,00
La retribuzione globale di fatto mensile si ottiene sommando tutte queste voci: 1.300 + 50 + 150 + 100 + 133,33 + 100 = € 1.833,33
Se l'indennità risarcitoria fosse pari a 5 mensilità, il calcolo finale sarebbe: € 1.833,33 × 5 = € 9.166,65
Cosa cambia con il contratto a tutele crescenti - Jobs Act?
È importante fare una distinzione fondamentale per i lavoratori assunti con contratto a tutele crescenti, ovvero dopo il 7 marzo 2015.
In questi casi, la legge prevede che la base di calcolo per l'indennità risarcitoria non sia la retribuzione globale di fatto.
Al suo posto, si utilizza l'ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del Trattamento di Fine Rapporto - TFR.
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