Se sei un dipendente di un Ente Locale e stai pensando di dare le dimissioni o il tuo rapporto di lavoro sta per concludersi, è naturale avere dubbi su come gestire le ferie residue durante il periodo di preavviso. Le regole sono cambiate di recente e capire le nuove disposizioni è fondamentale per tutelare i propri diritti. In questo articolo, vedremo insieme come funziona ora la fruizione delle ferie nel preavviso per i dipendenti degli Enti Locali, alla luce delle novità contrattuali.
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Come funziona il preavviso negli enti locali?
Il preavviso è il periodo di tempo che intercorre tra la comunicazione di recesso - dimissioni o licenziamento - e l'effettiva cessazione del rapporto di lavoro.
Durante questo periodo, il rapporto di lavoro prosegue normalmente, con i relativi obblighi sia per il dipendente, che deve continuare a svolgere la sua prestazione, sia per l'ente, che deve corrispondere la retribuzione.
La sua durata è definita dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL - e dipende dall'anzianità di servizio e dalla categoria di inquadramento del dipendente. In linea di principio, il preavviso rimane un accordo tra le parti, che possono concordare modalità specifiche per la sua gestione.
È possibile prendere ferie durante il preavviso?
Sì, questa è la principale novità. Con il nuovo CCNL Funzioni Locali 2022-2024, è stata superata la precedente regola che vietava la fruizione delle ferie durante il preavviso.
In passato, secondo il vecchio CCNL, la richiesta di ferie durante il preavviso ne sospendeva il decorso. Questo significava che i giorni di ferie fruiti dovevano essere "recuperati" al termine del periodo di riposo, allungando di fatto la durata del preavviso stesso.
Oggi, il nuovo art. 39, comma 6, del CCNL permette espressamente di godere delle ferie maturate e non ancora fruite anche durante il periodo di preavviso, senza che questo ne sospenda la durata.
Cosa succede se chiedo le ferie durante il preavviso?
Una volta comunicate le dimissioni e iniziato il periodo di preavviso, la gestione delle ferie residue dipende dall'accordo con l'ente e dalle sue esigenze organizzative.
Se il dipendente ha un residuo di giorni di ferie, può chiedere di utilizzarli per coprire, in tutto o in parte, il periodo di preavviso. L'ente può accogliere la richiesta, permettendo al lavoratore di smaltire le ferie prima della cessazione definitiva del rapporto.
Tuttavia, l'amministrazione può negare la fruizione delle ferie per comprovate esigenze di servizio, chiedendo al dipendente di rimanere in servizio e di lavorare fino all'ultimo giorno previsto dal preavviso.
E se l’ente mi chiede di lavorare fino all’ultimo giorno?
Se l'ente, per esigenze organizzative, non concede la fruizione delle ferie durante il preavviso, il dipendente è tenuto a prestare la propria attività lavorativa per l'intera durata del periodo.
In questo caso, le ferie maturate e non godute non vanno perse. La normativa prevede che queste debbano essere obbligatoriamente liquidate economicamente. Di conseguenza:
- Il dipendente lavora tutto il periodo di preavviso.
- Le ferie non fruite vengono "monetizzate".
- Il loro valore economico viene corrisposto al dipendente con l'ultima busta paga.
Questa opzione, che prima era la regola, oggi è considerata una soluzione residuale, da applicare solo quando non sia possibile godere effettivamente del riposo.
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