Ricevere una lettera di licenziamento per giusta causa può essere un'esperienza destabilizzante, ma è importante sapere che la legge ti offre degli strumenti per difenderti qualora tu ritenga che la decisione dell'azienda sia ingiusta o infondata. In questa guida vedremo insieme come funziona l'impugnazione, quali sono i termini perentori da rispettare e come strutturare una lettera di contestazione efficace.
Per essere certo di non commettere errori e agire nel modo corretto, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare in modo gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in questioni legate all'impugnazione del licenziamento per giusta causa.
Cos'è l'impugnazione di un licenziamento per giusta causa?
L'impugnazione del licenziamento è l'atto formale con cui il lavoratore comunica al datore di lavoro la sua volontà di contestare la validità del licenziamento ricevuto.
Questa comunicazione deve essere fatta per iscritto e rappresenta il primo passo indispensabile per avviare un percorso che può portare, se ne sussistono i presupposti, alla reintegra nel posto di lavoro o a un risarcimento del danno.
L'obiettivo è far dichiarare il licenziamento illegittimo da un giudice, dimostrando che la "giusta causa" addotta dall'azienda non era in realtà così grave da giustificare la rottura immediata del rapporto di lavoro.
Come si scrive la lettera di impugnazione e quale fac simile utilizzare?
La lettera di impugnazione, tecnicamente chiamata impugnazione stragiudiziale, non richiede formule sacramentali, ma deve contenere in modo chiaro e inequivocabile la volontà di contestare il licenziamento.
Un fac simile di lettera di impugnazione dovrebbe includere i seguenti elementi essenziali:
- Dati del lavoratore: nome, cognome, codice fiscale e indirizzo di residenza.
- Dati del datore di lavoro: ragione sociale e indirizzo della sede legale dell'azienda.
- Oggetto: indicare chiaramente "Impugnazione licenziamento del [data del licenziamento]".
- Corpo della lettera: una frase semplice ma diretta, come "Con la presente, il sottoscritto intende impugnare il licenziamento comunicatogli in data [data] in quanto illegittimo e/o infondato".
- Riserva di azione legale: è utile aggiungere una formula con cui ci si riserva di agire nelle sedi opportune per la tutela dei propri diritti.
- Data e firma: la lettera deve essere datata e firmata dal lavoratore.
Questa comunicazione deve essere inviata tramite un mezzo che garantisca la prova di avvenuta ricezione, come una raccomandata con ricevuta di ritorno o una Posta Elettronica Certificata - PEC.
Quali sono i termini da rispettare per l'impugnazione?
Il rispetto dei termini è fondamentale, poiché il loro superamento rende impossibile qualsiasi azione successiva. La legge prevede una procedura a due fasi con scadenze precise e perentorie.
- Entro 60 giorni: dalla data di ricezione della lettera di licenziamento, il lavoratore deve inviare la lettera di impugnazione stragiudiziale al datore di lavoro.
- Entro i successivi 180 giorni: dall'invio della lettera di impugnazione, il lavoratore deve depositare il ricorso presso il Tribunale del Lavoro oppure comunicare all'azienda la richiesta di tentativo di conciliazione.
Se anche una sola di queste scadenze non viene rispettata, si perde il diritto di contestare il licenziamento.
Cosa succede dopo aver inviato la lettera di impugnazione?
Una volta che il datore di lavoro ha ricevuto la lettera, si aprono diversi scenari possibili.
L'azienda potrebbe decidere di non rispondere, ritenendo legittima la propria decisione. In questo caso, l'unica via per il lavoratore è procedere con il deposito del ricorso in tribunale entro il termine di 180 giorni.
In alternativa, l'azienda potrebbe contattare il lavoratore, o il suo legale, per trovare un accordo transattivo, una cosiddetta conciliazione, che eviti di andare in causa. Questo accordo di solito prevede il pagamento di una somma di denaro al lavoratore a fronte della sua rinuncia a ogni pretesa legata al licenziamento.
Qual è la differenza tra impugnazione stragiudiziale e giudiziale?
È importante distinguere le due fasi del processo di contestazione.
L'impugnazione stragiudiziale è il primo passo, la lettera che si invia all'azienda entro 60 giorni. Si chiama "stragiudiziale" perché avviene al di fuori del tribunale, direttamente tra le parti. È un requisito obbligatorio per poter poi procedere.
L'impugnazione giudiziale, invece, è il vero e proprio ricorso depositato in Tribunale. È l'atto che dà inizio alla causa di lavoro e va fatto entro i 180 giorni successivi all'invio della prima lettera, se non si è raggiunto un accordo.
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