Se hai ricevuto una lettera di licenziamento e non sai come muoverti, è normale sentirsi disorientati. In questo articolo troverai una guida chiara sui termini da rispettare per contestare un licenziamento, alla luce delle recenti novità introdotte dalla riforma Cartabia.
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Quanto tempo ho per impugnare una lettera di licenziamento?
Il primo passo per contestare un licenziamento è l'impugnazione stragiudiziale.
Dal momento in cui ricevi la comunicazione scritta del licenziamento, hai un termine di 60 giorni per inviare una lettera di contestazione al tuo datore di lavoro. Questa comunicazione deve esprimere chiaramente la tua volontà di impugnare il provvedimento.
È fondamentale inviare questa lettera tramite raccomandata con ricevuta di ritorno oppure tramite Posta Elettronica Certificata - PEC. Ai fini del rispetto del termine, fa fede la data di spedizione e non quella di ricezione da parte dell'azienda.
Da quando partono i 180 giorni per depositare il ricorso?
Una volta inviata la lettera di impugnazione stragiudiziale entro i 60 giorni, scatta un secondo termine.
Hai 180 giorni di tempo per depositare il ricorso presso il tribunale del lavoro. In alternativa, nello stesso arco di tempo, puoi comunicare al datore di lavoro la richiesta di un tentativo di conciliazione o arbitrato.
I 180 giorni non partono dalla data del licenziamento, ma dalla data in cui hai spedito la lettera di impugnazione stragiudiziale. Rispettare anche questo secondo termine è essenziale, altrimenti l'impugnazione perde ogni efficacia.
Cosa è cambiato con la riforma Cartabia?
La principale novità della riforma Cartabia, in vigore dal 1° marzo 2023, è stata l'abolizione del cosiddetto rito Fornero.
In passato esistevano procedure diverse per gestire le cause di licenziamento. La riforma ha eliminato questa distinzione, unificando il processo e rendendolo uguale per tutte le controversie di lavoro.
Questo non ha modificato la regola del doppio termine di 60 e 180 giorni, che rimane pienamente valida e vincolante.
Come si può impugnare il licenziamento di un lavoratore a termine?
Le regole e i termini per impugnare il licenziamento sono identici anche per i lavoratori con un contratto a tempo determinato.
Non vi è alcuna differenza nella procedura. Anche in questo caso, il lavoratore dovrà rispettare scrupolosamente la doppia scadenza:
- 60 giorni per l'impugnazione stragiudiziale dalla comunicazione del licenziamento.
- 180 giorni successivi per il deposito del ricorso in tribunale o per la richiesta di conciliazione.
Quali sono i termini per l'appello civile dopo la riforma?
La riforma Cartabia ha interessato anche le fasi successive al primo grado di giudizio. Se una delle parti non fosse soddisfatta della sentenza del tribunale, può presentare appello.
I termini per farlo sono due:
- Il termine breve di 30 giorni, che decorre dalla notifica della sentenza.
- Il termine lungo di 6 mesi, che decorre dalla pubblicazione della sentenza, nel caso in cui non sia avvenuta alcuna notifica.
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