Giusto.

    Indennità per licenziamento illegittimo: come si calcola

    Richiedi una chiamata di confronto gratuita sul tema o leggi l'articolo

    Subire un licenziamento che si ritiene ingiusto è un'esperienza complessa e spesso fonte di grande preoccupazione. Capire a quale tutela si ha diritto e come viene quantificato un eventuale risarcimento è il primo passo per proteggere i propri diritti. In questo articolo troverai una guida chiara su come viene determinata l'indennità risarcitoria, basandoci sulle normative vigenti e le sentenze più recenti.

    Per affrontare la situazione con sicurezza e avere certezze sulla tua posizione, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare in modo gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in questioni legate a indennità risarcitoria licenziamento illegittimo.

    Se il licenziamento è illegittimo cosa succede?

    Quando un licenziamento viene dichiarato illegittimo, il lavoratore ha diritto a una forma di tutela che può consistere in un risarcimento economico o, in casi specifici, nella reintegrazione nel posto di lavoro.

    La tipologia e l'entità della tutela dipendono principalmente da due fattori: la data di assunzione del lavoratore e le dimensioni dell'azienda - numero di dipendenti. Le normative di riferimento sono cambiate nel tempo, creando regimi di protezione differenti.

    Come si calcola l'indennità risarcitoria per il licenziamento?

    Il calcolo dell'indennità non è unico, ma segue criteri diversi a seconda della normativa applicabile al rapporto di lavoro.

    Le principali tutele previste sono:

    • Reintegrazione e risarcimento del danno. Questa è la tutela più forte, prevista dall'Art. 18 dello Statuto dei Lavoratori. Si applica nei casi più gravi, come licenziamenti discriminatori, nulli o comunicati solo oralmente. Il lavoratore ha diritto a essere reintegrato nel suo posto di lavoro e a ricevere un risarcimento corrispondente alle retribuzioni perse dal giorno del licenziamento fino all'effettiva reintegra, con un minimo di 5 mensilità.
    • Indennità risarcitoria. Per i lavoratori assunti dopo il 7 marzo 2015 - regime del contratto a tutele crescenti o Jobs Act - in caso di licenziamento ingiustificato la tutela è prevalentemente economica. L'indennità viene calcolata in base all'anzianità di servizio del dipendente.
    • Offerta conciliativa. Per evitare il contenzioso in tribunale, il datore di lavoro può offrire al lavoratore, entro 60 giorni dal licenziamento, una somma a titolo di conciliazione. Questa somma è esente da tassazione e contributi INPS.

    Quanto è il risarcimento per licenziamento illegittimo?

    L'importo del risarcimento varia in modo significativo.

    Per i lavoratori assunti con contratto a tutele crescenti - dopo il 7 marzo 2015 - l'indennità risarcitoria per licenziamento ingiustificato è compresa tra un minimo di 6 e un massimo di 36 mensilità dell'ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR.

    Per i lavoratori assunti prima di tale data, le tutele possono variare da un'indennità compresa tra 12 e 24 mensilità fino alla reintegrazione nel posto di lavoro, a seconda della gravità del vizio del licenziamento e delle dimensioni aziendali.

    Qual è l'indennità risarcitoria per un licenziamento illegittimo con meno di 15 dipendenti?

    Anche nelle piccole imprese con meno di 15 dipendenti, il lavoratore ha diritto a una tutela in caso di licenziamento illegittimo.

    A seguito di una importante sentenza della Corte Costituzionale, il rigido limite massimo di 6 mensilità previsto in precedenza è stato rimosso. Questo permette al giudice di personalizzare il risarcimento in base alla gravità del caso specifico, all'anzianità e ad altri fattori.

    Di conseguenza, anche per i dipendenti di piccole imprese l'indennità può essere fissata in un intervallo che spesso si muove tra le 6 e le 36 mensilità.

    È possibile chiedere un risarcimento per danni morali?

    Sì, è possibile richiedere un risarcimento maggiore se il lavoratore è in grado di provare di aver subito un danno ulteriore.

    Questo accade in caso di licenziamento ingiurioso, ovvero quando le modalità del licenziamento sono state tali da ledere l'onore, la reputazione o la dignità del lavoratore. In questi casi, si può agire in giudizio per ottenere un risarcimento aggiuntivo per il danno morale o biologico subito.

    Il datore di lavoro può proporre un'offerta conciliativa?

    Sì, come accennato, la legge prevede la possibilità per il datore di lavoro di chiudere la controversia in modo rapido.

    Entro 60 giorni dall'impugnazione del licenziamento, l'azienda può offrire al lavoratore una somma netta, non soggetta a tasse né a contributi previdenziali, il cui importo varia da un minimo di 3 a un massimo di 27 mensilità. Se il lavoratore accetta, il rapporto di lavoro si considera definitivamente concluso e si rinuncia alla causa.

    Hai ancora dubbi sull'indennità risarcitoria per licenziamento illegittimo?

    Se desideri valutare la tua situazione specifica, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in questioni legate a indennità risarcitoria licenziamento illegittimo.

    Parla con un avvocato

    Richiedi una chiamata di confronto gratuita sul tema o leggi l'articolo