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    Calcolo preavviso dimissioni: guida a giorni e decorrenza

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    Se stai valutando di presentare le dimissioni dal tuo attuale posto di lavoro, è fondamentale comprendere come gestire correttamente il periodo di preavviso. In questa guida troverai le informazioni necessarie per calcolare i giorni di preavviso e la loro decorrenza, così da poter affrontare questo passaggio senza commettere errori.

    Per affrontare la situazione con la massima certezza, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nel calcolo del preavviso per le dimissioni.

    Come si calcolano i giorni di preavviso per le dimissioni?

    Il calcolo dei giorni di preavviso non è universale, ma dipende da ciò che è stabilito nel tuo Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro - il CCNL.

    Per trovare il numero esatto di giorni di preavviso, devi consultare il tuo CCNL di riferimento, come ad esempio Commercio, Metalmeccanici o Turismo. La durata del preavviso varia in base a due fattori principali:

    • Il tuo livello di inquadramento.
    • La tua anzianità di servizio presso l'azienda.

    In genere, la durata può variare da pochi giorni fino a diversi mesi per le figure con maggiore anzianità e responsabilità.

    Da quando iniziano a contare i giorni di preavviso?

    La data da cui inizia a decorrere il preavviso è un altro elemento chiave specificato dal CCNL.

    Molti contratti, come quello del settore Commercio, stabiliscono che il preavviso non parte dal giorno esatto in cui comunichi le dimissioni, ma da una data fissa. Le date di decorrenza più comuni sono il giorno 1 oppure il giorno 16 di ogni mese.

    Questo significa che se presenti le dimissioni il 10 del mese, il conteggio dei giorni di preavviso inizierà a partire dal giorno 16. Se invece le presenti il 25 del mese, la decorrenza scatterà dal primo giorno del mese successivo.

    Il preavviso si calcola in giorni di calendario o lavorativi?

    Salvo diverse indicazioni nel tuo CCNL, il preavviso si calcola sempre in giorni di calendario.

    Questa regola implica che nel conteggio dei giorni devono essere inclusi anche sabati, domeniche ed eventuali festività che cadono durante il periodo di preavviso. Non si contano quindi solo i giorni effettivamente lavorati.

    Come si calcola la data delle dimissioni con un esempio pratico?

    Facciamo un esempio per chiarire il calcolo. Immaginiamo che il tuo CCNL preveda un preavviso di 15 giorni di calendario e che la decorrenza sia fissata al primo o al sedicesimo giorno del mese.

    Se comunichi le tue dimissioni in data 28 ottobre, il periodo di preavviso inizierà a decorrere dal 1° novembre. Di conseguenza, il tuo ultimo giorno di lavoro sarà il 15 novembre.

    È obbligatorio rispettare il preavviso?

    Sì, il preavviso è un obbligo previsto dal contratto di lavoro sia per il lavoratore in caso di dimissioni, sia per il datore di lavoro in caso di licenziamento - fatta eccezione per i casi di giusta causa.

    Rispettare questo periodo permette a entrambe le parti di organizzarsi per la cessazione del rapporto di lavoro.

    Cosa succede se non si rispetta il preavviso?

    Se decidi di non rispettare, in tutto o in parte, il periodo di preavviso previsto dal tuo contratto, il datore di lavoro ha il diritto di applicare una trattenuta.

    Questa trattenuta, nota come "indennità di mancato preavviso", corrisponde alla retribuzione che avresti percepito durante i giorni di preavviso non lavorati. L'importo verrà scalato dalle tue competenze di fine rapporto, come l'ultima busta paga, le ferie non godute o il TFR.

    La data di decorrenza è l'ultimo giorno di lavoro?

    No, è importante non confondere i termini.

    La data di decorrenza delle dimissioni indica il giorno in cui il rapporto di lavoro cessa ufficialmente. Questa data coincide con il giorno successivo all'ultimo giorno di lavoro.

    Ad esempio, se il tuo preavviso termina il 15 novembre - che è il tuo ultimo giorno di lavoro - la data di decorrenza da indicare nella procedura telematica sarà il 16 novembre.

    Come si presentano le dimissioni telematiche tramite INPS o portale del lavoro?

    Dal 12 marzo 2016, per contrastare il fenomeno delle dimissioni in bianco, la procedura per rassegnare le dimissioni volontarie deve avvenire esclusivamente per via telematica.

    Puoi procedere in autonomia accedendo con le tue credenziali SPID o CIE al portale del Ministero del Lavoro. In alternativa, puoi rivolgerti a un soggetto abilitato come un patronato.

    Una volta inviata la comunicazione, hai 7 giorni di tempo per revocarla, qualora cambiassi idea.

    È utile sapere che per i lavoratori domestici, come colf e badanti, la procedura di cessazione del rapporto deve essere effettuata esclusivamente tramite il portale dell'INPS.

    Hai ancora dubbi sul calcolo del preavviso per le dimissioni?

    Se desideri chiarire la tua situazione specifica o assicurarti di seguire ogni passo nel modo corretto, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di dimissioni e nel calcolo del preavviso.

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