Se stai valutando di presentare le dimissioni volontarie, è naturale avere dubbi riguardo al diritto all'indennità di disoccupazione. In questo articolo troverai una guida chiara e completa per capire in quali specifiche circostanze la NASpI spetta anche a chi decide di lasciare il proprio lavoro. Per affrontare la situazione con la massima certezza, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di dimissioni e accesso alla NASpI.
Chi si dimette volontariamente ha diritto alla disoccupazione?
In linea generale, la normativa italiana prevede che le dimissioni volontarie non diano diritto a percepire l'indennità di disoccupazione NASpI. Questo perché la NASpI è una prestazione a sostegno di chi perde il lavoro in modo involontario.
Tuttavia, esistono importanti eccezioni a questa regola.
In quali casi spetta la NASpI anche dopo le dimissioni volontarie?
La legge riconosce il diritto all'indennità di disoccupazione in due principali scenari, anche a seguito di dimissioni presentate dal lavoratore.
- Dimissioni per giusta causa: Si ha pieno diritto alla NASpI se le dimissioni sono state causate da un comportamento del datore di lavoro talmente grave da non consentire la prosecuzione, neanche provvisoria, del rapporto. Alcuni esempi includono il mancato pagamento dello stipendio, il mobbing, le molestie sul luogo di lavoro o un trasferimento illegittimo. Al momento della domanda, sarà necessario dichiarare la "giusta causa" e allegare tutta la documentazione utile a comprovarla.
- Perdita involontaria di una nuova occupazione: Una recente deroga - introdotta con la Legge 203/2024 - permette l'accesso alla NASpI anche a chi si dimette volontariamente, a una condizione specifica. Se dopo le dimissioni trovi un nuovo impiego e successivamente lo perdi in modo involontario, hai diritto alla disoccupazione, a patto di aver maturato almeno 13 settimane di contribuzione nel nuovo rapporto di lavoro.
Come si comunicano le dimissioni e si richiede la NASpI?
La procedura per formalizzare le proprie dimissioni e, successivamente, richiedere l'indennità segue passaggi precisi.
- Comunicazione delle dimissioni: Le dimissioni volontarie devono essere comunicate esclusivamente in via telematica. La procedura va effettuata attraverso il portale "Dimissioni volontarie" del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, accessibile anche tramite il sito INPS.
- Presentazione della domanda NASpI: Una volta che il rapporto di lavoro è ufficialmente cessato, hai 68 giorni di tempo per presentare la domanda di disoccupazione all'INPS. Puoi procedere in autonomia, utilizzando il servizio dedicato sul sito ufficiale dell'Istituto, oppure puoi farti assistere da un patronato.
Quanto dura la NASpI per dimissioni volontarie?
La durata della NASpI non cambia in base al motivo che ha dato accesso al diritto. L'indennità spetta per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni, indipendentemente dal fatto che lo stato di disoccupazione derivi da un licenziamento o da dimissioni per giusta causa.
Cosa si perde se si danno le dimissioni volontarie?
L'elemento principale che si perde rassegnando le dimissioni volontarie - al di fuori dei casi di giusta causa o della nuova deroga - è proprio il diritto all'indennità di disoccupazione NASpI.
Rimangono invece invariati tutti gli altri diritti, come il pagamento del Trattamento di Fine Rapporto - TFR, delle ferie e dei permessi non goduti e dell'indennità di mancato preavviso, se dovuta dal lavoratore.
È meglio dimettersi o essere licenziati per ottenere la NASpI?
Dal punto di vista dell'accesso alla NASpI, il licenziamento - che rappresenta una perdita involontaria del lavoro - garantisce sempre il diritto all'indennità, a patto di possedere i requisiti contributivi.
Le dimissioni volontarie, come visto, lo garantiscono solo in circostanze specifiche e ben definite. "Farsi licenziare" non è una procedura prevista dalla legge e accordi di questo tipo possono comportare rischi per entrambe le parti. La scelta più corretta dipende sempre dalla situazione individuale e dalle motivazioni che portano alla fine del rapporto di lavoro.
Hai ancora dubbi sulle dimissioni volontarie e la NASpI?
Qualora ti servisse supporto per valutare la tua situazione specifica, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto. Ti permetterà di parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in pratiche di dimissioni e richieste di indennità NASpI.