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    Inps dopo 180 giorni di malattia: cosa succede e cosa fare

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    Affrontare un lungo periodo di malattia può essere una fonte di grande preoccupazione, non solo per la propria salute ma anche per il futuro del proprio posto di lavoro. Se ti stai chiedendo cosa succede quando si superano i 180 giorni di assenza coperti dall'INPS in un anno, questa guida ti spiegherà in modo chiaro quali sono le conseguenze e le possibili azioni da intraprendere.

    Per affrontare la situazione con la massima sicurezza e senza commettere errori, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di diritto del lavoro e previdenza sociale.

    Quando l'INPS smette di pagare l'indennità di malattia?

    L'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale - INPS - eroga l'indennità economica di malattia per un periodo massimo di 180 giorni nell'arco di un anno solare.

    Questo limite è tassativo. Al 181° giorno di assenza, l'INPS interrompe il pagamento dell'indennità. È importante sottolineare che i 180 giorni, circa sei mesi, si calcolano sommando tutti i periodi di malattia avvenuti nello stesso anno solare.

    Chi paga la malattia dopo i 180 giorni?

    Una volta terminata l'indennità INPS, la situazione economica del lavoratore può diventare complessa.

    Salvo diverse e più favorevoli disposizioni previste dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL - di riferimento, dopo il 180° giorno il datore di lavoro non è più obbligato a corrispondere la retribuzione. L'assenza, di fatto, diventa non retribuita.

    Cosa si intende per periodo di comporto?

    Il periodo di comporto è il limite massimo di giorni di assenza per malattia che un lavoratore può accumulare senza rischiare di perdere il proprio posto di lavoro. Durante questo lasso di tempo, il datore di lavoro ha l'obbligo di conservare la posizione lavorativa del dipendente.

    La durata del periodo di comporto non è fissa per tutti, ma viene stabilita dai singoli CCNL. Può essere più breve, uguale o - molto spesso - più lungo dei 180 giorni indennizzati dall'INPS.

    Quanti giorni di malattia si devono superare per essere licenziati?

    Il licenziamento non scatta automaticamente al 181° giorno di malattia.

    Un lavoratore può essere licenziato solo ed esclusivamente per il superamento del periodo di comporto previsto dal suo specifico CCNL. Se il contratto collettivo, ad esempio, prevede un comporto di 12 mesi, il datore di lavoro non potrà procedere al licenziamento prima che sia trascorso tale termine, anche se l'INPS ha smesso di pagare da mesi.

    Una volta superato il comporto, il datore di lavoro acquisisce la facoltà - non l'obbligo - di licenziare il dipendente per giusta causa oggettiva.

    Cosa fare dopo i 180 giorni di malattia per non perdere il lavoro?

    Se ti stai avvicinando alla scadenza del periodo di comporto, esistono alcune opzioni che puoi valutare per evitare l'interruzione del rapporto di lavoro. Le due strade principali sono:

    • Chiedere di usufruire delle ferie maturate e non ancora godute.
    • Richiedere un periodo di aspettativa non retribuita, se questa possibilità è prevista e regolamentata dal tuo CCNL.

    Entrambe le opzioni hanno l'effetto di "congelare" il conteggio dei giorni di malattia, interrompendo la progressione verso il superamento del periodo di comporto.

    Se vengo licenziato per malattia ho diritto alla NASpI?

    Sì. Il licenziamento per superamento del periodo di comporto è una forma di perdita involontaria del lavoro.

    Pertanto, il lavoratore che subisce questo tipo di licenziamento e possiede i requisiti contributivi e lavorativi richiesti dalla legge, ha pieno diritto a presentare domanda per l'indennità di disoccupazione NASpI.

    Cosa succede se il mio CCNL prevede un periodo più lungo?

    È fondamentale consultare il proprio Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. Molti contratti, infatti, prevedono periodi di comporto estesi, che possono arrivare anche a 18, 22 o più mesi.

    In questi casi, anche se l'indennità INPS si interrompe dopo 180 giorni, il tuo posto di lavoro rimane tutelato per tutta la durata del comporto stabilita dal contratto. Il diritto alla conservazione del posto prevale sulla durata dell'indennità economica.

    Hai ancora dubbi sulla malattia dopo i 180 giorni?

    Se desideri valutare la tua situazione specifica e comprendere a fondo i tuoi diritti, il primo passo è compilare il modulo che trovi qui sotto. Potrai parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in licenziamenti per superamento del periodo di comporto e nella tutela dei lavoratori.

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