Se stai valutando di interrompere il tuo rapporto di lavoro, è fondamentale conoscere la procedura corretta per evitare errori e tutelare i tuoi diritti. In questa guida troverai le informazioni essenziali e due modelli pratici per redigere una lettera di dimissioni, sia rispettando il preavviso sia in caso di giusta causa.
Per affrontare questo passaggio con la massima certezza e senza commettere errori, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di interruzione del rapporto di lavoro.
Come si scrive una lettera di dimissioni con preavviso?
La lettera di dimissioni standard è un atto formale con cui comunichi al datore di lavoro la tua volontà di terminare il rapporto, rispettando i termini di preavviso stabiliti dal tuo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL.
Sebbene la procedura telematica sia obbligatoria per legge, consegnare una lettera cartacea è una forma di cortesia professionale e spesso richiesta contrattualmente.
Ecco un fac-simile che puoi utilizzare:
Oggetto: Dimissioni volontarie
Il/La sottoscritto/a [Nome Cognome] nato/a a [Città] ([Provincia]) il [Data di nascita] residente in [Indirizzo, Città] Codice Fiscale: [Codice Fiscale] in servizio presso l'azienda [Nome Azienda] con la qualifica di [Tuo Ruolo/Livello]
COMUNICA
la propria intenzione di rassegnare le dimissioni volontarie dal rapporto di lavoro in essere.
Ai sensi del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) applicato, il Suo ultimo giorno di lavoro sarà il [Data dell'ultimo giorno lavorativo].
Ringrazia per l'opportunità professionale e il percorso lavorativo svolto insieme.
Cordiali saluti,
[Luogo], [Data] Firma: ____________________
È possibile dimettersi senza preavviso?
Sì, è possibile interrompere il rapporto di lavoro con effetto immediato, ma solo in presenza di una giusta causa. Questa opzione, prevista dall'articolo 2119 del Codice Civile, è applicabile quando si verificano inadempienze talmente gravi da parte del datore di lavoro da non consentire la prosecuzione, neppure temporanea, del rapporto.
Alcuni esempi di giusta causa sono:
- Mancato pagamento di diverse mensilità di stipendio
- Molestie sul luogo di lavoro
- Grave demansionamento non giustificato
In questi casi, la lettera assume una forma differente e dà diritto all'indennità sostitutiva del preavviso.
Ecco un modello di riferimento:
Oggetto: Dimissioni per giusta causa
Il/La sottoscritto/a [Nome Cognome] in servizio presso l'azienda [Nome Azienda] con la qualifica di [Tuo Ruolo/Livello]
RASSEGNA
con la presente le proprie dimissioni volontarie con effetto immediato, ai sensi dell'art. 2119 del Codice Civile.
La decisione è motivata dalla seguente giusta causa che non consente la prosecuzione, nemmeno provvisoria, del rapporto di lavoro: [Indicare il motivo grave].
Pertanto, comunica l'intenzione a non prestare servizio durante il periodo di preavviso e richiede la liquidazione di tutte le spettanze di fine rapporto, inclusi TFR e indennità sostitutive.
Cordiali saluti,
[Luogo], [Data] Firma: ____________________
Come si comunicano ufficialmente le dimissioni?
Per essere giuridicamente valide, le dimissioni non possono limitarsi a una lettera consegnata a mano o inviata tramite raccomandata. Dal 2016, in Italia è in vigore una procedura telematica obbligatoria per tutti i lavoratori dipendenti del settore privato.
Puoi adempiere a questo obbligo in due modi:
- In autonomia, accedendo con SPID o CIE al portale Cliclavoro del Ministero del Lavoro e compilando l'apposito modulo online.
- Con assistenza, rivolgendoti a un Patronato, un sindacato o un consulente del lavoro abilitato che eseguirà la procedura per tuo conto.
La sola lettera cartacea non è sufficiente a rendere efficaci le dimissioni.
È importante non confondere le dimissioni, che sono una scelta del lavoratore, con il licenziamento, che è invece una decisione unilaterale del datore di lavoro. Vediamo di rispondere alle domande più frequenti su questo secondo caso.
Come scrivere una lettera di licenziamento?
La lettera di licenziamento è il documento con cui il datore di lavoro comunica al dipendente la sua decisione di interrompere il rapporto. Per essere valida, deve contenere in modo chiaro e inequivocabile alcuni elementi essenziali:
- I dati completi del datore di lavoro e del lavoratore.
- La volontà esplicita di risolvere il rapporto di lavoro.
- La data di decorrenza del licenziamento.
- I motivi specifici che hanno portato alla decisione, soprattutto in caso di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo.
La motivazione è un elemento cruciale, poiché un licenziamento immotivato o con motivazioni generiche può essere impugnato.
Come deve essere comunicato il licenziamento al dipendente?
La comunicazione del licenziamento deve avvenire obbligatoriamente in forma scritta. Sebbene la consegna a mano sia una modalità diffusa, per avere prova certa della ricezione il datore di lavoro solitamente predilige metodi tracciabili come la raccomandata con ricevuta di ritorno o la Posta Elettronica Certificata - PEC, se il dipendente ne possiede una.
Il lavoratore deve firmare la lettera di licenziamento?
No, il lavoratore non è obbligato a firmare la lettera. La firma, quando richiesta, serve unicamente a certificare l'avvenuta ricezione del documento - la cosiddetta "firma per ricevuta" - e non implica in alcun modo l'accettazione del licenziamento o la rinuncia a impugnarlo.
Il rifiuto di firmare non invalida il licenziamento se questo è stato comunicato con un mezzo che ne attesta la ricezione, come la raccomandata A/R.
Cosa paga il datore di lavoro in caso di licenziamento?
Al termine del rapporto di lavoro, anche in caso di licenziamento, il datore di lavoro è tenuto a liquidare al dipendente tutte le spettanze maturate, che includono:
- Il Trattamento di Fine Rapporto - TFR.
- Le ferie e i permessi non goduti.
- I ratei della tredicesima e dell'eventuale quattordicesima mensilità.
- L'indennità sostitutiva del preavviso, se il licenziamento avviene senza concedere il periodo di preavviso previsto dal CCNL e non è per giusta causa.
Cos'è il licenziamento silenzioso?
Il "licenziamento silenzioso", o quiet firing, non è una procedura legale di licenziamento. Si tratta piuttosto di un comportamento del datore di lavoro finalizzato a isolare, demotivare o marginalizzare un dipendente, creando un ambiente di lavoro ostile con l'obiettivo di spingerlo a presentare le dimissioni volontarie.
Questa pratica, se dimostrata, può integrare condotte illegittime come il mobbing o il demansionamento.
Hai ancora dubbi sulla lettera di licenziamento o dimissioni?
Qualora avessi bisogno di un supporto per gestire la tua situazione specifica, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto. Ti permette di parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di cessazione del rapporto di lavoro.