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    Licenziamenti piccole imprese: regole e indennità 2024

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    Se ti trovi ad affrontare un licenziamento da parte di una piccola impresa e cerchi chiarezza sulle normative attuali, in questo articolo troverai le informazioni aggiornate sulle regole e sulle indennità previste per il 2024. Per affrontare la situazione con sicurezza e avere certezze, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in licenziamenti nelle piccole imprese.

    Quando un’impresa è considerata “piccola” ai fini del licenziamento?

    La distinzione tra piccole e grandi imprese è fondamentale, perché determina le tutele applicabili in caso di licenziamento. Un’impresa è considerata “piccola” quando non raggiunge determinate soglie dimensionali.

    Nello specifico, la disciplina delle piccole imprese si applica ai datori di lavoro che occupano:

    • fino a 15 dipendenti in ciascuna sede, stabilimento, filiale, ufficio o reparto autonomo;
    • fino a 15 dipendenti nello stesso comune, anche se distribuiti in più unità produttive;
    • fino a 60 dipendenti in totale, se l’azienda supera i 15 dipendenti nel singolo comune ma non su tutto il territorio nazionale.

    Se l’azienda supera questi limiti, si applicano le tutele previste per le grandi imprese, che sono generalmente più stringenti per il datore di lavoro.

    Quali sono le regole generali per i licenziamenti nelle piccole imprese?

    Anche nelle piccole imprese, un licenziamento deve essere sempre motivato e comunicato per iscritto. Le motivazioni valide rientrano in due categorie principali.

    Licenziamento per giusta causa:

    • Avviene per un comportamento del lavoratore talmente grave da non consentire la prosecuzione, neanche temporanea, del rapporto di lavoro. Si tratta di un licenziamento in tronco, senza preavviso.

    Licenziamento per giustificato motivo:

    • Soggettivo, se legato a un inadempimento notevole degli obblighi contrattuali del lavoratore.
    • Oggettivo, se determinato da ragioni inerenti all'attività produttiva, all'organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa.

    In assenza di una di queste motivazioni, il licenziamento può essere considerato illegittimo.

    Cosa succede in caso di licenziamento illegittimo?

    Se un giudice dichiara illegittimo il licenziamento di un lavoratore assunto in una piccola impresa, le conseguenze per il datore di lavoro sono cambiate in modo significativo negli ultimi anni.

    La regola principale non è la reintegrazione nel posto di lavoro - che rimane un’eccezione per casi molto gravi come il licenziamento discriminatorio - ma il pagamento di un’indennità risarcitoria.

    Questa indennità ha lo scopo di compensare il lavoratore per il danno subito a causa della perdita ingiusta del lavoro. Le modalità di calcolo di tale indennità sono state al centro di importanti sentenze.

    Come è cambiata l'indennità dopo l'intervento della Corte Costituzionale?

    In passato, per i lavoratori assunti dopo il 7 marzo 2015 - con il contratto a tutele crescenti - l'indennità per licenziamento illegittimo in una piccola impresa era rigidamente fissata tra un minimo di 3 e un massimo di 6 mensilità.

    La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 150 del 2020, ha dichiarato illegittimo questo tetto massimo di 6 mensilità. La Corte ha ritenuto che un limite così basso non fosse sufficiente a risarcire adeguatamente il lavoratore né a scoraggiare i licenziamenti ingiustificati.

    Di conseguenza, oggi il giudice ha un potere discrezionale molto più ampio nel determinare l'importo dell'indennità, pur mantenendo il minimo di 3 mensilità.

    Come si calcola l'indennità di licenziamento nel 2024?

    Con il superamento del tetto fisso, il giudice stabilisce l'importo dell'indennità risarcitoria caso per caso, basandosi su una serie di criteri oggettivi.

    I principali fattori considerati sono:

    • l'anzianità di servizio del lavoratore;
    • il numero dei dipendenti occupati dall'azienda;
    • le dimensioni dell'attività economica;
    • il comportamento e le condizioni delle parti.

    Questo significa che l'indennità deve essere "proporzionata" e adeguata alla situazione specifica, potendo quindi superare le 6 mensilità precedentemente previste, al fine di garantire un risarcimento giusto ed equo.

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